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LA RIEDUCAZIONE (Evento Speciale – Film di Chiusura)

di Davide Alfonsi, Alessandro Fusto, Daniele Guerrini, Denis Malagnino

Sceneggiatura: Davide Alfonsi, Denis Malagnino, Daniele Guerrini
Fotografia: Alessandro Fusto
Montaggio: Alessandro Fusto, Daniele Malagnino
Musiche: Giong Lim
Interpreti: Marco Donatucci, Denis Malagnino, Pablo Sallusti, Gianluca Tiberi, Daniele Malagnino, Massimo de Sanctis, Massimo Pasquali, Daniele Guerrini, Gennaro Romano, Vincenzo di Nota, Alessandra Alfonsi, Don Romano, Alessandro Fusto, Elisabetta Bugatti
Produzione: Amanda Flor
Nazionalità ed anno: Italia, 2006
Formato: Video, b/n
Durata: 96’
LA RIEDUCAZIONE (Evento Speciale – Film di Chiusura)
2 e mezzo
Da un film giunto alla proiezione festivaliera con la fama  di essere stato girato con soli 500 euro da un gruppo di ragazzi autodidatti, ci si aspettava un’opera poco più che amatoriale, scelta un po’ per provocazione dai selezionatori della Settimana della Critica. Invece questo lavoro collettivo del gruppo Amanda Flor, composto da quattro ragazzi di Guidonia, comune alle porte di Roma, è un esperimento riuscitissimo.
Partiti da un argomento che evidentemente interessava tutti loro, la mancanza di lavoro per i giovani laureati, e non solo, sono riusciti a costruire un film divertente, ben articolato e con una sceneggiatura di ferro, anche se a tratti viziata da qualche ingenuità. La rieducazione del titolo si riferisce a quella che compie Denis  (nella realtà il portavoce del gruppo) ai danni di Marco, il tipico bravo ragazzo che a 28 anni ancora non sa cosa vuol dire  la parola lavoro: per questo il padre arriva alla drastica soluzione di cacciarlo di casa ed affidarlo a Denis, un cattivissimo capocantiere. Ecco che grazie alla dura vita di cantiere, circondato da colleghi che lo trattano come lo scemo del villaggio, conosce un nuovo universo lontano dall’ovattato mondo parrocchiale dove faceva volontariato. Un mondo dove alla fine tutti fregano tutti, e a cui cinicamente si adegua, fino alla sorpresa finale in cui giustizia è fatta e in cui ci sarà la giusta ricompensa per i suoi sforzi. I quattro ragazzi hanno dichiarato che sono riusciti a spendere la fatidica cifra grazie all’apporto generoso di parenti vari, che hanno magnanimamente offerto case, macchine, pranzi per la troupe, nonché la propria prestazione attoriale. Hanno poi cercato di ovviare ai problemi qualitativi della fotografia digitale virando i colori verso il blu e facendo un ottimo lavoro sul suono.
Un giovane laureato della provincia romana passa le giornate facendo del volontariato in parrocchia. Un giorno il padre decide di fargli affrontare le responsabilità della vita vera: prima lo manda a lavorare in un cantiere edile, poi gli toglie la casa ed i viveri. Per il ragazzo sarà durissima.
 
Ecco la medicina contro l'incertezza di molte opere prime italiane, a corto di investimenti ed idee: fare un film apertamente artigianale che costa soltanto qualche centinaio di euro, ma ha dalla sua il respiro del cinema e il coraggio della verità, quella non ideologizzata. Se la scelta del bianco e nero sembrerebbe quasi un modo per dichiarare il proprio minimalismo espressivo, che parte dall'uso di un digitale obbligatoriamente non ad alta definizione, il film ha dalla sua la capacità di coniugare, attraverso un montaggio accurato, i tempi del cinema con quelli del quotidiano, usando la musica quando davvero necessaria, e muovendo la macchina da presa in maniera funzionale al racconto, senza il bisogno di dimostrare di "saper fare". I "non attori" presenti nel film sono così naturali da essere a cavallo tra la finta verità di certi documentari e la vera finzione di certe fiction: sono lì e basta, a darci un'idea di essenzialità e presenza che è quella di tutta "La rieducazione".
 
Amanda Flor è un collettivo costituitosi in questi ultimi due anni, attivo nella provincia est di Roma. Il manifesto etico, estetico, ideologico, consta di pochi, fondamentali, punti.
- Riuscire a confezionare storie filmate in cui ogni aspetto della realizzazione (dalla stesura del soggetto alla post-produzione) sia a cura del collettivo stesso.
- Immergere totalmente i soggetti nella particolarità del quotidiano in cui il collettivo vive. Comunque alla ricerca di quelle caratteristiche che lo rendano leggibile anche altrove.
- Lavorare esclusivamente con quei mezzi che si rivelino veramente necessari alla realizzazione del progetto. Semmai approssimando per difetto, confidando nelle risorse della parte di umanità che abbiamo a disposizione.
- Lasciare emergere le particolarità socio-antropologiche del nostro territorio in modo discreto, senza forzare storie e personaggi. Niente stereotipi, niente macchiette.
- Cercare di inquadrare il meno possibile la città di Tivoli.
Tutto questo si sta concretizzando nel Ciclo dei Finti, una trilogia in bianco&nero di cui il primo episodio è appunto La Rieducazione.
Attualmente è in fase di lavorazione AFA, il secondo capitolo.
Il collettivo è composto da quattro persone: Davide Alfonsi, Alessandro Fusto, Denis Malagnino, Daniele Guerrini. Ognuno ha collaborato a diversi progetti con diverse qualifiche prima di confluire nella collective-mind Amanda Flor.
SIC
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ciao ragazzi aiutatemi questo film mi appassiona molto l'ho visto alla fono roma prima che uscisse saperecomeposso fare per ritrovarlO?

Ven, 19/03/2010 - 11:00

ma via mail, in forma privata.
un saluto
Mauro


Ven, 19/03/2010 - 12:25