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CODICE GENESI
di Allen & Albert Hughes
Cast: Denzel Washington, Gary Oldam, Mila Kunis, Jennifer Beals, Tom Waits, Michael Gambon, Ray Stevenson
Nazionalità e anno: USA, 2009
Distribuzione: 01 distribution
Edizione: italiano, inglese
Sottotitoli: italiano, italiano per non udenti
Audio: dolby-digital 5.1
Schermo: widescreen anamorfico 2.35:1
Durata: 113'
Extra: Il viaggio di Eli; Billy, una storia perduta; Ricominciare da zero; Scene tagliate; La colonna sonora; Manuale di sopravvivenza in 10 capitoli; Trailer.
Note: Prodotto di buona qualità nel complesso. Audio nitido e ben definito, potente e ben equilibrato grazie ad un buon lavoro fatto sulla taratura dei toni e dei livelli. Un suono nitido e limpido sia nella versione italiana che in quella originale.
Bene anche la qualità video. Colori brillanti e nitidi, ben contrastati, che non fanno perdere nulla della fotografia polverosa e bruciata, con i bianchi sparati e il contrasto portato quasi all'esasperazione. Nota che distingue il film e che è parte attiva del racconto in questo mondo dopo "apocalisse".
Corretto il formato panoramico presente sul DVD.
Extra interessanti e ben fatti.
Il prodotto è di qualità superiore.
Il film è uscito anche in versione Blu Ray con maggior qualità e molti più extra.
Regione: 2
Sito ufficiale: http://www.01distribution.it/
Titolo originale: The Book of Eli
Qualità artistica: Mediocre
Qualità immagine: Ottima
Qualità audio: Ottima
Qualità extra: Buona/Ottima
Dopo un film come From Hell, di gran livello e che si insinua tra le pieghe del potere condannandolo, con questo Codice Genesi (bruttissimo titolo italiano che fa pensare a ben altro) i fratelli Hughes ci (si) "intortano" con l'importanza della Bibbia, delle parole scritte dagli uomini in nome di Dio e su come la "Fede", alla fin fine, sia l'unica vera corazza della quale disponiamo. E sulla "Fede" in assoluto potremmo anche essere d'accordo... Siamo un po' meno in sintonia sulla religione cattolica cristiana vista come l'unico dogma possibile per portare di nuovo la pace in un mondo "oltre il collasso" dove regna la legge del più forte e impera la violenza. Ed ecco che, quindi, la religione è la panacea di tutti i mali e l'unica Bibbia rimasta diventa un oggetto prezioso (da cui il titolo del film originale "Il libro di Eli") con il quale o si può istradare la popolazione rimasta verso "la retta via" o si "può controllare" con la forza delle parole. Il tutto dipende da chi la usa. Nel film avviene ciò. Ma anche se cambiano le spinte ideologiche e strutturali di fondo il dogma è lo stesso: una forza coercitiva attraverso le parole per controllare le masse e fargli fare quello che il potere vuole. Non esistono buoni o cattivi ma solo gente che vuole il potere e lobotomizzare con le parole di Dio (ma in realtà le parole dell'uomo) l'uomo. E sino qui ci siamo ancora nel film. Il problema è che non si capisce sino a che punto i bravi fratelli Hughes credono nella follia di affidarsi alla religione per risolvere ogni problema oppure lo mettono sottilmente (ma molto sottilmente) alla berlina. Una linea di confine estremamente labile che non si riesce ad individuare se pende dalla parte della critica o dalla fede cieca che è un male assoluto più di tanti altri mali. E questo messaggio ambiguo è uno dei mali del film. Per il resto il film non funziona a causa di una sceneggiatura approssimativa, con molti buchi e piatta. Non ci sono molti guizzi e ne molti piccolo eventi che danno spessore al film. Tutto è sul "portatore del libro" e il "cattivo" che si vuole impossessare del libro. Non esiste altro. Non esiste amore, passione, dolore se non gettato lì senza essere ben "dosato o guarnito" per avere uno spessore che possa dare qualche punto di riferimento in più ad una storia senza molti sbocchi.
Un pollice verso che si alza un po' solo grazie ad una fotografia, ad alcune scene intriganti ma poco più. Anche gli attori si adagiano sul piattume della storia con un Denzel Washington poco convinto, un Gary Oldman che ormai fa il verso al suo lato cattivo e perfido di Leon, e a una Jennifer Beals nel ruolo di comparsa o quasi... ma è la dura legge di Hollywood!



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