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ROMA FICTION FEST, TERZA GIORNATA
Fino ad ora, è stata questa la giornata che più ha permesso di scoprire la potenzialità di attrazione del pubblico del RomaFictionFest. E lo ha fatto con un pomeriggio dedicato a due delle più seguite serie televisive americane: Grey's Anatomy e Lost. L'Orange Carpet è stato preso d'assalto da fan di tutta Italia in attesa delle due star: Kevin McKidd (l'Owen Hunt di Grey's Anatomy) e Naveen Andrews (Sayid Jarrah in Lost).
L'epico ingresso in sala, tra urla e flash, ha preceduto un incontro breve ma divertente, soprattutto quando Kevin si è lamentato del fatto che "Cristina Yang è la donna più complicata che esiste sulla faccia della terra". Naveen ha invece mantenuto un profilo più basso, continuando a ripetere che dopo Lost l'unico cosa che ha voglia di fare è "prendere un periodo per ricordarmi chi sono". Infine le proiezioni, gli ultimi due controversi episodi di Lost e quelli - ancora inediti in Italia - di Grey's Anatomy. Un finale di sesta stagione sconvolgente , inaspettato, che rompe lo schema tradizionale delle puntate della serie. Di può non si può dire, altrimenti si scivolerebbe nello spoiler: è certo però che non sono mancati suspense da togliere il fiato, sorrisi come sempre e tante, tante lacrime.
Dopo uno spettacolo del genere, tornare alla realtà è sempre doloroso. Ed è stato proprio questo l'impatto di Enid, tv movie inglese sulla vita della scrittrice inglese per bambini Enid Bliton (1897-1968). Un biopic assolutamente tradizionale, piuttosto lento e privo di tensione emotiva. La storia, seppur amara, passa senza lasciare il segno sullo spettatore, probabilmente per l'assenza totale di punti di vista o quantomeno di approfondimento sulle motivazioni. Unica perla del film, la come sempre stupefacente Helena Bonham Carter, nel ruolo ovviamente di Enid. Capace di alternare espressioni di gioia spensierata a momenti di dolore profondo, di insopportabile lucidità a malinconica follia, l'attrice regala al pubblico un'interpretazione memorabile, per la quale, tra l'altro, ha ottenuto una nomination ai British Academy Film Awards.
A rappresentare la fiction italiana il masterclass di Ivan Cotroneo, nelle vesti, in special modo, di sceneggiatore di Tutti pazzi per amore. La conversazione con Massimo Bernardini (il conduttore di TvTalk per intenderci) ha approfondito di volta in volta tutti gli aspetti innovativi e caratterizzanti della serie. Partendo dagli inserti musical fino ad arrivare al frazionamento dei piani narrativi, si è arrivati sempre alla stessa conclusione: la storia, i temi trattati, i personaggi sono perfettamente classici, popolari; è lo stile di scrittura che ce li fa apparire nuovi. Solo che nessuno è riuscito a capire se è una cosa della quale essere felici oppure no.



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