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LA BATTAGLIA DI MARATONA
di Jacques Tourner e Bruno Vailati
Cast: Steve Reeves, Mylen Demongeot, Sergio Fantoni, Alberto Lupo, Daniele Varga, Maria Campa, Anita Tedesco, Ivo Garrani, Daniela Rocca, Philippe Hersent
Nazionalità e anno: Italia/Francia, 1959
Distribuzione: 01 distribution
Edizione: italiano
Sottotitoli: italiano per non udenti
Audio: dolby-digital 2.0
Schermo: widescreen anamorfico in letterbox 4/3 1.85:1
Durata: 84'
Extra: Assenti.
Note: Prodotto di discreta qualità nel suo insieme. Audio nitido e privo di grandi sbavature e dissonanze... Abbastanza potente e limpido per un suono nel complesso brillante e nitido.
Bene la qualità video. Colori ben definiti, luminosi e netti. Buono il contrasto per un'immagine apprezzabile.
Strano il formato panoramico inserito nel 4/3. In uno schermo widescreen la visione presenta due bande nere in alto e basso. In un vecchio televisore letterbox la visione migliora perché si "assottigliano" le bande nere.
Extra non presenti.
Regione: 2
Sito ufficiale: http://www.01distribution.it/
Titolo originale: La battaglia di Maratona
Qualità artistica: Discreta
Qualità immagine: Discreta
Qualità audio: Discreta
Qualità extra: N.G.
Altro "peplum" targato Titanus, e distribuito da 01 distribution, del periodo d'oro del genere è La battaglia di Maratona. Diretto da Bruno Vailati (ottimo documentarista) che collaborò con Jacques Tourner (il mitico regista francese di Cat People del 1942). Infatti nei titoli di testa appare "film di Jacques Tourner, regia di Bruno Vailati". In realtà il film è una sorta di collaborazione a due. Se da una parte Tourner ha girato gran parte del film Vailati le ha messe "in film compiuto" in fase di montaggio... A parte queste dissertazioni sulla paternità, il film esalta una volta di più i muscoli ipertrofici di Steve Reeves, vera star italica di quegli anni. Anni meravigliosi per il peplum e per i muscolosi attori di quegli anni. Dobbiamo dire, con molta sincerità, che Steve Reeves non è certo attore di prima grandezza ma neanche tra i peggiori di quegli anni e di quella tipologia tutta muscoli e olio di cocco per esaltare le masse corporee. Il film di Tourner/Vailati fonde storia e leggenda con trame e sottotrame degne di un giallo. Il tutto ottimamente fotografato da Mario Bava e sceneggiato dallo stesso Vailati con il supporto di Ennio De Concini, grande firma del cinema italiano che non ha mai disdegnato nessun genere. Una delle grandi star della scrittura cinematografica che riusciva a rendere affascinanti anche le pellicole più scarse o storie di poco conto. Non è certo il caso della storia di Maratona e della guerra degli Achei contro i Persiani che è ricca di per se e infatti il pericolo del film è quello di mettere troppa carne al fuoco rendendo poco accessibile la main story... Ma tutto è teso e finalizzato per arrivare al grande momento che rimarrà per sempre nella storia: la corsa di Filippide per avvertire i suoi dell'arrivo dei Persiani...
E poi rimane un grande spettacolo. Le scene di battaglia sono incalzanti e si può vivere il clangore delle armi che sembra abbattersi sopra le nostre teste. Meravigliose le scene subacque dove gli ateniesi infilano tra dei macigni in fondo al mare dei lunghi pali a pelo d'acqua per fermare le navi persiane (una fantasia davvero sfrenata!). Come anche il lancio dei giavellotti infuocati che sono il preludio ad una nuova disciplina olimpica... Oppure sempre con i giavellotti riuscire a scardinare un nave in mare per farla affondare (assolutamente mitico)!!! Un grande spettacolo per film che sono dei piccoli kolossal...
Filippide di Atene, vincitore dei giochi di Olimpia, viene fatto capo della milizia della città greca da Milziade... Qualcuno non vede di buon occhio questa promozione. Ma nulla si può davanti al volere dei potenti reggenti ateniesi... Anche se tramano nell'ombra per scalzare il potente Milziade e il fido Filippide. Fanno ciò schierandosi con il nemico Dario, il re dei persiani. Quando nella battaglia di Maratona sembra che gli ateniesi stiano reggendo bene ecco il colpo di scena. Scoprono che un traditore sta portando i persiani direttamente ad Atene. Ma quando Filippide lo scopre ecco che si mette in viaggio verso la sua città. Ma presto perde il cavallo ed.. ecco la leggenda che ci porta ad oggi: il grande ateniese correndo come un "disperato" arriva sino ad Atene percorrendo 42.195 metri (da cui la corda simbolo delle Olimpiadi) per prendere in mano la situazione e sconfiggere i persiani...
Piccolo appunto. Nella storia (o leggenda) tramandata sino a noi Fillippide alla fine della sua corsa muore sfinito dalla fatica... e poi era andato per avvertire della vittoria a Maratona e non per allertare i suoi concittadini che i persiani erano alle porte... Ma a parte questa "libertà storica" il film travolge con scene mirate e contrappunti degni di nota.. un film ben strutturato che travolge gli animi degli spettatori...



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