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KARATE KID- LA LEGGENDA CONTINUA

di Harald Zwart

Soggetto: Robert Mark Kamen (dall'originale del 1984)
Sceneggiatura: Christopher Murphey
Fotografia: Roger Pratt
Montaggio: Joel Negron
Musica: James Horner
Scenografia: Second Chan
Costumi: Han Feng
Interpreti: Jaden Smith, Jackie Chan, Taraji P. Henson, Wenwen Han, Rongguang Yu, Zhensu Wu, Zhiheng Wang, Zhenwei Wang, Jared Minns
Produzione: Columbia Pictures, Chian Film Group, Jerry Weintraub Productions, Overbrook Entertainment
Distribuzione:  Sony Pictures Italia
Nazionalità ed anno: USA, 2010
Durata: 105'
Data di uscita: 03/09/2010
Sito ufficiale

Sito italiano
Titolo originale: Karate Kid
Premi: Gold Kahuna Award Honolulu International Film Festival

KARATE KID- LA LEGGENDA CONTINUA
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La Cina dell'ultimo imperatore non c'è più. Il grande spauracchio comunista anche quello è scomparso ed ormai i volti di Mao appaiono su i muri come moderne opere Pop.
Oggi la Cina non è altro che una nuova grande meta turistica dalla grande forza esotica. Un set naturale dalle infinite possibilità.
Ed il primo film occidentale a capirlo è proprio Karate Kid- la leggenda continua.
Il regista della pellicola Harald Zwart dirige uno spot promozionale di oltre due ore su la Cina moderna non negandoci nulla. Ci viene mostrata la Città Proibita, ed erano più di vent'anni, da L'ultimo imperatore di Bertolucci, che non veniva permesso di girare in quel luogo; la muraglia cinese, ma anche luoghi meno noti come il monte Wudang  dove, all'interno di un tempio, viene girata una delle scene più belle del film.
In questo meraviglioso scenario si muove la storia di Dre Parker (Jaden Smith), orfano di padre e trasferitosi in Cina a causa del lavoro della madre (Taraji P. Henson).
Le sue differenze culturali lo rendono da subito un outsider. Ad aggravare ulteriormente la sua situazione è l'amicizia che stringe con la sua compagna Meiying (Wen Wen Han) che gli fa attirare addosso l'ira di Cheng (Zhenwei Wang) un bullo che eccede nell'arte del Kung fu.
Dre diventa presto bersaglio di Cheng e dei suoi amici, e solo l'incontro fortuito con Mr. Han (Jackie Chan) il responsabile della manutenzione del suo condominio, ma anche grande esperto di Kung fu, riuscirà a dargli una possibilità di rivincita contro ogni aspettativa.
La presenza di Jackie Chan nel film è quello che determina maggiormente le differenze rispetto alla pellicola  omonima del 1984 di cui Karate Kid- la leggenda continua è il remake.
Nonostante un titolo fuorviante la disciplina marziale qui presente non è il Karate (arte marziale giapponese) ma il Kung Fu, arte maziale cinese di cui Chan è uno dei massimi esponenti.
Le coreografie marziali, curate da Wu Gang cordinatore acrobatico dello stunt team  di Jackie Chan, si rivelano nettamente superiori a quanto visto nell'originale. La conoscenza marziale di tutti gli interpreti è altissima e la regia riesce ad esaltarne gli aspetti più spettacolari.
L'apporto di Chan non si limita solo alle arti marziali, ma soprattutto nell'interpretazione. L'attore cinese recita in questo film il suo miglior ruolo da quando si è trasferito ad Hollywood.
Il suo personaggio anche se meno divertente rispetto al Maestro  Miyagi (Noryuki "Pat" Morita che per questo ruolo ottenne una candidatura all'Oscar come miglior attore non protagonista)riesce a dare al suo personaggio una grande umanità,  caricandolo di una tragedia personale.
Inoltre la forte sintonia che riesce ad avere con il giovane Smith, perfetto anche lui nella sua interpretazione, mette in rilievo quello che era un altro dei punti forti della storia. Quel rapporto padre figlio che è sempre educativo e conflittuale.
Il film riesce, se pur con qualche pecca come ad esempio i combattimenti che a volte si rivelano molto cruenti per un film per ragazzi, nel compito di aggiornare la trama di un film che tutti gli adolescenti cresciuti negl'anni novanta hanno amato.

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