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AIUTO VAMPIRO

di Paul Weitz

Sceneggiatura: Paul Weitz e Brian Helgeland
Fotografia: J. Michael Muro
Montaggio: Leslie Jones
Musiche: Stephen Trask
Scenografia: William Arnold
Costumi: Judianna Makovsky, Marilyn Brum, Dana Embree
Interpreti: John C. Reilly, Josh Hutcherson, Salma Hayek, Willem Dafoe, Jane Krakowski, Patrick Fugit, Ray Stevenson, Kristen Schaal, Chris Massoglia, Ken Watanabe, Orlando Jones
Produzione: Donners'Company, Universal Pictures, Depth of Field Productions
Distribuzione: UIP
Nazionalità ed anno: USA, 2009
Durata: 109'
Data di uscita: 7 maggio 2010
Titolo originale: Cirque du Freak: The Vampire's Assistant
Sito ufficiale

AIUTO VAMPIRO
2 e mezzo

C'è poco da fare. I vampiri al cinema tirano. Anche se dopo l'inflazionamento del genere causato dalla lucrosa (e pessima) saga di Twilight è oggettivamente impossibile realizzare un film con vampiri che possa ancora attirare l'attenzione del grande pubblico (un caso su tutti il semiflop di Daybreakers ma sarebbero davvero numerosi i titoli da citare). Eppure forse anche perché la saga di Harry Potter sembra essere giunta al capolinea (ed aver fatto sinceramente il suo tempo) occorre creare nuovi personaggi in grado di portare gente (e soldi) al cinema.
Nel caso di Aiuto vampiro qualcuno deve però aver fatto male i conti. Il film di Paul Weitz, che per chi non lo sapesse è il regista di tante commedie di successo (da American Pie ad About a boy fino ad American Dreamz), nonché produttore di La bussola d'oro (diretto dal fratello Chris) e dei vari seguiti di American Pie, è costato ben 40 milioni di dollari (3 in più di Twilight) ma non ha certo incassato le cifre astronomiche dei film ispirati ai romanzi di Stephenie Mayer. Anzi questo Aiuto vampiro ricerca il pareggio di bilancio proprio in Italia, tappa finale della distribuzione, ma da come è stato accolto e promosso qui da noi dubitiamo fortemente riesca nell'intento. Certo non è tutta colpa di Twilight. Ci troviamo di fronte alla trasposizione (l'ennesima!) su grande schermo della collana di libri dark dello scrittore irlandese Darren Shan, che ha dato il suo stesso nome al protagonista della saga. Il film somma le storie dei primi tre libri (in tutto sono 12): Il circo degli orrori, L'assistente del vampiro e Tunnel di sangue (il titolo originale è infatti Cirque du Freak: The Vampire's Assistant). E la sceneggiatura è stata affidata a niente meno che a Brian Helgeland, autore di L.A. Confidential (premio Oscar nel 1997) e Mystic River. Ma Aiuto vampiro non è un horror né tanto meno un horror romantico per teenager. È decisamente un fantasy destinato forse ai più piccini. Una sorta di incrocio tra Ammazzavampiri ed Hellboy. I meravigliosi titoli di testa in animazione quasi burtoniana preludono ad auliche aspettative che per buona parte del film non vengono deluse. L'inizio è travolgente e richiama più o meno volutamente Freaks di Tod Browning (il circo, il carrozzone, i mostriciattoli, la comunità ambulante). E non bada a spese per quanto riguarda gli effetti speciali (strepitosi l'uomo lupo e i nani del "Piccolo popolo"). Ma stranamente Weitz non punta sul romanzo di formazione giovanile e quindi perde per strada quello che di solito rende avvincente il film per ragazzi: l'immedesimazione. Soltanto in parte accenna al disagio dei due giovani protagonisti che, delusi dalla vita quotidiana e incerti sul futuro che li attende, vanno a caccia di emozioni facili e si imbattono nello spettacolo organizzato dal circo freak, spettacolo che cambierà per sempre le vite di entrambi (uno diventa assistente di un vampiro e l'altro suo acerrimo nemico). Inoltre, diciamocelo, nessuno dei due ha il fascino bello e dannato di Robert Pattinson. Ma proprio in questo forse sta il bello del film. Aiuto vampiro sembra quasi una parodia dei film sui succhiasangue e pullula di un'ironia sottile ed intelligente (quella di About a boy per intendersi). I vari personaggi sembrano quasi prendere in giro gli stereotipi del genere: il capo dei vampiri è interpretato da John C. Reilly con il suo faccione bonario e per nulla seducente, Ken Watanabe è alto due metri e ha una fronte da far invidia alle Teste di cono di Steve Barron, Salma Hayek fa la bellona sexy ma ha la barba e prevede il futuro senza mai ricordarsi cosa ha previsto, l'uomo serpente suona la batteria e vorrebbe fare il cantante rock ma è costretto ad esibirsi solo con il suo biscione. Divertente anche la creatura di Madame Octa, ragno dal morso letale ma con gli occhi del gatto con gli stivali di Shrek e gli stessi colori della tuta di Spider-Man. 
Apprezzabile il tentativo di rinnovare la figura dei vampiri che qui vengono suddivisi in due categorie: i vampiri, che si nutrono di sangue umano senza uccidere i mortali, e i vampiri killer, che invece godono a far fuori gli umani e sono in guerra plurisecolare con i vampiri.
Il film finisce tronco, un po'come già succedeva per La bussola d'oro, e lascia presagire un sequel ma proprio com'è successo per il kolossal di Chris Weitz, la dura legge del box-office potrebbe precluderne la continuazione.

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