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AFRODITE DEA DELL’AMORE
di Mario Bonnard
Cast: Ivo Garrani, Isabelle Corey, Antonio De Teffé, Irène Tunc, Clara Calamai, Massimo Serato, John Kitzmiller, Giulio Donnini, Carlo Tamberlani, Mino Doro, Matteo Spinola, Paul Mueller, Emma Baron, Mimmo Poli, Nello Pazzafini
Nazionalità e anno: Italia, 1958
Distribuzione: Medusa Home Entertainment
Edizione: italiano
Sottotitoli: assenti
Audio: mono
Schermo: widescreen anamorfico 16/9 2.35:1
Durata: 101’
Extra: trailer
Note: Versione di immagine e audio dalla qualità dignitosa per un peplum perfettamente inserito nella tradizione del genere con la sceneggiatura firmata, tra gli altri, da Sergio Leone. La colonna sonora è tuttavia molto carente non disponendo né di sottotitoli né di edizioni diverse da quella originale, vale a dire italiana.
Regione: 2
Sito ufficiale: www.medusahe.it
Qualità artistica: Buona
Qualità immagine: Buona
Qualità audio: Buona
Qualità extra: Sufficiente
2 e mezzo
Aspettarsi un peplum più sofisticato non sarebbe stato così irragionevole da un regista che ha saputo creare delizie dal sapore popolano come Campo de’ Fiori ed in costume come Totò – Il ratto delle Sabine. Con Afrodite la dea dell’amore Mario Bonnard ha invece scelto di percorrere la moda in auge all’epoca, i multiformi anni Cinquanta, proponendo un film in perfetta aderenza ai canoni del genere.
Si intrecciano ragioni politiche, sociali, religiose e soprattutto sentimentali. Il tutto nella cornice di un patinato contesto “greco-romano” (come si legge nei titoli di apertura) che tanto e ancora risente delle rappresentazioni fasciste, specie nelle inquadrature di imperiale imponenza. La storia parte dalle conseguenze della decisione dell’imperatore Nerone di scavare il canale di Corinto: per liberare la zona interessata vengono espropriate le abitazioni dei locali, per lo più contadini. Un gesto impopolare di cui Nerone si libera la coscienza facendolo ricadere sulla comunità cristiana che a Corinto era assai numerosa. All’interno del gruppo di fedeli della nuova religione, naturalmente perseguitata, l’attenzione si sposta su Lerna, una giovane bellissima che viene presa come schiava. La bellezza di Lerna induce lo scultore Demetrio Elleno a sceglierla come modella per scolpire una statua alla dea Afrodite, preferendola a Diala, fino ad allora sua musa ispiratrice. Triangolo amoroso, persecuzioni ai cristiani, corruzione politica della Roma di Nerone: non manca nulla in questa oltre ora e mezza di pellicola piuttosto noiosa e ripetitiva.
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