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PIACERE SONO UN PO’ INCINTA

di Alan Poul

Soggetto e sceneggiatura: Kate Angelo
Fotografia: Xavier Pérez Grobet
Montaggio: Priscilla Nedd-Friendly
Scenografia: Alec Hammond
Costumi: Karen Patch
Musiche: Stephen Trask
Interpreti: Jennifer Lopez, Alex O'Loughlin, Michaela Watkins, Eric Christian Olsen, Noureen DeWulf
Produzione: CBS Films, Escape Artists
Distribuzione: Sony Pictures
Nazionalità ed anno: Usa 2010
Durata: 106'
Data di uscita: 14 maggio 2010
Titolo originale: The back-up plan
Sito ufficiale        
Sito italiano

PIACERE SONO UN PO’ INCINTA
2

Zoe è alla soglia dei quarant'anni e non ha più tempo da perdere. Vuole un figlio e se l'uomo giusto non è neppure all'orizzonte tanto vale ricorrere all'inseminazione artificiale. Dopo l'intervento però, nella vita di Zoe entra casualmente Stan e lui sarebbe veramente quello giusto. Peccato che Zoe sia già incinta. Stan e Zoe rischiano quindi di ritrovarsi genitori ancor prima di aver deciso se sono fatti l'uno per l'altra.
Nonostante in America le commedie romantiche siano, di solito, prodotti collaudati, che pur non essendo capolavori, riescono comunque a divertire e non deludere al botteghino, succede qualche volta che la formula non funzioni e accade di trovarsi di fronte a film mediocri come questo che dopo i primi trenta minuti coinvolgenti e serrati, perde colpi.
Eppure gli elementi per avere un buon prodotto c'erano tutti. Il rientro dopo tre anni di assenza dal cinema di J-Lo che affronta il ruolo con semplicità e veridicità facendo di Zoe un personaggio romantico, dolce e indeciso. Bravo anche Alex O'Loughlin nei panni di Stan che si destreggia in ogni scena trovando sempre la giusta chiave interpretativa. L'ottima regia di  Alan Paul (Six Feet Under) capace di mettere la macchina da presa la dove serve per meglio raccontare la storia.
Che è successo quindi a un soggetto che aveva spunti originali e la trovata geniale del cane diversamente abile? Succede che spesso la sceneggiatura non è all'altezza delle idee iniziali e quindi il film s'impantana e si ricorre alla situazione demenziale per strappare una risata che in una commedia romantica è destinata a fallire. Non aiutano il film neppure le troppe situazioni viste e straviste in centinaia di altri film. Così come risultano troppo eccessive e incredibili alcune scene, soprattutto quelle del "gruppo di sostegno delle madri single e orgogliose" che sembrano direttamente uscite da un reparto psichiatrico.
Scontato anche il messaggio moralistico finale che vorrebbe essere un inno ad aprirsi e fidarsi delle persone e invece finisce per essere il solito happy end forzato ed edulcorato in cui l'amore trionfa su tutto, anche su una storia che poteva essere originale e che invece si trova schiacciata dalla banalità.
Speriamo solo che la macchina di Hollywood riesca in futuro  a realizzare commedie originali che convincano e divertano dall'inizio alla fine. Su questa è meglio soprassedere!

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