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THE BOX – C’È UN REGALO PER TE…

di Richard Kelly

Sceneggiatura: Richard Kelly, dal racconto "Button, Button" di Richard Matheson
Fotografia: Steven Poster
Montaggio: Sam Bauer
Musiche: Win Butler, Régine Chassagne, Owen Pallett
Scenografia: Alec Hammond
Costumi: April Ferry
Interpreti: Cameron Diaz, James Marsden, Frank Langella, Gillian Jacobs, Sam Oz Stone, James Rebhorn, Deborah Rush
Produzione: Darko Entertainment, Lin Pictures, Radar Pictures
Distribuzione: Key Films
Nazionalità ed anno: Usa, 2009
Durata: 115'
Data di uscita: 21 luglio 2010
Titolo originale: The Box
Sito ufficiale 

THE BOX – C’È UN REGALO PER TE…
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Sono gli anni settanta, come palesa il fantastico cappotto arancione di Cameron Diaz e il suo biondo scalato alla Farrah Fawcett. Tra il marito astronauta trombato (non ha passato il test psicologico) e la moglie insegnante quasi disoccupata (e traumatizzata da una mutilazione al piede) fa capolino una presenza inattesa: si tratta del distinto e deturpato Mr. Steward, latore di una misteriosa scatola sormontata da un pulsante. Ai coniugi Lewis Mr. Steward propone di premere il pulsante: da qualche parte nel mondo qualcuno morirà, ma loro intascheranno un milione di dollari. Il marito tentenna, Cameron segue l'istinto e preme. Non l'avesse mai fatto. L'origine è un (bel) racconto di Richard Matheson, trasposto per la televisione in una puntata di The Twilight Zone - e già in quel caso la trama era stata parzialmente modificata. Questa volta c'è bisogno di farla durare un par d'ore: di conseguenza, alla solida struttura del racconto breve vengono proditoriamente appesi orpelli e deviazioni di ogni sorta. Gli alieni ci guardano, i camerieri si divertono, le babysitter impazziscono e Frank Langella gigioneggia - ma non basta. Incerto su quale direzione prendere, il Richard Kelly di Donnie Darko torna per la terza volta alla regia per svelarci generosamente i suoi limiti. Ha poco di David Lynch (ma ci prova) e molto di X-Files (ma se ne vergogna), cita indirettamente Delitto e castigo e trova tempo per una riflessione di sbieco sulla vita dopo la morte. Manca del coraggio della cattiveria e inquina lo spunto più interessante della trama (il discorso sulla responsabilità dei suoi personaggi) con parecchia fantascienza usata a sproposito (l'uso dei portali dimensionali si giustifica in Stargate e da poche altre parti). Semplicemente sconclusionato.

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