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BUNNY LAKE IS MISSING – BUNNY LAKE È SCOMPARSA (Omaggio a Otto Preminger, 1906 - 1986 – Film d’apertura)

di Otto Preminger

Sceneggiatura: John Mortimer, Penelope Mortimer, Marryam Modell
Fotografia: Denys N. Coop
Montaggio: Peter Thornton
Musiche: Paul Glass
Scenografia: Donald M. Ashton
Interpreti: Laurence Olivier, Carol Lynley, Keir Dullea, Martita Hunt, Anna Massey, Clive Revill, Finlay Curie, Noel Coward
Produzione: Otto Preminger, Martin C. Schute
Distribuzione: Sony/Columbia
Nazionalità ed anno: UK/USA, 1965
Formato: 35mm, b/n
Durata: 107’
BUNNY LAKE IS MISSING – BUNNY LAKE È SCOMPARSA (Omaggio a Otto Preminger, 1906 - 1986 – Film d’apertura)
4 e mezzo
Difficile immaginare un’inaugurazione maggiormente gustosa per la Settimana Internazionale della Critica.  Come previsto, la proiezione della copia restaurata dalla Sony Pictures di Bunny Lake is Missing (in anteprima europea dopo l’inaugurazione avvenuta al MoMa) ha ottenuto lunghi, e scroscianti applausi da far crollare la sala sotto la "violenza" degli stessi.
Un lavoro, quello del maestro Otto Preminger, ingiustamente criticato e snobbato nell’anno della sua uscita, il 1965: ma un’autentica goduria per gli occhi e la mente, nella realtà (ci si chiede già, con un brivido che sale inesorabile, cosa ne sarà nelle mani di Reese Whiterspoon o Gwyneth Paltrow, papabili candidate al ruolo di protagonista nel remake che Hollywood sta preparando). Capolavoro a partire dai titoli più che mai “evocativi” del leggendario Saul Bass, che inventa mani che “strappano” una cortina rivelando i titoli di testa, ma anche una possibile verità nascosta, quella che solo dopo un’ora di film si palesa nella propria evidenza: e che forse il pubblico di oggi, maggiormente smaliziato, è in grado di capire prima, unico limite di un plot che, voglioso di immergere protagonisti e pubblico in una situazione inspiegabile e senza vie d’uscita, paradossalmente finisce per amplificare l’unica soluzione possibile verso la risoluzione del caso. Ma sarebbe un errore giudicare Bunny Lake sulla base dell’imprevedibilità: i meriti del film sono soprattutto visivi (al pari, ma sotto altri aspetti, di Laughton nell’ altrettanto sfortunato La morte corre sul fiume). Si pensi alla vivacità delle riprese col dolly, che guardano ai classici hollywoodiani e allo stesso tempo esplora spazi e personaggi in maniera del tutto personale, senza mai ostentare l’utilizzo della tecnica; ai personaggi memorabili, dal grande Laurence Olivier nei panni del sovrintendente a un Keir Dullea che avrebbe avuto di lì a poco il suo momento di gloria con 2001: Odissea nello spazio; all’incredibile finale, pieno di una follia recondita che emerge violenta come un fiume carsico e mostra una libertà espressiva e tematica che forse il maestro Preminger (anche produttore) pagò troppo caro nel 1965. Giusto, adesso, che il meritato applauso di Venezia riporti alla luce questo suo film coraggioso e troppo poco visto.
Nella Londra degli anni Sessanta, l'ispettore Newhouse (Laurence Olivier) indaga sul misterioso rapimento di una bambina, Bunny Lake, avvenuto in un'asilo di Hampstead. Bunny è la figlia illegittima di Ann (Carol Lynley), una nevrotica ragazza americana appena giunta in Inghilterra per raggiungere il fratello Stephen (Keir Dullea). La responsabile dell'asilo non ricorda di aver mai visto la bambina, né di aver mai effettuato la sua iscrizione alla scuola, così Ann cerca disperatamente di ritrovarla con l'aiuto del fratello, anche perché la polizia comincia a credere che tutto sia frutto dell'immaginazione della donna. Ma è Ann a mentire, o il mistero sulla sparizione di Bunny Lake è destinato a rivelare inquietanti elementi psicotici in qualcuno a lei molto vicino?
In occasione del centenario della nascita di Otto Preminger (Vienna, 5 dicembre 1906) e del ventennale della sua morte (New York, 23 aprile 1986), la Settimana Internazionale della Critica, in collaborazione e con il contributo del Museo Nazionale del Cinema - che organizzerà, nell'ottobre del 2007, una retrospettiva completa dei suoi film curata da Stefano Boni e Jim Healy - presenta come film d'apertura la copia, recentemente restaurata dalla Sony Pictures, di uno dei suoi più rari e misconosciuti capolavori: Bunny Lake is Missing. Il film, che all'epoca (1965) fu considerato un fiasco commerciale e di critica, in realtà è uno dei più inquietanti thriller di Preminger, un viaggio nel profondo della psiche umana, caratterizzato dalla sapiente ambiguità con la quale la sceneggiatura (di John e Penelope Mortimer, da un romanzo giallo di Marryam Modell che lo firmò con lo pseudonimo di Evelyn Piper) tratteggia i personaggi, e da una messa in scena elegante e moderna, che combina le tessiture noir tanto care al Preminger del periodo classico americano con stilemi tipicamente hitchcockiani.
Tre curiosità: il cameo del drammaturgo Noel Coward, nei panni di un misterioso padrone di casa "adepto" del marchese De Sade; la presenza, nella colonna sonora e, anche in alcuni momenti ripresi dalla tv, della band The Zombies e del loro successo "She's Not Here"; i titoli di testa, del grande Saul Bass.
Di Bunny Lake is Missing è attualmente in preparazione un remake che dovrebbe essere interpretato da Reese Witherspoon.
SIC
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