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BALLKAN BAZAR

di Edmund Budina

Sceneggiatura: Edmund Budina
Fotografia: Daniele Baldacci
Montaggio: Marzia Mete.
Musiche: Anton Sanko
Scenografia: Arian Risvani
Costumi: Stela Laknor
Interpreti: Catherine Wilkening, Veronica Gentili, Visar Vishka, Edmund Budina, Erand Sojli
Produzione: Mediaplex Italia Srl /Erafilm Production (Albania)
Distribuzione: Mediaplex Italia
Nazionalità ed anno: Italia/Albania 2010
Durata : 84'
Data di uscita: 8 luglio 2011

BALLKAN BAZAR
2

All'inizio del film si capisce solo che c'è di mezzo una bara, che non si trova. Non si sa come né perché, doveva essere trasferita dall'Italia alla Francia e invece è finita in Albania. Una quarantenne francese, dopo il divorzio, voleva riportare la salma del padre nella sua terra natia ma non trovandolo al ritiro bagagli è costretta a partire insieme alla figlia per una strana caccia al tesoro. Dopo i primi cinque minuti confusi e televisivi, si arriva a Tirana.

Non che la confusione sparisca, quella non sparirà mai, ma lo scenario balcanico quantomeno suscita interesse. La dinamica dei fatti è troppo veloce per farsi seguire: un giornalista spunta dal nulla e decide di aiutare le due belle protagoniste che non sembrano affatto stressate dall'accaduto - al massimo tentano di alzare il tono di voce. Da Tirana ci si sposta al sud dell'Albania, al confine con la Grecia, dove stanno riesumando degli scheletri per riempire un cimitero monumentale costruito dai greci ma pieno di tombe vuote. Il bazar del titolo si riferisce a questo strano commercio di ossa - che pur nella sua assurdità è reale - e al miscuglio di lingue parlate: italiano, francese, inglese, inglese maccheronico, albanese. Peccato però che nella versione italiana, per giustificare la mezza paternità dell'Italia, il doppiaggio livellerà tutto.
Ovviamente non poteva mancare la linea romantica. Che qualcuno si innamorasse delle due donne era scontato e forse proprio perché era scontato non ci si è preoccupati di spiegare come nasca o si sviluppi l'amore. L'immagine finale dovrebbe essere l'emblema di qualcosa, forse l'unione tra due diversità, ma sembrerebbe di più una scusa per mostrare le grazie di Veronica Gentili.
Lo spunto di Ballkan Bazar meritava di essere tradotto in un film e Edmund Budina voleva trattare un tema serio, come i contrasti tra greci e albanesi, alla maniera di Kusturica - e di Franco e Ciccio. Ci sono molte trovate divertenti, alcune anche prevedibili, ma è come se fossero scollegate con il resto, senza omogeneità. Bella la musica, belle le incursioni surreali con la bara che vola ed entra dalla finestra, belli i vari cenni culturali e superstiziosi e la scenografia minimale di un luogo che si è fermato nel tempo. Però anche la sceneggiatura è un bazar, e non è chiaro se sia voluto.

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