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ET IN TERRA PAX

di Matteo Botrugno e Daniele Coluccini

Cast: Maurizio Tesei, Ughetta D'Onorascenzo, Michele Botrugno, Fabio Gomiero, Germano Gentile, Riccardo Flammini
Nazionalità e anno: Italia, 2011
Distribuzione: CG Home Video
Edizione: italiano
Sottotitoli: italiano per non udenti
Audio: dolby-digital 5.1
Schermo: widescreen anamorfico 1.85:1
Durata: 90'
Extra: Trailer (0'57"); Backstage (22'10"); Scena tagliata (1'10"); Galleria fotografica.
Note: Buono l'audio, che non presenta problemi e si pone in maniera autorevole allo spettatore per compattezza e forza.
Ottima la qualità video. Colori netti, corposi, brillanti. Contrasto impeccabile. Immagine luminosa e di impatto.
Corretto il formato panoramico presente sul DVD.
La parte del leone negli extra la fa il backstage che ripercorre le tappe del set ma soprattutto le tappe di come è stato concepito e poi messo in piedi il film. Coraggio e tanta volontà.    
Regione: 2
Sito ufficiale:
www.cghv.it
Titolo originale
: Et in terra pax

Qualità artistica: Ottima  
Qualità immagine: Ottima
Qualità audio: Ottima
Qualità extra: Buona

4
ET IN TERRA PAX
4 e mezzo

Sul titolo di un movimento (esattamente il 4, coro) del lavoro di Vivaldi "Gloria - RV 588" (uno dei lavori sacri) parte questa storia di "ordinaria" periferia ed emarginazione impattante e possente come un macigno scagliato da Ercole in persona nel mare degli dei... una forza figlia della ferrea volontà di tutti i partecipanti a questa pellicola a bassissimo costo che nasce dal desiderio di fare cinema. Quel desiderio che a volte si nasconde dietro altri desideri ma che qui emerge fortissimamente. Et in terra pax, titolo contrastante lo svolgimento della storia (di tutto si parla fuorchè di pace, anche se il finale è una catarsi pacificatrice con l'anima di uno protagonisti, forse), è un film che non risente del low budget ma anzi, il poco denaro a disposizione è come se fosse riuscito a far emergere il meglio di quell'arte dell'arrangiarsi di noi italici. Quindi qui, per una volta tanto, i soldi non contano, ma testimonia la grandezza del film quelle tante piccole, grandi, idee che segnano le tappe di questa via crucis dei 5 protagonisti. 5 protagonisti che si racchiudono in 3 storie convergenti nello stesso "mini" quartiere romano del Corviale (andate di sera a vederlo, sembra di essere un una in/visione di Truffaut miscelata a Bosch). 3 storie che raccontano di solitudine, di disperazione, di emarginazione, di sopraffazione, di lotta per cercare di emergere... storie dolenti e dolorose che portano le stimmati di quel dolore che la pietas cristiana partorisce nel momento del primo vagito, ma qui, tutti i protagonisti e non della storia non hanno mai dato al mondo il primo urlo verso la vita. Sono vite compromesse e inter/rotte e mai nate. Vite che si nutrono delle miserie altrui senza vedere il loro orticello. Vite che aspettano solo di essere spezzate per trovare pace. Anime che vagano alla ricerca di uno scopo, di pace, di serenità. Serendipity... che non possono avere per loro stessa costituzione. Anime che  tentano di essere  ma che sono sempre violate da un mondo che le circonda tiranno e folle. Non esiste redenzione se non oltre la vita. Non esiste scopo se non quello di finire un paio di metri sottoterra. Non esiste ne futuro, ne presente e ne passato. Le storie sono state scritte e non sono mai esistite...

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un grandissimo film. merita molto di +

Mer, 14/12/2011 - 10:18