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L’APPRENDISTA STREGONE
di Jon Turteltaub
Soggetto: Johann Wolfgang Goethe
Sceneggiatura: Matt Lopez, Carlo Bernard, Lawrence Konner, Doug Miro, Mark Rosenthal
Fotografia: Bojan Bazelli
Montaggio: William Goldenberg
Scenografia: Naomi Shohan, George DeTitta Jr.
Musiche: Trevor Rabin
Interpreti: Nicolas Cage, Jay Baruchel, Teresa Palmer, Alfred Molina, Monica Bellucci, Toby Kebbell, Omar Benson Miller, Jake Cherry, Alice Krige, Gregory Woo
Produzione: Jerry Bruckheimer
Distribuzione: Walt Disney Studios Motion Pictures
Nazionalità ed anno: USA, 2010
Durata: 110'
Data di uscita: 18 agosto 2010
Sito ufficiale
Tra lo stregone buono Balthazar Blake e quello malvagio Maxim Horvath non corre buon sangue, soprattutto da quando il secondo ha fatto sì che Morgana la spuntasse su Mago Merlino. Imprigionata da Balthazar Blake all'interno di una sorta di matrioska russa, per un millennio la Fata non ha potuto nuocere all'umanità; ma, ora il tempo della vendetta si avvicina. Un ragazzo apparentemente normale potrebbe, però, neutralizzare la maliarda una volta per tutte. Il processo a L'apprendista stregone di Jon Turteltaub conduce a un unico verdetto: una conferma dell'incongruità fra i risultati ottenuti e il progetto di partenza. E nessuno provi a impugnare simile sentenza, in sede di un eventuale ricorso! La pellicola prodotta da Jerry Bruckheimer - novello re Mida reincarnatosi nella terra delle grandi opportunità - non convince del tutto, stagliandosi sul grigiore di una delle peggiori annate del cinema americano dell'ultimo decennio.
Ne L'apprendista stregone a un'apertura sbagliata fa seguito una conclusione altrettanto malfatta, come c'era da aspettarselo d'altronde. Neppure ricorrere alla sostanziale unità-simultaneità di magia e scienza decantata dal protagonista ha impedito alla cecità degli sceneggiatori di averla vinta: infatti, allo spettatore non bastano le dita di una mano per tenere il conto delle slabbrature presenti all'interno della trama. Forse il male principale risiede in un'ideologia fondata sul ricorso ai soliti meccanismi spettacolari da restare a bocca aperta, mentre il plot è il covo d'idee disarmanti. Se così fosse, sarebbe un punto d'approdo a dir poco paralizzante, pure per lo spettatore medio. Consoliamoci: nel recente Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo-Il ladro di fulmini di Chris Columbus neanche sotto il segno degli effetti speciali era permesso trovare scampo. A metà film arriva la leziosa citazione che tutti attendono con impazienza sin dai titoli di testa. Finalmente ci pensa l'allegra e balorda scorribanda nel campo di un classico disneyano come Fantasia a strappare al pubblico sopravvissuto al tedio una fragorosa risata, qualora la vista del ridicolo parrucchino di Nicolas Cage non sia ancora riuscita nell'intento.
L'apprendista stregone avrebbe quasi sicuramente potuto segnare una tappa professionale molto importante sia per il simpatico Jay Baruchel - giovane sì, ma addirittura diciannovenne è un po' troppo! - sia per la star Nicolas Cage. Eppure, così non è stato e così non sarà. L'ultima vittima destinata a soccombere a questo succinto raccontino dai meccanismi spettacolari è il britannico Alfred Molina, da sempre a suo agio nella parte del cattivo. Dell'empirica recitazione di Monica Bellucci, eletta al ruolo di ambasciatrice del nostro paese a Hollywood, ormai è stato detto di tutto di più ed è inutile spendere ulteriori parole in merito.
L'uscita nelle sale cinematografiche nella settimana di ferragosto è molto probabile che condanni il film a un violentissimo harakiri commerciale. C'è il rischio, anche più di uno a voler essere sinceri, che la diga issata su un eccezionale parterre di attori non resisterà allo tsunami dell'indifferenza collettiva. Dopotutto, la prima a disimpegnarsi sembra essere proprio la major di Topolino.



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