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LA FINE È IL MIO INIZIO: LA MORTE FA RIDERE

LA FINE È  IL MIO INIZIO: LA MORTE FA RIDERE

Che La fine è il mio inizio sia stata un'esperienza che va al di là di quella puramente cinematografica lo si percepisce subito vedendo gli attori accanto ai protagonisti reali della storia. Andrea Osvárt e Saskia Terzani potrebbero essere sorelle, alte, magrissime, bionde. Elio Germano invece c'entra molto poco con Folco Terzani, che è imponente anche quando parla, ma è credibilissimo come figlio di Bruno Ganz che interpreta Tiziano Terzani. Sembra di assistere alla conversazione di una famiglia numerosa con al centro  Angela Terzani, la madre di tutti.

La paura di molti giornalisti era di assistere a un "supermarket della new age" o più semplicemente a una "boiata pazzesca", ma sono stati smentiti. Ganz dice che c'è spiritualità, sì, ma non esoterismo. È un racconto di formazione dove si parla di Tiziano come uomo. Il sentiero per la crescita si può trovare in ogni professione, dice Folco.  I modelli di suo padre erano gli esploratori, non i giornalisti, e lui infatti era una sorta di "pellegrino pagato". Aveva scelto quel lavoro per se stesso. Era una figura ingombrante, sia in senso positivo che negativo. Saskia sta imparando le lezioni soltanto adesso, negli anni, dopo essere diventata madre. Angela, la moglie, ha sempre saputo che non sarebbe stato facile vivere con un uomo così, e la sua sfida - vinta - è stata quella di non soccombere, di mantenere la propria identità senza gareggiare. " Tanto ognuno ha il suo momento" dice," e il mio è adesso" . Il conflitto maggiore è stato tra Tiziano e Folco che però si è risolto poco prima che Tiziano morisse, quando durante un litigio Folco per la prima volta non è rimasto ad ascoltare ma ha reagito e suo padre ha capito che suo figlio era diventato forte. "Quegli ultimi mesi sono stati bellissimi" racconta Folco, "ridevamo, ci divertivamo, nonostante tutta la famiglia si trovasse alla frontiera dell'ignoto."
Tra gli attori si è creato lo stesso gioco di rimandi. Per Elio Germano Bruno Ganz rappresentava una figura enorme,  proprio come Tiziano per Folco. Girare nella casa dei Terzani ,a Orsigna, immersa completamente nella natura, è stata per tutta la troupe un periodo di introspezione. Elio Germano era arrivato a sentirsi San Francesco. Ogni giorno raccoglieva le castagne e cercava di salvare i bachini prendendoli con un cucchiaino e gettandoli dalla finestra. Quando la mattina si svegliava tra gli uccelli pensava che fossero venuti per lui, invece erano lì per mangiarsi suoi bachini.
Nel libro da cui è tratto il film non viene descritto il momento della morte e qui invece si è deciso di introdurlo. Andrea Osvárt ha una parte molto piccola ma si è preparata per mesi. "Così come la morte fa parte della vita" dice, "anche commuoversi fa parte della vita".

Tiziano voleva morire ridendo e il film infatti esce l'1, per il pesce di aprile. Inizialmente saranno distribuite 60 copie ma si spera di incrementarle se avrà lo stesso successo che ha avuto in Germania con 230.000 spettatori. 

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