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THE LAST SONG

di Julie Anne Robinson

Sceneggiatura: Nicholas Sparks, Jeff Van Wie
Fotografia: Jonh Lindley
Montaggio: Nancy Richardson
Musiche: Aaron Zigman
Scenografia: Nelson Coates
Costumi: Louise Frogley
Interpreti: Miley Cyrus, Greg Kinnear, Bobby Coleman, Liam Hemsworth, Hallock Beals, Kelly Preston, Stephanie Leigh Schlund, Nick Searcy, Melissa Ordway, Carly Chaikin
Produzione: Offspring Entertainment, Touchstone Pictures
Distribuzione: Walt Disney Studios Motion Pictures Italia
Nazionalità ed anno: Usa, 2010
Durata: 107'
Data di uscita: 30 aprile 2010
Titolo originale: id.
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THE LAST SONG
2

A chi tocca (non) s'ingrugna: dopo tre stagioni di popolarità oceanica e un film, Miley Cyrus appende al chiodo l'iconica parrucca bionda e si libera dell'ingombrante alter ego Hannah Montana, teen idol targato Disney che l'ha consacrata regina incontrastata della tv per ragazze. Il suo smagliante sorriso al fluoro si converte per l'occasione nel broncio sempiterno dell'adolescente ribelle Ronnie Miller, condannata a trascorrere l'estate dei suoi diciassette anni col fratello minore e il padre in Georgia.
La newyorkese Ronnie sopporta a stento l'atmosfera sonnolenta della provinciale Tybee Island, ma più di tutto non riesce a superare il divorzio dei genitori e a perdonare il padre, a cui la univa un legame speciale e il comune talento per la musica. Ex bambina prodigio, Ronnie si rifiuta ormai di suonare il pianoforte ed è del tutto intenzionata a ignorare l'invito della prestigiosa Juilliard School a frequentare i suoi corsi. Ronnie promette di essere un osso duro per il benintenzionato papà (che ha la faccia simpatica e mesta di Greg Kinnear), ma forse le apparenze ingannano...
E difatti bastano appena 29 minuti di film perché il broncio di Ronnie lasci di nuovo il posto al solito, contagioso sorriso di Miley Cyrus. In quella mezz'ora scarsa di film, Ronnie ha scoperto nell'ordine: che gli amici ribelli con una brutta reputazione sono cattivi per davvero; che il biondo e atletico pallavolista con la faccia da gioventù ariana è buono per davvero; che nonostante niente le faccia più schifo di una storiella estiva, ha tutto il desiderio di intrecciare una storiella estiva col detto pallavolista. Ma, a dispetto delle banalità, la formula è efficace: gli interpreti sono simpatici e hanno una decisa alchimia, l'umorismo condisce con misura il romanticismo e lo stratagemma di far commentare al padre e al fratello lo svolgimento del romanzo d'amore dona un po' di (necessaria) profondità. Purtroppo il film prosegue ben oltre la mezz'ora: una volta fatta innamorare Ronnie, la trama escogitata dal tristemente famoso Nicholas Sparks (autore di diabetico talento sentimentale) va in carenza di ossigeno, e si riprende solo per via di un accumulo di situazioni tristissime e lacrimose. L'effetto complessivo è quello di una certa qual ridondanza della disgrazia, che vira in modo troppo brusco all'avvicinarsi della conclusione. Miley Cyrus comincia ad affrancarsi dalla sua dimensione televisiva, anche se va alla ricerca di un pubblico non molto diverso: ma poteva scegliere di peggio di questo onesto polpettone sentimentale.

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