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PESARO 42_ FRANCO BATTIATO E MANLIO SGALAMBRO ALLA MOSTRA DI PESARO

Il cantautore regista e il filosofo che per anni ne ha ispirato la produzione artistica si ritrovano a Pesaro

PESARO 42_ FRANCO BATTIATO E MANLIO SGALAMBRO ALLA MOSTRA DI PESARO
“Un esordiente atipico, un intellettuale, musicista e cantautore che decide di esplorare anche la regia cinematografica”. Così, Vito Zagarrio e Giovanni Spagnoletti, introducono Franco Battiato, presente a Pesaro in occasione della proiezione di Perduto amor, suo esordio dietro la macchina da presa, previsto questa sera nella splendida Piazza del Popolo di Pesaro, altro titolo che fa parte del 20° Evento Speciale.
A chi gli chiede qual è stato il passaggio che l’ha portato dalla musica al cinema, Battiato risponde candidamente che non ne esiste alcuno, che quando alcuni anni fa decise di accogliere l’invito per girare Perduto amor pensava di affrontare la cosa semplicemente come un divertimento. Ma che ora come ora quel divertimento si è tramutato in necessità: “Non è importante il passaggio. Le cose avvengono, a volte ci sopraffanno. Dal primo giorno sul set è come se mi fossi trovato ad aver a che fare con una macchina che conoscevo benissimo”. E poco importa se qualcuno, a suo tempo, gli fece notare che il suo film soffriva per una carenza strutturale e grammaticale: oggi, dopo il recentissimo Musikanten, Battiato è già impegnato nella realizzazione del suo terzo lungometraggio: “Ho già girato la scena finale, perché avevo bisogno di riprendere un ciliegio in fiore che altrimenti avrei dovuto attendere un altro anno. Il film si dovrebbe chiamare Niente è come sembra (frase attribuita a Buddha, ndr) e ruota intorno ad una domanda, ‘Perché si è?’. Un film assolutamente ossessivo, imperniato sull’esistenza di Dio e condotto attraverso tre punti di vista, quello del credente, dello scettico e dell’ateo”. E quando l’argomento si sposta sulla situazione dell’attuale cinema italiano, Battiato preferisce non replicare in maniera diretta, ma suggerisce di intraprendere altre strade soprattutto a livello contenutistico, partendo però sempre da un assunto imprescindibile: “La mente dell’uomo è causa dei suoi mali, bisognerebbe imparare a dominare il proprio essere. Ci vuole pulizia, una sorta di doccia psichica”.
L’omaggio di Pesaro, come detto, non si ferma a Franco Battiato: previsto fra poco nella sezione “Documentando” il mediometraggio Manlio Sgalambro, il consolatore del giovane Guido Cionini, documentario che lo stesso filmmaker definisce “non biografico, seppur rigoroso. Un video costruito in stretta aderenza ai testi dello stesso Sgalambro, soprattutto quelli editi da Adelphi, come ‘La morte del sole’ e altri”.
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