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VENTO DI PRIMAVERA – BRD
di Rose Bosch
Cast: Jean Reno, Mélanie Laurent, Gad Elmaleh, Hugo Leverdez, Joseph Weismann, Oliver Cywie, Mathieu Di Concerto, Romain Di Concerto, Sylvie Testud, Anne Brochet, Jean-Michel Noirey, Roland Copé, Raphaëlle Agogué
Nazionalità e anno: Francia/Germania/Ungheria, 2010
Distribuzione: Eagle Pictures, Videa-CDE
Edizione: italiano, francese
Sottotitoli: italiano, francese, italiano non udenti
Audio: HD DTS dolby-digital 5.1
Schermo: widescreen anamorfico 2.35:1 - HD 1080p
Durata: 123'
Extra: Making of.
Note: Buono l'audio, rotondo e pieno, ricco e scintillante che introduce in questo girone infernale. Particolarmente apprezzate le scene nel velodromo.
Corretto il formato panoramico proposto sul Blu Ray Disc. Un'immagine di grandissima qualità che mostra colori ottimamente definiti e ben tarati.
Travolgente il making of del film.
Regione: 2
Sito ufficiale: www.videa-cde.it
Titolo originale: La rafle
Uscita: ottobre 2011
Qualità artistica: Buona
Qualità immagine: Ottima
Qualità audio: Ottima
Qualità extra: Buona
Il generale Karl Albrecht Oberg, capo delle SS e della polizia tedesca; il sottosegretario di stato René Bousquet, nuovo capo della polizia del governo di Vichy; Louis Darquier, commissario francese per la questione ebraica; Jean Legauy, delegato di Bousquet a Parigi; il capo del governo Laval; il maresciallo Pétain... e quanti altri ancora dovrebbero essere nominati in questo "freddo" elenco quali "rei" di uno dei tanti e terribili crimini di guerra di sempre... Un fattaccio avvenuto in Francia nell'estate del 1942 che ha visto, loro malgrado, un numero impressionante di ebrei (solo a Parigi 13.000 -quelli dei quali si parla nel film- in tutta la Francia circa 40.000) rastrellati e quindi deportati nelle camere a gas. Persone di tutte le età condannati a morte solo per essere di una religione diversa... una follia della quale non si parlerà mai abbastanza e non potrà mai placare le anime che senza colpa hanno visto le loro vite spezzate. Storie che ogni volta che vengono raccontate non hanno mai il sapore del deja vu' ma vengono avvertite come drammaticamente attuali. Una storiaccia, questa, che ha visto le scuse ufficiali del governo francese solo nel 1995, oltre 50 anni dopo il triste evento. Ed ecco che a distanza di quasi settanta anni ecco che anche il cinema si "ricorda" di omaggiare i protagonisti di quella morte prematura e violenta e senza ritorno. Un omaggio ben condotto da Rose Bosch che con grande piglio e mano ferma traghetta lo spettatore in questa infernale Parigi che "brucia" sotto il caldo e l'odio razziale. Una conduzione filmica ineccepibile tesa a condurre lo spettatore a sapere i dati essenziali della storia concentrandosi maggiormente sui drammi umani. Non vengono fatti i nomi dei "cattivi" (per questo motivo abbiamo voluto aprire con la sequela di nomi dei colpevoli) ma solo quelli delle vittime per entrare dentro le loro "piccole grandi" storie umane. Le speranze di un futuro, di un presente e perché no anche di un passato che ormai da tempo è stato negato. Famiglie intere, dai genitori ai figli e spesso anche i nonni, che sperano che quella condizione di segregati sia solo un "momento" da ricordare in futuro e non il solo momento della loro vita che rimane appesa ad un filo ormai corroso. E questa morte imminente che aleggia su tutti è il leit-motiv ricorrente di Vento di primavera (triste titolo ma che si rifà alla Storia, il titolo italiano è infatti il nome di come fu chiamata "l'operazione" di epurazione, mentre quello francese, La rafle, cita il nome di come fu definita dai francesi "Rafle du Vel' d'Hiv-Retata del Vel' d'Hiv"). Una morte che incombe su tutti i protagonisti e che ammanta le storie con questi squarci di luce che penetrano sui volti esanim e stravolti delle vittime, appena colorati dalla fotografia sul seppiato scelta dalla Bosch con il direttore delle luci David Ungaro. Stretta connessione tra immagini filmiche e immagini emotive. Una corrispondenza che trova la sua logica conclusione con quei fotogrammi finali dei bambini deportati prima sui camion e poi sui treni. Strazianti quanto serve per non far dimenticare ciò che è successo. Se proprio dobbiamo trovare un difetto al film è l'eccessivo ottimismo del "finalone" con l'infermiera che incontra due bambini scampati all'olocausto. Ma è un peccato veniale per un grande film ben diretto e ben interpretato da uno stuolo di grandi attori francesi...



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