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SIMON KONIANSKI

di Micha Wald

Cast: Johanathan Zaccai, Popeck, Abraham Leber, Irène Herz, Marta Domingo, Nassim Ben Abdelmounen, Ivan Fox
Nazionalità e anno: Belgio/Francia/Canada, 2010
Distribuzione: C G Home Video - Fandango
Edizione: italiano, francese
Sottotitoli: italiano, italiano per non udenti
Audio: dolby-digital 5.1
Schermo: widescreen anamorfico 2.35:1
Durata: 95'
Extra: Vox Populi (1'06"); Scene tagliate (10'24"); Intervista a Micha Wald su Fandango Radio (11'17"); Making of (25'42"); Ricetta (2'10"); Karaoke (0'52"); Trailer (1'28").
Note: Buono l'audio, nitido e brillante. Un  suono compatto e ben definito sia nella versione originale che nella versione italiana.
Bene anche la qualità video. Ottimo il contrasto, colori saturi e brillanti. Non sono presenti imperfezioni di nessun genere.
Corretto il formato panoramico proposto sul DVD.
Buoni gli extra, copiosi, interessati e... soprattutto divertenti come il film!
Regione: 2
Sito ufficiale:
http://www.fandango.it/
Titolo originale: Simon Konianski

Qualità artistica: Buona
Qualità immagine: Ottima
Qualità audio: Ottima
Qualità extra: Buona

4 e mezzo
SIMON KONIANSKI
3 e mezzo

Divertente, brillante, ironico, grottesco. Un ritratto divertito di una famiglia ebraica/belga imperniata sulla presa in giro di quelle tradizioni ebraiche che se da una parte sono estremamente serie, viste da altre angolazioni, diventano grottescamente buffe. Una capacità notevole da parte dell'autore Micha Wald di fare ironia su tradizioni e storia di un popolo che in alcuni aspetti vive ancora come 2000 anni fa (e forse anche di più). Una pellicola che sicuramente, in maniera molto elegante, a ridere e molto. Micha Wald "cura" Simon Konianski in maniera quasi maniacale mettendo in mostra grandi capacità registiche riuscendo a coniugare modi e registri cinematografici differenti e di ogni tipo. Usa il ralenty per sottolineare momenti topicamente assurdi, usa la musica per tratteggiare un certo mondo e un certo modo di fare, usa le parole come se fossero taglienti lame di cartone". Una delle parole più usate dal protagonista, il Simon Konianski del titolo, è "nazista". Chiunque sia aggressivo, anche minimante, è "nazista". Ma Simon non è solo questo. Pieno di problemi e di piccole manie ora, dopo essere stato lasciato dalla moglie (la donna della sua vita), vive con il padre che parla sempre dei campi di concentramento e non è molto felice di avere il figlio Simon tra i piedi. Parole sull'olocausto che l'anziano padre racconta anche al figlio di Simon, parole che deprimono Simon e gli ricordano la sua infanzia non molto felice e assai "angosciante" e non vuole che quelle stesse ansie vadano a condizionare anche il figlioletto. E poi la sua ex moglie. Un rapporto mai del tutto chiarito e che lascia delle tracce ancora oggi in Simon. Insomma Simon è tutto meno che una persona che vive una vita tranquilla e sana. Peraltro, non avendo lavoro (anche perché non ama lavorare), si presta a fare da cavia per case farmaceutiche... Insomma un uomo che vive in maniera atipica e che non può che veder aumentare le sue fobie! Anche un certo riavvicinamento con la moglie non è buona cosa... E poi all'improvviso muore il padre e da qui inizia un'altra storia ancora... Un lungo viaggio verso il luogo dove il vecchio padre voleva essere sepolto.. Un viaggio che farà scoprire a Simon molte altre cose sui genitori... ma anche su di se...
Una bella indagine, tra il serio (poco, anche se poi è molto sottile) e il meno serio (di più, ma solo in apparenza) nel mondo chiuso e goffamente assurdo delle tradizioni ad oltranza della cultura ebraica...

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