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PARTO COL FOLLE

di Todd Phillips

Sceneggiatura: Alan R. Cohen, Alan Freedland, Adam Sztykiel, Todd Phillips
Montaggio: Debra Neil-Fisher
Fotografia: Lawrence Sher
Musiche: Christophe Beck
Scenografia: Danielle Berman
Costumi: Louise Mingenbach 
Interpreti: Robert Downey Jr., Zach Galifianakis, Michelle Monaghan, Juliette Lewis, Jamie Foxx, Rza, Matt Walsh, James Martin Kelly, Rhoda Griffis, Jon Gould, Joseph Harold, Paul Renteria, Mimi Kennedy, Danny McBride, Brody Stevens, Jakob Ulrich, Naiia Ulrich, Todd Phillips, Bobby Tisdale, Connie Sawyer, Marco Rodriguez, Tymberlee Hill, Keegan Michael Key, Aaron Lustig, Jon Cryer, Charlie Sheen, Jeremy Ambler
Produzione: Warner Bros. Pictures, in associazione con Legendary Pictures e Green Hat Films
Distribuzione: Warner Bros Italia
Nazionalità ed anno: Usa 2010
Titolo originale: Due date
Durata: 93'
Data di uscita: 28 gennaio 2011
Sito ufficiale

PARTO COL FOLLE
2 e mezzo

Probabilmente avevamo aspettative troppo alte. Poche, nella storia del cinema, le strane coppie più strane di questa: qualcuno ha detto Jack Lemmon e Walter Matthau? O anche, che so, semplicemente gli Steve Martin e John Candy di Un biglietto per due? Beh, Robert Downey Jr. e Zach Galifianakis sono meravigliosamente male assortiti, ma l'idea di metterli assieme - già non esattamente originale, diciamocelo - avrebbe potuto essere sfruttata con miglior esito, probabilmente.
L'architetto Peter Highman (Downey Jr.) sta per diventare padre, e la faccenda lo preoccupa non poco. È ad Atlanta per questioni di lavoro e deve raggiungere Los Angeles entro venerdì, giorno in cui è fissato il cesareo di sua moglie. Peccato che l'incontro-scontro con un tipino piuttosto peculiare, l'aspirante attore Ethan Tremblay (Galifianakis), faccia finire entrambi i soggetti sulla black list aeroportuale rendendoli compagni forzati di un viaggio in auto a dir poco surreale. Bulldog onanista compreso. Seguiranno, com'è prevedibile e anzi quasi doveroso nei roadtrip movies come questo, deviazioni di percorso, tentativi di fuga, rimorsi in calcio d'angolo e impulsi catartici a corrente alternata - il tutto condito da una serie di gag di pancia, alcune piuttosto riuscite e altre molto meno. Con chi identificarsi, tra i due? Col più canonico Peter, astioso e nervosetto, o con l'ingenuo e un po' grottesco Ethan, il dolente clown, il nerd col pallino della recitazione, il glaucoma, la permanente e le ceneri del padre in un barattolo del caffè? Al pubblico l'ardua sentenza.
Todd Phillips, già regista della Notte da leoni che ha lanciato Galifianakis tra tonanti risate e clamori in sala, replica un paio di trucchi e sfodera qui vena analoga; ma paga necessariamente pegno davanti ai celeberrimi predecessori nel filone, risultando colpevole di valutazioni approssimative e mancanza di una reale, genuina ispirazione a segnare la netta inferiorità di questo prodotto rispetto al precedente. Lascia inoltre particolarmente perplessi la prestazione di Downey Jr., che, pur recentemente ripescato agli onori della ribalta dopo il baratro di eccessi targato anni Novanta e la parentesi legal-tv, mal si presta alla metamorfosi definitiva: da superomistico Iron Man a frustratissimo picchiatore di ragazzini molesti. Come direbbero i colleghi anglofoni (e ci si passi la licenza stilistica: il mezzo lo consente), WTF?

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