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CHE FINE HA FATTO OSAMA BIN LADEN?
di Morgan Spurlock
Sceneggiatura: Jeremy Chilnick, Morgan Spurlock
Fotografia: Daniel Marracino
Montaggio: Gavin Coleman, Julie "Bob" Lombardi.
Musiche: Jon Spurney
Interpreti: Morgan Spurlock
Produzione : Nonlinear Films, Warrior Poets . Jeremy Chilnick, Stacey Offman, Morgan Spurlock
Distribuzione: Fandango
Nazionalità ed anno: USA/Francia, 2008
Durata: 96'
Data di uscita: 9 luglio 2010
Titolo originale: Where in the world is Osama Bin Laden ?
Sito ufficiale
Morgan Spurlock è cresciuto dai tempi di Super Size Me. È diventato un eroe, un misto tra Lara Croft e Indiana Jones, come si vede anche nella locandina del film. Se prima i suoi nemici erano gli hamburger, adesso combatte, almeno virtualmente, contro Osama Bin Laden. Le sfide proposte nei suoi documentari sono diventate sempre più coraggiose ma il senso dell'umorismo è rimasto intatto. Non fatevi ingannare però dalle immagini animate di Osama che balla sulle note di Superfreak. Il tono è leggero ma l'intento non lo è affatto.
Ora che sta per diventare padre, Morgan ha paura che il mondo in cui viviamo non sia abbastanza sicuro. Soprattutto se il terrorista numero uno è in agguato da qualche parte. Così, prima che nasca suo figlio, decide di partire in missione nei territori a lui associati. Come insegnano i film d'azione, di cui soprattutto nella prima parte del film fa il verso, per risolvere i conflitti globali basta l'intervento un solo cittadino. Morgan contro Osama. Per prepararsi alla partenza si sottopone a un duro addestramento e a numerosissimi vaccini, rischiando di essere considerato "l'uomo più paranoico nel Medio Oriente". A chiunque incontri, ripeterà la stessa domanda: Che fine ha fatto Osama Bin Laden? E si accorgerà che tutti, Iman, venditori di tappeti, professori universitari, passanti, musulmani o no, daranno la stessa risposta: Non ne ho idea. La paura non è solo una prerogativa americana. Gli incontri però non saranno sempre piacevoli, in Israele verrà insultato dagli ebrei e in Afghanistan parteciperà a un raid militare dove verrà ucciso un talebano. E nel frattempo sua moglie, a New York, si prepara a partorire da sola.
Non è un film rivelatore, che smaschera complotti o illumina sul terrorismo, a parte la connessione tra il maialino Babe e Al Qaeda. Il viaggio avventuroso porta a un'unica conclusione. A prescindere dalla cultura e della collocazione geografica le cose importanti sono uguali per tutti: crescere i propri figli in un mondo pacifico. Così, al confine con i territori tribali del Pakistan, a un passo dalla meta e da Osama, il nostro audace Morgan decide di fare marcia indietro e tornare sano e salvo dalla sua famiglia.



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