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“GOODBYE MR. ZEUS!”: CONVERSAZIONI CON UN PESCE ROSSO.

“GOODBYE MR. ZEUS!”: CONVERSAZIONI CON UN PESCE ROSSO.

Da Boris in poi i pesciolini rossi sono diventati molto cool, verrebbe da dire. E invece no, perché la sceneggiatura di Goodbye Mr. Zeus! ha ottenuto il premio ex-aequo della Giuria del Premio Solinas nel 1998 e ha impiegato più di dieci anni a venire alla luce. La conferenza stampa di oggi, presieduta dal regista Carlo  Sarti e dal protagonista Fabio Troiano, nonché, ovviamente, da Zeus, è stata un susseguirsi di racconti sul lungo iter produttivo, tra governi che crollano, approvazioni ottenute ben due volte dalla Commissione Cinema del Ministero per i Beni Culturali (con mancata sovvenzione per esaurimento delle risorse finanziarie) e una sfiducia generale nei confronti dei film cosiddetti surreali. 
Dodici anni sono molti, e lo stesso regista è sembrato sottotono, quasi spaventato dai risultati che il film potrà raggiungere in termini di pubblico. Eppure la storia del pesciolino rosso Zeus e di Alberto, che in lui ha trovato un modo per esprimere la propria voglia di libertà, ha ammantato il tutto di una sorta di magia, di incanto coinvolgente. "Qual è l'animale più indifeso, quello privo di ogni possibilità di comunicare? Il pesce rosso!" dice il regista: "L'uomo sembra il suo opposto e invece è fragile quanto lui, e come lui desidera uscire da quella boccia di cristallo che la vita a volte crea." Non è facile fingere di parlare con un pesce rosso e lo stesso Fabio Troiano ammette di essersi sentito un po' stupido a volte; c'è solo una soluzione: "Crederci davvero, perché in fondo più che col pesce stavo parlando con me stesso. E' questa l'idea più interessante del film: Zeus che dice le cose che Alberto vorrebbe dire, che lo spinge a realizzare i suoi desideri". A  suo dire, insomma, il film è insolito, divertente, ben realizzato anche se low budget (nessuno ha voluto dichiarare la cifra ma si parla di circa 500.000 euro). L'Archibald Enterprise Film, casa di distribuzione cinematografica indipendente (Perdona e dimentica, A single man) appare molto entusiasta del progetto: "Lavorare per questo film è stato difficile perché è ironico e c'è una sorta di disinteresse per questo genere di prodotti. Quello che vogliamo fare è ricreare quel terreno solido e fertile di pubblico che ama i nostri film e, finalmente, cominciare una nuova storia del cinema italiano". E' dunque giusto dare spazio a questi autori,  espressione pure della creatività e della fantasia italiana.
La classica domanda di chiusura è alle porte: progetti futuri? Ed è qui che improvvisamente tutto prende un'altra direzione. Mentre Carlo Sarti racconta di un film già in lavorazione con Moni Ovadia, Enzo Iacchetti e Roberto Citran, Fabio Troiano scambia sguardi infuocati con il suo manager. E alla fine sbotta: "Avrei dovuto cominciare a girare un film il 12 luglio, ma la protagonista femminile evidentemente ha dei problemi con me." Pare che Francesca Inaudi, infatti, abbia chiamato la produzione dichiarando che se c'è lui non girerà. E mentre assaporiamo il gossip succulento scopriamo che il titolo del film è Come trovare l'uomo giusto al momento sbagliato. Il che ha una sua ironia.

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