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IL RIFUGIO

di François Ozon

Sceneggiatura: Mathieu Hippeau, François Ozon 
Fotografia: Mathias Raaflaub
Montaggio: Muriel Breton
Scenografia: Katia Wyszkop
Costumi: Pascaline Chavanne
Interpreti: Isabelle Carré, Louis-Ronan Choisy, Pierre Louis-Calixte
Produzione:Claudie Ossard e Chris Bolzli
Distribuzione: Teodora Film
Nazionalità ed anno: Francia 2009
Durata: 88'
Data di uscita: 27 agosto
Titolo originale:
Le Refuge
Sito italiano

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IL RIFUGIO
4

Mousse (Isabelle Carré) è incinta. Il futuro padre Louis muore, di overdose, dopo qualche scena in un appartamento spoglio, governato dai ritmi dell'eroina. Anche lei è tossica, ora cerca lentamente di uscirne, la maternità ha le sue regole. I genitori di lui, ricchi altoborghesi snob, vogliono farla abortire. Lei non ci pensa proprio, si ritira nel villone fuori città, sul mare dei Paesi Baschi francesi, in cerca di pace e curandosi dalla dipendenza dalla droga. Spunta il fratello di Louis, Paul (Louis Ronan Choisy), zio in pectore bello, alquanto omosessuale e adottato. Impossibilitato ad essere - biologicamente - padre, intuiamo questa sua paternità repressa che in un certo senso esplode stando a contatto con la compagna del defunto fratello.
È una lenta e assolata danza fatta di sguardi, velate seduzioni, corpi che si sfiorano. Teatro questa villa isolata, che fa così Ozon, uno di quei registi che ritorna spesso sulle stesse tematiche, che aggiorna, senza mai stancare, il suo film, con variazioni puntuali e inserti di vario genere. E questo è l'ennesimo grande film di Francois Ozon, che esce con sommo ritardo (era al festival di Torino, quasi un anno fa) e giusto in tempo per non sovrapporsi con quello nuovo, che verrà presentato a Venezia.
La protagonista era realmente incinta durante la lavorazione. Il suo corpo è esposto, martoriato dalla droga,"pieno" di vita e al tempo stesso scottato dalla morte del compagno. Il corpo di Paul, slanciato, quasi perfetto, è quasi in opposizione. E tutto intorno il solito mondo di Ozon, fatto di sole accecante, villette isolate, riprese delicate, controllate, una tecnica eccezionale. Il melodramma può risultare scontato e banale ad alcuni, non è un film nelle corde di tutti. Per gli amanti del regista francese, ancora pura meraviglia.

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