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BRANAGH E “THOR”: L’INIZIAZIONE TECNOLOGICA DI UN ATTORE SHAKESPEARIANO
A un certo punto si è pensato di aver sbagliato conferenza stampa quando una giornalista ha fatto domande su Thorne. Anche se Chris Hemsworth potrebbe benissimo essere un personaggio di Beautiful (ha recitato per anni nella soap opera Home and Away) non sfigura come dio del tuono in Thor, primo film marveliano di Kenneth Branagh - qui, per l'enorme impegno, solo in veste di regista. Sono entrambi presenti all'Hotel Hassler per parlarci di questo progetto spettacolare.
È stata una grossa opportunità per Hemsworth recitare con artisti del calibro di Anthony Hopkins e di Natalie Portman, ma anche una grossa responsabilità. Per fortuna sul set c'era una bella atmosfera, Hopkins non si faceva chiamare "sir" ma semplicemente "Tony" e condivideva lo stesso entusiasmo. La parte più dura è stata quella degli allenamenti e della dieta ingrassante, per mettere su otto chili di muscoli.
Una bella sfida anche per Branagh che non si era mai cimentato in una produzione del genere, per altro tra le più difficili della Marvel. Ad attirarlo è stato il tema classico, la caduta e la rinascita dell'eroe, da combinare però con la leggerezza e l'ironia del fumetto. La Marvel gli ha lasciato una discreta autonomia creativa; ci sono state discussioni vivaci, ma mai imposizioni. Essendo un piccolo studio formato da veri e propri "nerd" erano più interessati alla giusta resa dei personaggi che non al ritorno economico. E anche la scelta del 3D è stata fatta con lo stesso principio, per dare più profondità, sia visuale che emotiva. Branagh all'inizio era scettico, ha problemi perfino con la cuffietta per la traduzione simultanea...
Per quanto riguarda il linguaggio, già nel fumetto è molto forbito: Stan Lee diceva che era a metà tra "Shakespeare e la Bibbia". Branagh si è adeguato - come si sa Shakespeare è il suo pane quotidiano - cercando però di renderlo naturale. L'Enrico V è stato un punto di riferimento, anche per le connessioni con la storia, e Chris, dice il regista, ha fatto un ottimo lavoro. Dopotutto Thor è un principe e non può parlare americano!
Parti che nel fumetto sono ambientate in Oklahoma nel film sono state girate nel New Mexico, perché oltre ai maggiori sgravi fiscali offriva moltissimi spazi all'aperto, desertici, ottimi luoghi per eseguire ricerche sugli UFO.
Thor si inserisce nel progetto The Avengers che vede riuniti tutti i supereroi della Marvel. Alla fine del tour promozionale infatti Hemsworth andrà sul set. Altre informazioni sono ancora top secret.Alla domanda: cosa vuole fare da grande? Branagh risponde che spera di non crescere mai, vuole continuare a stupire e a stupirsi e a circondarsi di gente talentuosa. Gli eroi per lui sono uomini comuni che cadono, si rialzano e sono capaci di risolvere i problemi, "pensate per esempio a Obama o a Mandela".
Il film uscirà nelle sale il 27 aprile in 600 copie.



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