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A-TEAM
di Joe Carnahan
Soggetto: Basato sulla serie televisiva omonima
Sceneggiatura: Joe Carnahan & Braian Bloom e Skip Woods
Fotografia: Mauro Fiore, ASC
Scenografia: Charles Wood
Montaggio: Roger Barton, Jim May
Costumi: Betsy Heimann
Musiche: Alan Silvestri
Interpreti: Liam Neeson, Bradley Cooper, Jessica Biel, Quinton "Rampage"Jackson, Sharlto Copley, Patrick Wilson
Produzione: Jules Daly, Alex Young, Iain Smith
Distribuzione: 20th Century Fox
Nazionalità ed anno: USA 2010
Durata: 121'
Data di uscita: 18 giugno 2010
Titolo originale: The A-Team
Sito ufficiale
Sito italiano
In principio era A-Team, telefilm di grande successo degli anni ‘80, oggi è The A-Team, plastico e ridondante antefatto della serie TV. Chi non la ricorda? Fenomeno generazionale, prima a calcare la traccia dei grandi valori umani-sociali. Sotteso era il bisogno di combattere l'ingiustizia, e il pubblico di allora amava quei personaggi, carismatici divertenti, con un grande senso di amicizia che li teneva insieme.
Ebbene, ecco il tentativo del rispolvero per la serie TV, ma il risultato è una strampalata pseudo-armata brancaleone. Il capobranco, il playboy, il violento e il matto, tutti ben stereotipati, fissati nei loro tratti caratteriali. Hannibal, il duro della situazione, alias Liam Neeson, Sberla, lo sciupafemmine per eccellenza, Jackson nei panni di Baracus, il predatore di scalpi che (non ci crede nessuno) tenta una sconclusionata crisi di coscienza citando il povero Gandhi, Murdock alias Sharlto Copley, il matto dal cuore impavido. A ciascuno il suo, avrebbe detto qualcuno, citando chi di personaggi se ne intendeva, ma qui vince il clichè, vuoto prototipo senza senso.
Per non parlare poi della trama: lungi dallo svelarne i segreti, l'armata ha una missione a dir poco speciale: salvare l'economia americana dal cattivo Saddam. Non si può certo dire che Joe Carnahan abbia peccato di fantasia e attualità, e attenzione agli imprevisti che tentano di sorprendere nel finale!
Per il montaggio e la costruzione le cose non vanno tanto meglio. Il regista, cita, e non poco, Steven Soderbergh e Ocean Twelve nella presentazione dei suoi eroi e dei piani d'azione. Anche i dialoghi qualunquisti servono solo a descrivere i vari personaggi, ma non appassionano perché non sfanno procedere la vicenda: solo qualche lenta carrellata che indugia nelle sequenze ad effetto ci fa comprendere che il tutto è un grande baraccone. Tuttavia si ride, almeno non si cade nella nostalgia seriosa da remake. E un piglio di novità a ben cercare lo troviamo in uno dei quattro protagonisti, Sberla. Rimodellato e tirato di tutto punto incarna "il caro amico" a volte guida del gruppo, altre eroe d'azione con tanto di cervello!
In conclusione, non stupirà il successo al botteghino, ma nemmeno le espressioni del pubblico all'uscita dalla sala. Chi vuol intendere...



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