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AFTERSCHOOL
di Antonio Campos
Cast: Ezra Miller, Jeremy Allen White, Michael Stuhlbarg, Addison Timlin, Rosemarie Dewitt, Gary Wilmes, Christopher McCann
Nazionalità e anno: USA, 2010
Distribuzione: CG Home Video
Edizione: italiano, inglese
Sottotitoli: italiano per non udenti
Audio: dolby-digital 5.1
Schermo: widescreen anamorfico 1.85:1
Durata: 103'
Extra: Assenti
Note: Buono l'audio. Nitido e brillante. Compatto e netto per un suono brillante e ricco.
Bene la qualità video. Colori impeccabili e ottimo contrasto per un'immagine luminosa e impreziosita da una grande qualità di dettagli.
Corretto il formato panoramico presente sul supporto.
Gli extra sono assenti.
Regione: 2
Sito ufficiale: http://www.cghv.it/
Titolo originale: Afterschool
Qualità artistica: Buona
Qualità immagine: Ottima
Qualità audio: Ottima
Qualità extra: N.G.
Sesso... sesso... sesso... e morte... tanta morte. L'incipit del film è basato con parole (esplicite) e immagini (dettagli erotici" di un sedere dietro la gonna, di gambe accavallate, di un seno che si scorge appena dalla camicetta sbottonata) che hanno a che vedere con il sesso. Immagini che servono per calare lo spettatore in questo college che dietro al parvenza perbenista nasconde un mare di segreti a base di droga, gelosie e tanto sesso (filmati proibiti e ogni tipo di frase riguardante le evoluzioni sessuali di questi giovani virgulti strapieni di testosterone!). Sesso che sembra essere l'asse portante di questa scuola molto più dello studio. Ma come potremmo dire il contrario. Il mondo si basa sull'amore ma ancor di più sul sesso. Senza sesso non ci può essere passione e quindi non ci può essere amore. Ma qui, in questo sperduto (e prestigioso) college negli States (esattamente nel New England) non esiste altro che il sesso come forma di comunicazione. Invece di parlare di voti e corsi parlano di rapporti orali, anali, e così via. Anche nelle immagini più "innocenti" c'è sempre un segnale di "sesso" (durante una telefonata del protagonista, Robert, sul fondo si vede una coppia che si bacia ininterrottamente...). Oltretutto siamo nell'ambito di un gruppo di ragazzetti sui 14, max 15 anni, che è in quella fase dove tutto appare confuso e complesso. Dove si deve ancora capire bene come relazionarsi con gli altri in particolare se si è timidi. Ma per Robert le cose sembrano cambiare quando insieme ad una ragazza, Amy, è incaricato dalla scuola di girare un documentario sull'istituto e durante le riprese, per caso, si imbatte in due ragazze -"le gemelle" Anne e Mary- che muoiono per overdose (ma solo per una dose sbagliata?). Il tutto sotto l'occhio impietoso della telecamera... Dopo le indagini di rito tutto riprende, ma non sarà più come prima. Ecco che il documentario non sarà più sull'istituto ma sulle due sfortunate ragazze. E il regista sarà sempre Robert e sempre incaricato dal suo professore. Il documentario dovrebbe avere un effetto catartico ma in realtà "muoverà" molto di più dei sentimenti nobili... Robert cambierà e molto...
Il regista Antonio Campos indaga, con molta peripezia, nel mondo dei college americani. Vite che sembrano normali e all'insegna dello studio ma che nascondono mille problemi e mille rivoli. Vite che non sanno bene quello che fanno. Vite ancora di strutturare ma che però si dimenano nelle difficoltà classiche della loro età: non sapere bene cosa fare e più importante non sapere chi "siano". E il bravo Campos lo fa con il piglio del demiurgo senza cuore dando vita ad una pellicola che usando gli stilemi dell'horror è una pellicola che indaga a fondo nell'animo umano e in particolare nell'anima di ragazzi alle prese con quella strana fase della crescita che li porterà a diventare adulti. Fase assolutamente normale e che Campos mostra in tutta la sua "anormale" normalità. Una generazione che cresce in mezzo a cellulari, sesso visto su internet, youtube e social network... ma al di fuori della vita reale traslando il real su questo mezzo "afasico e destrutturate". Ragazzi e ragazze che sono quasi dei fantasmi che si aggirano alla ricerca della loro identità, di un'identità qualsiasi. Giovani "fiori" che forse non sbocceranno mai e che rimarranno compressi in quel bozzolo infarcito di paure e tensioni. Oppure avranno una crescita in direzione sbagliata. In quella direzione che non porta che alla perdizione e alla perdita dell'autostima e del "non esserci" se non come entità astratte che non sanno bene cosa siano. Entità di un mondo in continua mutazione ma che rimane uguale a se stesso. Un'opera forte ed intensa tesa a mettere in risalto il vuoto esistenziale che si nasconde dietro a delle vite normali. Vite spezzate o che si spezzeranno troppo presto. Vite vuote tutte da riempire... se ne avranno il tempo.



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