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WORLD TRADE CENTER

di Oliver Stone

Soggetto: basato sulle testimonianze di John McLoughlin, Donna McLoughlin, William Limeno, Allison Jimeno
Sceneggiatura: Andrea Berloff
Fotografia: Seamus McGarvey
Montaggio: David Brenner, Julie Monroe
Musiche: Craig Armstrong
Scenografia: Jan Roelfs
Costumi: Michael Dennison
Effetti speciali: Animal Logic, Proof
Interpreti: Nicolas Cage, Michael Pena, Maggie Gyllenhaal, Maria Bello, Stephen Dorff, Armando Riesco, Patti D’Arbanville, Brad William Henke, Lucia Brawley, Jon Bernthal, William Mapother, Michael Shannon, Niholas Turturro
Produzione: Paramount Pictures, Double Feature Films, Intermedia Films
Distribuzione: UIP
Distribuzione Internazionale: Paramount Pictures
Nazionalità ed anno: USA, 2006
Formato: 35mm, colore
Durata: 125’
WORLD TRADE CENTER
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Ed ecco il primo vero flop di questo Festival di Venezia. Certo, il connubio 11 settembre/Oliver Stone poteva lasciar presupporre il peggio, ma World Trade Center – primo lungometraggio di finzione che “ricostruisce” il crollo delle due torri – va ben oltre ogni più tetra aspettativa.
Il soggetto, “basato sulle testimonianze dei sopravvissuti”, è nulla di più se non un resoconto romanzato delle terribili ore trascorse dal sergente McLoughlin (Cage) e dall’agente Jimeno (Peña), intervenuti per far evacuare una delle due torri e rimasti poi intrappolati sotto le macerie.
Naturalmente, oltre alla loro sofferenza, verrà messo in scena anche il terribile stato d’angoscia delle rispettive famiglie. Ed è da qui, dall’incredibile pastosità con cui Stone rappresenta questo dolore “alternato”, che il film comincia inesorabilmente a sgretolarsi. Dissolvenze in nero anticipano i ricordi felici di due uomini costretti dalle circostanze a sperare che la resistenza si faccia eterna, consci di non potersi addormentare, immobili – a qualche metro di distanza – ma in perenne movimento fra memoria consapevole (i volti delle rispettive consorti, Maria Bello per Cage e Maggie Gyllenhall per Peña, una chiamata a nascondere l’angoscia di fronte ai quattro figli, l’altra mamma di una bimba di quattro anni e nuovamente incinta) e divagazioni oniriche, come la doppia, accecante apparizione di un Cristo che non tarderà a manifestarsi sotto forma di un invasato (ex) marine, giunto apposta da Pittsburgh per cercare, da solo, di recuperare qualche sopravvissuto tra le rovine. Questa poetica “cristologica” e vagamente “guerrafondaia”, questo pressappochismo nel rapportarsi alla più grande tragedia (mediatica sicuramente, ma non solo, considerando le conseguenze che quell’11 settembre sta avendo nelle abitudini quotidiane di ogni normale cittadino, come attraversare dei metal-detector per entrare in una sala cinematografica…) dei nostri tempi, pongono World Trade Center alla stessa stregua di qualsivoglia disaster movie vagamente ispirato ad accadimenti reali. In questo caso, però, era doveroso affrontare il tutto provando ad elevarsi sulla solita retorica tremendamente USA (che alla fine, la voce narrante di Nicolas Cage, esalterà ricordando che quel giorno, oltre al male, l’uomo è riuscito a dimostrare quanto ancora sia possibile riuscire a fare del bene) magari rischiando di inimicarsi qualcuno, accennando a qualcosa di leggermente più “scomodo” e non equiparare il tutto ad un semplice racconto di due sopravvissuti ad un “terremoto”. L’11 settembre è stata una catastrofe, ne siamo consapevoli, ma la Natura e il Caso c’entrano ben poco.
La storia vera di due agenti della squadra del primo soccorso del Dipartimento di Polizia di Port Authority che si sono introdotti all’interno delle Torri Gemelle nel momento della tragedia dell’11 settembre per soccorrere gli intrappolati.
Regista entrato ormai nella leggenda del cinema mondiale, Oliver Stone (New York, 1946) ha dato prove poliedriche di sé come uomo e cittadino americano ancor prima di diventare cineasta. Ha infatti combattuto in Vietman (1967-68) rimanendovi gravemente ferito due volte e ha lavorato come insegnante, tassista, fattorino assistente alla produzione e rappresentante. La sua esperienza di guerra gli ha permesso di portare sugli schermi capolavori quali Nato il 4 luglio e Platoon, entrambi premiati con l’Oscar alla regia. Stone ha ricevuto un Academy Award anche per la sceneggiatura di Fuga da mezzanotte. Il suo ultimo lavoro, prima di World Trade Center è Alexander con Colin Farrell nei panni del popolare condottiero.
 
Filmografia:
1973 Seizure
1981 La mano
1986 Salvador
1986 Platoon
1987 Wall Street
1988 Talk Radio
1989 Nato il 4 luglio
1991 The Doors
1991 JFK
1993 Tra cielo e terra
1994 Natural Born Killers - Assassini nati
1995 Nixon – Gli intrighi del potere
1997 U-Turn – Inversione di marcia
1999 Ogni maledetta domenica
2004 Comandante
2004 Alexander
2006 World Trade Center
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