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IL PADRE DEI MIEI FIGLI
di Mia Hansen-Løve
Sceneggiatura: Mia Hansen-Løve
Fotografia: Pascal Auffray
Montaggio: Marion Monnier
Scenografia: Mathieu Menut
Costumi: George L. Little
Musiche: Bethsabée Dreyfus
Interpreti: Louis-Do de Lencquesaing, Chiara Caselli, Alice de Lencquesaing, Alice Gautier, Manelle Driss
Produzione: Les Films Pelléas
Distribuzione: TeodoraFilm
Nazionalità ed anno: Francia 2010
Durata: 101'
Data di uscita: 11 giugno 2010
Titolo originale: Le Père de mes enfants
La voglia di ricominciare, mettersi in gioco, nonostante tutto: Il padre dei miei figli è una piccola sorpresa perché ci coglie, inaspettatamente, ad osservare l'industria cinematografica con i suoi mille problemi. Una compagnia di produzione, la Moon Films, che è anche il lavoro della vita di Grégoire Canvel, dopo tanti successi è sull'orlo della bancarotta. Ciò non impedisce al produttore di andare avanti per la sua strada, di lottare ogni giorno e cercare soluzioni difficili per salvare la sua vita.
È l'amore per l'arte, "motore immobile che tutto move", a portare via Grègoire. Difficili sono i conti da tenere sotto controllo, crede nel suo regista ma il mercato ha regole proprie. Così inizia un'affannosa rincorsa ai finanziamenti, sempre più alienante, fino a portarlo ad un dilemma: da un lato la visione nobile e ambiziosa del proprio lavoro dall'altro la pressione soffocante di tutti i rischi che deve assumersi, e dunque: solitudine, depressione.
Ma non si vive di solo lavoro, c'è la famiglia: tre figlie, una moglie meravigliosa, nelle fattezze di una grande Chiara Caselli, pronti a restituire a Grègoire, quell'angolo di pace, piccole grandi gioie del quotidiano. Tuttavia a volte non basta. Quando la voragine dell'io più oscuro si apre e tutto si vede come un fallimento, diventa difficile recuperare la chiarezza del domani. Così la ricerca di una luce propria, la volontà di riuscire ancora ad accedere a qualcosa di vitale e forte lascia il posto alla muta sofferenza.
Uno straordinario Louis-Do de Lencquesaing interpreta il produttore Canvel. Regala al suo personaggio un'estrema eleganza, aristocratica raffinatezza unita ad una tacita e dissimulata angoscia. La Caselli presta il volto alla moglie Sylvia, dallo sguardo intenso, malinconico, calma e stoica nei momenti più difficili, parte integrante del carisma del marito; da lei e con lei il film inizia in "media res", senza nulla svelare.
Il padre dei miei figli è la seconda opera della giovane Mia Hansen-Løve, pregevole cammeo dedicato al produttore Humbert Balsan. "L'ho conosciuto all'inizio del 2004, voleva produrre il mio lungometraggio, Tout est pardonné, e il suo entusiasmo e la sua fiducia sono stati fondamentali. D'altra parte non ho scritto Le Père de mes enfants per gratitudine, ma piuttosto per la personalità di Balsan: aveva un eccezionale calore umano, aveva eleganza, un'aura particolare. Sono la sua energia, la sua passione per i film e la sua sensibilità, frutto di un'invincibile bellezza interiore, che mi hanno spinto a realizzare il film.
La regista senza citare il compianto produttore gli rende omaggio attraverso l'eternità della sua opera nel mondo dei vivi, lo spirito trionfa sulla caducità della materia. Per il resto Mia Hansen-Løve dirige gli attori in modo straordinario. La sua cinepresa si allontana dai margini e si insinua nel centro, sguardi, gesti fugaci, tutto è messo in scena con estrema semplicità, l'audacia dell'intelligenza che non cerca di stupire a tutti i costi.
Premio Speciale della Giuria nella sezione "Un Certain Regard" del Festival di Cannes, oltre che un Prix Lumière per la migliore sceneggiatura, un bel film sul cinema e sulla passione per l'arte.



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