Login utente

Commenti recenti

Scambia informazioni

Syndicate content

UNA GIORNATA PARTICOLARE ALLA CASA DEL CINEMA

La condizione dell'attore, oggi, Italia; restauro e preservazione del nostro cinema. Tra Strelher e la soap opera - La condizione dell'attore tra cinema, teatro e televisione
Lunedì 12 giugno : 10.30/ 13.00;  14.30/ 17.30  

Si è detto da più parti che la massiccia produzione di fiction e la lunga serialità (dalle ficton lunghe ad un nuovo tipo di “sceneggiato” come il capostipite Un medico in famiglia sino alle serie ad episodi vere e proprie e alla lunga serialità nel senso più tipico del termine cioè le soap opera e alle sitcom) hanno salvato gli attori dalla disoccupazione a cui erano costretti dalla gravissima crisi del nostro cinema e del nostro teatro e dalla sempre più preponderante presenza del prodotto americano.
Tutto questo è vero? Secondo alcuni sì. Ma c’è poi la gran massa degli interpreti italiani che non è affatto contenta di come vanno le cose. Infatti, secondo loro, l’attuale situazione della fiction italiana (la cui produzione è comunque sotto i parametri nazionali di qualsiasi paese europeo e non rispetta la quota di produzione nazionale assegnata per legge ai network televisivi) finisce col favorire solo gli “interpreti fissi” per offrire parti occasionali e ristrette alla maggior parte degli attori. Oltre a lamentare un’eccessiva presenza di una piccola quota di “privilegiati” che lavora sempre - guidati da grandi uffici-casting e da alcune agenzie che hanno canali diretti con i funzionari - e la scarsa attività del sindacato e delle associazioni di categoria, gli attori lamentano soprattutto che, nonostante l’incremento della produzione rispetto ad una decina di anni fa, l’incertezza e l’insicurezza dominano e condizionano la vita della stragrande maggioranza della categoria. C’è quindi una profonda e inquietante crisi del settore. In questo senso è parso importante - all’IMAIE, che promuove questa “giornata particolare” con l’AIRSC e l’ANCCI -  affrontare l’analisi di questo problema partendo dalla situazione apparentemente più paradossale : la presenza di attori che hanno avuto esperienze cinematografiche e teatrali prestigiose, si trovano a dover lavorare per la lunga serialità più “snobbata” dagli intellettuali, dai critici, da molti addetti ai lavori : la soap opera.    E’ questa un’esperienza che gli attori affrontano solo per mettere fine a problemi di perenne incertezza (evitando periodi di disoccupazione) o hanno cercato di cambiare e modificare la natura primaria del prodotto rendendola più genuina e più rispondente ai gusti del pubblico italiano? E’ stata questa un’esperienza che ha abbassato il livello di professionalità dell’attore o gli ha permesso di riaffrontare, giorno per giorno, la questione della recitazione sotto altre forme? A queste domande, si cercheranno risposte nel corso del convegno ( dalle ore 14.30 alle ore 17.30)  “ Tra Strelher e la soap opera. La condizione dell’attore tra cinema , teatro e televisione”. Il convegno sarà introdotto da un cortometraggio-documentario, Tra due stagioni di Teresio Spalla. In un scenario dismesso e diroccato di un set di Cinecittà, tre attori, Raffaele Pisu, Ignazio Oliva e Cecilia Cinardi,  appartenenti a tre generazioni differenti, si confrontano, ognuno con le proprie volontà, le proprie aspirazioni e le proprie esperienze… Nel corso della mattinata (10.30/ 13.00 circa), invece, verrà presentato il volume “Cinema italiano 1945-1985: restauro e preservazioni” (a cura di Dario Minutolo). Il film, opera d’arte e/o prodotto commerciale che sia, deperisce. Le immagini in movimento tendono a dissolversi, e la pellicola, oltre a decomporsi per ragioni chimico-fisiche, si deteriora ad ogni proiezione. In altri termini, poetici o catastrofici, il destino d’ogni film è l’autodistruzione. Questo volume, dunque, ci ricorda che il cinema italiano ha bisogno di non dimenticare le opere cinematografiche che hanno costituito la storia del nostro cinema e, al contempo, dà un preciso riferimento a chi desidera essere informato e di conseguenza intervenire per la salvaguardia e la memoria storica del nostro cinema. Bisogna comunque ricordare che negli anni ’80 del secolo scorso, l’attività di restauro delle cineteche registra un notevole incremento quantitativo e qualitativo in Italia, e, soprattutto, nel mondo. Diversi fattori sono all’origine di questo fenomeno: l’affacciarsi di una nuova generazione di studiosi, ricercatori e cinetecari, e il loro rinnovato interesse per il cinema muto (quello più a rischio di scomparsa); l’attenzione che pubblico e stampa riservano alla riproposta di capolavori del “vecchio cinema” come il Napoléon (1927) di Abel Gance o il Metropolis (1927) di Fritz Lang; la conseguente nascita di rassegne retrospettive, di cinema muto in primis, ma non solo, come le antesignane “Giornate del cinema muto” (Pordenone, 1981), poi il “Cinema ritrovato” (Bologna, 1987) e “Cinémemoire” (Parigi, 1991), e l’incremento delle proiezioni presso cineteche, musei, archivi. Ideata e promossa dall’IMAIE  (l’ente che tutela i diritti degli artisti interpreti esecutori di opere audiovisive e musicali), la ricerca è stata progettata e curata dall’AIRSC (Associazione italiana per le ricerche di storia del cinema), e da questi realizzata in collaborazione con l’ANCCI (Associazione nazionale circoli cinematografici italiani).
blog di Rossella Rinaldi | accedi o registrati per inviare commenti