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REVANCHE – TI UCCIDERÒ

di Gotz Spielmann

Cast: Johannes Krisch, Ursula Strauss, Irina Potapenko, Andreas Lust, Hannes Thanheiser
Nazionalità e anno: Austria, 2010
Distribuzione: Fandango
Edizione: italiano tedesco
Sottotitoli: italiano, italiano per non udenti
Audio: dolby-digital 5.1
Schermo: widescreen anamorfico 1.78:1
Durata: 117'
Extra: Making of (36'07"); Trailer italiano (1'42").
Note: Ottimo l'audio, fluido e brillante. Impeccabile la distribuzione sulle varie  uscite con il suono che esce perfettamente sui canali preposti per un'equilibrata taratura dei livelli.
Buona anche la qualità video dai colori brillanti e nitidi che rispettano i colori della pellicola. Bene anche il contrasto per una visione di qualità assoluta.
Buoni gli extra, anche se non straordinari ma il making of enuncia bene i propositi dell'autore.
Regione: 2
Sito ufficiale:
http://www.fandango.it/
Titolo originale: Revanche

Qualità artistica: Ottima
Qualità immagine: Ottima
Qualità audio: Ottima
Qualità extra: Discreta

4 e mezzo
REVANCHE – TI UCCIDERÒ
4 e mezzo

Bel film che arriva dall'Austria questo Revanche. Un film secco, senza orpelli ma ricco di quella sottile tensione che lo rende affascinante e coinvolgente. Siamo in "quella parte della vita" dove vivere è molto complesso e nulla riesce facile: piccola delinquenza, prostituzione, e tanta disperazione. Un piccolo delinquente che cerca di sbarcare il lunario e la sua amante prostituta ucraina che lavora in un bordello dove l'uomo fa il "controllore" delle ragazze... Un mondo, una trance di un mondo dove la felicità e negata. Un mondo che mette ancora di più ai margini già chi vive ai margini della società e della vita stessa. E il film di Spielmann, con il suo stile secco e asciutto pervaso di quella cieca violenza che si esemplifica con pochi ma efficaci tratti, rende bene l'idea. Non esiste un "posto" nel mondo per "gli outsiders"  ma solo un angolino dove essere relegati sino alla fine dei giorni. Non esiste possibilità di redenzione (anche se attraverso un atto criminale, ma senza voler fare del male, infatti la rapina che Alex compie è compiuta con una pistola scarica) ed infatti quanto i due amanti decidono di farla finita con quella "vita non vita" e non altro modo che fare una rapina per cambiare dall'oggi al domani la loro esistenza, vengono puniti dal destino. Un destino amaro e beffardo che conduce alla morte della ragazza, Tamara. Un proiettile della polizia la colpisce in pieno. Un proiettile indirizzato alle gomme dell'auto ma si sa la mira non sempre è precisa.. quindi i 50.000 maledetti euro della rapina esigevano una vittima, un qualcosa in cambio. Ora ad Alex non spetta altro che espiare le sue colpe di una vita sbagliata. Ma potrà essere così semplice? No... perché siamo arrivati a metà film e non andiamo oltre per non togliere il piacere della visione. Di fatto Revanche rimane un film molto amaro, aspro, duro, agro... che non lascia scampo a chi "vuole" cambiare il corso della (propria) vita. Sembra un destino già segnato e forse è così e il bravo Gotz Spielmann ci conduce con grande efficacia in questa tragedia facendo uso di tutta la sua conoscenza cinematografica: cita il noir francese degli anni '40, usa la tragedia greca adattandola ai giorni nostri, rimanendo sempre legato a gran parte del cinema tedesco degli anni '70 (su tutti Herzog e Kluge). Spielmann prende queste vite e le intreccia. Quando finisce la rapina con la morte della ragazza ecco che l'autore concentra la storia sul "male" che corrode l'uomo dall'interno e che cerca la vendetta. Una vendetta senza senso (se non per lui). Ma tutta la vita a volte non ha senso. E questo è uno dei dogmi che ci mostra Spielmann. Una piccola lezione "di vita non vita" attraverso un film imperioso e accecante nella sua forza sommessa...

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