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A CACCIA DI ASSENTI, VIVENTI E NON, TRA LE TRAME DI DUE VITE PER CASO
"Ma Lorenzo Balducci dov'è?!?" era l'eco che si avvertiva librare nell'aria della conferenza stampa di Due vite per caso, film di un esordiente alla regia da "grande" come il siciliano Alessandro Aronadio (nella foto), già presentato con lodi al passato Festival di Berlino, e su cui punta Lucky Red, coraggiosa come sempre, pronta a scommettere sulle "novità", qui con 20 copie in sala dal prossimo venerdì 7 maggio.
Già prima dell'inizio delle danze c'era chi (un giornalista e qualcuno della produzione) si scaldavano (alle insistenti domande del giornalista: "Ma dov'è Balducci?!?", "Ma come sta?!?", "Perché non c'è?!?", giustamente si animava il qualcuno della produzione...) nella hall del Cinema 4 Fontane. Ma non potevano bastare la presenza angelica e intelligente dell'Aragonese Isabella? Quella del regista Aronadio così generoso in dichiarazioni in ricerca di umiltà saggia? Del giovane, e simpatico, ma pure silente, Cicogna Riccardo (a furia di chiedere del Balducci Lorenzo, e di rivolgersi di ripiego alle donne presenti - ma pur si è nell'Italia Mammona, nevvero? - a lui neanche una mezza domanda...). Della madre faro nella notte del nostro scontento Scattini Monica? E dell'applauditissimo Louis Siciliano, musicista sensibile e intenso qui e in tanti altri film, come Happy Family, che si è alzato dalle retrovie, mischiato tra i cronisti che cercavano Balducci!?! magari travestito e in mentite spoglie..., e non altri e immediati valori? Prime mosce reazioni all'ingresso della schiera artistica. Il pubblico non pagante era col broncio data la sottrazione del loro ninnolo da gioco da scoop (ariappunto il bravo Lorenzo, ahilui, di questi tempi, figlio di cotanto padre ministeriale, Balducci Angelo, inquisito su soldi e loro passaggi di mano sporchi per lubrificare ingranaggi, tanto per fare un very fast résumé...). Ci prova il regista: "Sono andato a scovare Marco Bosonetto (autore di "Morte di un diciottenne perplesso" da cui il film è liberamente adattato, ndr), perché conquistato dal suo libro. Ho tentato la sorte, spinto dall'entusiasmo in vista della prima volta da regista di un lungometraggio: ho cercato sull'elenco telefonico di Cuneo, e mi è andata bene..." Come gli è andata bene a Berlino, dove "il film ha avuto un'ottima accoglienza, con recensioni ispirate - continua Aronadio -. Proprio a Berlino mi è venuto da dire, parafrasando il titolo di un film dei Fratelli Coen, che l'Italia non è un paese per giovani, i quali vivono nell'eterna attesa di un riconoscimento, di una possibilità che non sembra mai arrivare. Mi sono anche ispirato, nella gioia ed energia vitale che ho riversato nel film, pure di sperimentazione, alla Nouvelle Vague, a cui mi sono permesso di rendere un piccolo tributo, citandola nel nome del pub dove si incrociano le vite dei personaggi, Aspettando Godard, e presentando il fermo immagine finale de I 400 colpi di Truffaut". Conferma la valenza politica, e il desiderio che arrivi un cambiamento per queste vite inchiodate agli altari della gerontocrazia made in Italy l'angelica Isabella, da qualcuno insignita della corona di "immagine sullo schermo della generazione sfigati". Risponde anche la divina, a chi le chiede se le donne giovani incarnate da lei nel film sono insabbiate nel tempo rispetto all'energia propulsiva della mamma Carli/Scattini, non apportando cambiamenti, "no, non è vero, invece li portiamo eccome!", lasciando quel tempo sufficiente per far riproporre la domanda di senso dell'evento conferenza: "Ma Lorenzo Balducci dov'è?!?" addolcito, mellifluo, nella voce di chi domanda che rincara la dose con "Vorremmo sapere come sta, come vive questo momento difficile...", così tanto perché dietro ogni umanità si nasconde il cinismo killer, da gossip... "Tu che sei suo amico!?!", continua la voce, rivolgendosi al regista Aronadio. Lui sgrana gli occhi, aspetta qualche secondo, e gli dice, tra il timido e il risentito: "Voi come pensate che stia in questo momento?". C'è chi richiede ancora giustificazioni per la mancanza del ninnolo del gossip, pronto a trattenere il fiato fino a diventare paonazzo a mancata risposta...Si erge la responsabile ufficio stampa Lucky Red, Georgette Ranucci, fiera detentrice di dignità: "Lorenzo Balducci non è presente per suo espresso desiderio, preferendo così dato il momento in corso." Un saluto a Carlo Giuliani, Gabriele Sandri, Filippo Raciti, tutti i Cucchi di questa terra: così è meglio chiudere il ricordo di questo incontro dove si scontrano Due vite per caso.



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