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ROBIN HOOD

di Ridley Scott

Soggetto: Brian Helgeland, Ethan Reiff, Cyrus Voris
Sceneggiatura: Brian Helgeland
Fotografia: John Mathieson
Montaggio: Pietro Scalia                          
Musiche: Marc Streitenfeld
Scenografia: Arthur Max         
Costumi: Janty Yates     
Interpreti: Russell Crowe, Cate Blanchett, Max von Sydow, William Hurt, Mark Strong, Kevin Durand, Oscar Isaac
Produzione: Universal Pictures, Imagine Entertainment, in collaborazione con Relativity Media e Scott Free Productions
Distribuzione: Universal Pictures
Nazionalità ed anno: USA/ Regno Unito, 2010
Durata: 140'
Data di uscita: 12 maggio 2010
Titolo originale: id.
Sito ufficiale  
Sito italiano

ROBIN HOOD
1 e mezzo

Non è il Robin Hood delle cui leggende - propagatesi attraverso le fronde della foresta di Sherwood - hanno raccontato un po' tutti, dalla Disney a Kevin Costner; ma un prequel di dette leggende, in cui scopriamo le origini di Robin Longstride, crociato di re Riccardo rientrante in patria sotto falso nome alla morte di quest'ultimo. Peccato che i trailer partano dalla fine, spacciando allo spettatore ben altro (più o meno quel che si aspetta).
Il risveglio, nel rivisitare le origini di una leggenda con il registro della verosimiglianza, rischia di essere tutt'altro che indolore. Scott parte molto bene da dati storici certificati, sbarazzandosi di re Riccardo (morto in battaglia in Francia nel 1199) e facendo di Longstride e dei suoi ex crociati e compagni di ventura dei mercenari senza credo né fede, che si muovono in un mondo dissacrato e demitizzato. Premesse interessanti, pur se sprovviste di quell'ironia mistificatrice e necessaria alla base di un'operazione analoga ma opposta, il Robin e Marian di Richard Lester vero e proprio sequel crepuscolare delle eroiche leggende dell'arciere britannico. Purtroppo, ciò che (sembra) essere accaduto "prima che la leggenda avesse inizio" non è altrettanto interessante, riducendosi nei fatti a un drammone bellico con Robin novello Braveheart, da disincantato individualista a simbolo e artefice di una nazione riunificata contro il nemico comune, con tanto di personale proposta a re Giovanni della Magna Charta. Un'evoluzione poco verosimile, mal supportato dai traballanti espedienti di sceneggiatura (il traumatico passato di Robin, rimosso in tenera età, che riaffiora guarda caso grazie all'incontro con un rivelatore Max von Sydow); i ben noti comprimari (da Little John allo sceriffo di Nottingham) sono poco più che comparse, mentre le residue pretese di verosimiglianza vanno a farsi benedire con la sciagurata apparizione di Cate Blanchett/ Marian in elmo e armatura durante la battaglia finale.
L'impressione è che Ridley Scott volesse fare un certo film, il produttore di lusso Brian Grazer un altro, il roccioso Crowe  un altro ancora; forse il risultato finale assomiglia più a quello che voleva quest'ultimo, un monumento al gladiatore Crowe buono per tutte le epoche. Che però non fa centro né sul piano metanarrativo (i riferimenti all'attualità sono stucchevoli), né su quello spettacolare (le scene d'azione fanno sinceramente sbadigliare). Quando si ritorna alla foresta di Sherwood il film è già finito, e l'azzardo (purtroppo) compiuto.

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