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BILOXI BLUES – FRENESIE MILITARI
di Mike Nichols
Cast: Matthew Broderick, Christopher Walken, Penelope Anne Miller
Nazionalità e anno: USA, 1988
Distribuzione: Universal
Edizione: italiano, inglese, spagnolo, francese
Sottotitoli: italiano, inglese, francese, portoghese, spagnolo
Audio: dolby-digital 2.0
Schermo: widescreen anamorfico 1.85:1
Durata: 102'
Extra: Trailer.
Note: Prodotto di buon livello tecnico. Audio di grane efficacia nonostante un DD 2.0. Un suono rotondo e netto sia nella versione originale che in quella italiana.
Bene anche la qualità video. Colori ben registrati, netti e marcati, contrasto dinamico e compatto per un'immagine luminosa e ricca.
Corretto il formato cinema proposto sul DVD.
Unico neo di questo prodotto sono la quasi assenza dei contenuti speciali. Peccato!
Regione: 2
Sito ufficiale: http://www.homevideo.universalpictures.it/
Titolo originale: Biloxi Blues
Qualità artistica: Ottima
Qualità immagine: Buona
Qualità audio: Buona
Qualità extra: N.G.
Con questo Biloxi Blues iniziamo a proporre recensioni di film usciti non recentemente in home video ma che vale la pena da recuperare. In questo caso (come forse anche con altri) non sappiamo neanche se il film sia ancora distribuito dalla stessa oppure da nessuno. Quindi segnalazioni che vogliono essere una sorta di recupero di film che non siamo riusciti a recensire e che vale la pena farlo per farli vedere... E questo Biloxi Blues, di Mike Nichols -il grande, entra a pieno merito in questa categoria. Tratto dall'omonima opera teatrale di Neil Simon il film è un apologo sulla guerra. Ma non quella vissuta in prima persona, con tanto di ferite e istorazioni fisiche e mentali, ma "sull'educazione" che si deve dare a giovani uomini per sapere cosa fare una volta che i proiettili fischiano da tutte le parti. E in questo, in qualche modo, è molto simile a Full Metal Jacket, o meglio alla prima parte per essere esatti, anche se Nichols tratta il tema "particolare e delicato" con molto più ironia e voglia di sorridere (anche se a denti stretti) rispetto a Kubrick. Un Kubrick che immerge la storia in un dramma quasi surreale per la sua vivida lucidità nel descrivere la follia della guerra e di tutto ciò che si irradia da essa, compreso il folle e allucinante addestramento di soldati. Qui, nel film di Nichols, abbiamo sempre delle giovani reclute che vengono mandate nel centro di addestramento di Biloxi in attesa di andare al fronte. Un fronte, però, che non vedranno mai. Non per cattiva volontà o per altro ma semplicemente nel momento che partono per esso la guerra è già finita! Ma allora "Le frenesie militari" dove sono? Tutte nelle righe del diario che il protagonista tiene giorno dopo giorno dove annota ciò che accade e il mondo che lo circonda composto da commilitoni spacconi, scemotti, gay e forse quasi gay e un sergente maggiore duro come l'acciaio che però cederà anche lui. ma soprattutto la crescita di questi giovani che lontano da casa troveranno il primo amore, la loro prima volta con una prostituta ma soprattutto quella cosa che si chiama "cameratismo" o in maniera molto meno fascista "fare gruppo", far parte di un qualcosa più grande e quindi essere parte di un grande ingranaggio che avrebbe sconvolto il mondo (anche se per questi ragazzi far parte di questo mondo sarà solo un'illusione). Biloxi Blues è quindi un film sulla e contro la guerra ma soprattutto di quell'attimo di quando si varca la "linea d'ombra" e si diventa uomini (o sarebbe meglio dire adulti). Diretto con piglio e "semplicità" da Mike Nichols lo consigliamo per la sua immediatezza, per un cast all'altezza e per quella sua voglia di far riflettere facendo ridere o piangere di volta in volta. Un grande film che merita di essere visto.



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