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“PREDATORS” ARRIVA A ROMA
L'attore Adrien Brody, premio Oscar per Il Pianista, è il principale interprete dell'action-horror movie diretto da Nimròd Antal e prodotto da Robert Rodriguez, che, dal 14 luglio sarà distribuito da Fox in 100 copie
È luglio, ma la stagione cinematografica ancora non è finita. Il 14 esce Predators, una rivisitazione, un remake e un sequel dell'omonimo film del 1987 che rese famoso Arnold Schwarzenegger. Ai giornalisti riuniti, per l'occasione all'hotel Eden, questa mattina si è presentato un Adrien Brody disponibile e motivato a parlare del film e del ruolo dell'attore. Non si è trattato solo di propaganda, ma di uno spaccato sul mondo cinematografico americano. Durante la conferenza stampa Brody ha ricorda il rapporto con Roman Polanski, sul set de Il Pianista, che gli permise di arrivare a vincere l'Oscar, fino al più recente rapporto con Rodriguez.
Il regista che, nel film ricopre le vesti del produttore, non ha tuttavia abbandonato l'aspetto creativo e la passione per la struttura narrativa della storia. L'attore si sofferma anche sull'elemento "quasi mitologico" del film in cui i predatori si trasformano in vittime, come in una sorta di espiazione dei loro peccati. Una sfida, dunque, quella di portare sullo schermo un personaggio essenzialmente cattivo, ma anche la rappresentazione del dramma di un uomo per il quale parteggiare.
E se sullo schermo vi è lotta, anche il ruolo dell'attore e ciò che rappresenta diventa essenzialmente una sfida. "Bisogna essere capaci di non porre limiti al proprio lavoro - dice Brody - io mi sono interessato a questo progetto perché trovavo che rispetto agli odierni film fantascientifici ci fosse una maggiore attenzione ai contenuti, e che io in particolar modo potessi rendere il mio personaggio più significativo e meno banalizzato rispetto ai soliti clichè del film d'azione". A tale proposito, Brody, ci tiene anche a puntualizzare che "I Troublemaker Studios di Robert Roudriguez, sono una realtà produttiva lontana dai meccanismi hollywoodiani in cui necessariamente bisogna utilizzare gli effetti speciali. In questi studios si parte dal presupposto che per fare dei bei film non ci debbano essere per forza budget imponenti".
Poi prosegue parlando dell'atmosfera sul set: "devo ammettere che è stato un piacere lavorare con così tante persone appassionate del genere cinematografico in questione, che mettevano dedizione e passionalità in ogni cosa".
Oggi è quindi il giorno di Brody, mentre il 14 sarà quello di Predators. Il pubblico rimpiangerà la versione del '87 o si lascerà coinvolgere da questo paradigma in cui tutti sono vittime e carnefici? Per ora - l'unica cosa certa - è la giungla dove ci si ritroverà ancora una volta.



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