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BUG

di William Friedkin

Cast: Ashley Judd, Michael Shannon, Harry Connick Jr   
Nazionalità e anno: USA, 2008
Distribuzione: Prima Distribuzione - Ottava Musa
Edizione: italiano, inglese
Sottotitoli: assenti
Audio: dolby-digital 5.1   
Schermo: widescreen anamorfico 1.85:1
Durata: 97'
Extra: Assenti.
Note: Buono l'audio, equilibrato ed ben equalizzato, dal suono cristallino, nitido, dinamico. Privo di qualsiasi imperfezione sia nella versione inglese che in quella italiana. La versione originale rimane meno potente essendo solo un DD 2.0.
Bene anche la qualità dell'immagine, con colori ben tarati nei toni e ottimamente contrastati.  Un immagine luminosa e compatta.
Il film è proposto nel corretto formato panoramico.
Extra assenti. Unico neo del prodotto che però ha il merito di far "resuscitare" uno dei tanti film invisibili...
Regione: 2
Sito ufficiale:
http://www.ottavamusa.it/
Titolo originale: Bug

Qualità artistica: Buona
Qualità immagine: Buona/Ottima
Qualità audio: Buona/Ottima
Qualità extra: N.G.

3 e mezzo
BUG
3

Peccato che il bravissimo William Friedkin non abbia più credito in patria perché ha ancora molto da dare al cinema e ancora molto da raccontare a noi "ingordi" spettatori. Ed è così che si deve accontentare di piccole produzioni a basso costo (un quasi no budget se non fosse per la presenza della star Ashley Judd, anche se in fase calante) ma che non tradiscono le aspettative. Quando il talento c'è, come anche ci sono le storie non conta il budget ma solo la volontà di farle a qualsiasi costo. Ed è quello che ha fatto un veterano del cinema americano come Friedkin (per intenderci l'autore de L'esorcista, Il braccio violento della legge, Vivere e morire a L.A., etc...) che per raccontarci le fobie della nostra società sceglie una storia quasi minimalista e tutta concentrata in una stanza d'albergo per rafforzare la situazione claustrofobica che vivono i protagonisti. Le loro fobie che sfociano in paranoie senza ritorno verso un mondo parallelo che porta al distacco totale della realtà, o forse sarebbe meglio dire più che un distacco una realtà parallela fatta di un mondo imperfetto nel quale rifugiarsi per non pensare ai propri dolori. Ed è quello che fanno i due protagonisti del film. Agnes e Peter. Lei separata da un marito violento appena uscito dal carcere e che ha in se il dolore della perdita del figlio amato perso in un supermarket, lui reduce dalla guerra e convinto che l'esercito stia facendo degli esperimenti su di lui mettendogli degli insetti (bug) sotto la pelle insieme a dei microchip. Una paranoia che poco alla volta trasmette anche ad Agnes, che per affogare il suo dolore ormai annoso, cede facilmente a questa paranoia per evitare di pensare ad un dolore più grande. Ma la paranoia è solo l'anticamera della follia. Non c'è possibilità di redenzione o ritorno alla vita reale per chi prende questa strada. Esiste solo una via di fuga. Sparire dalla faccia della Terra. Nel senso più compiuto della parola: ovvero morire. Il suicidio è l'unico modo per far sparire il dolore e i pensieri paranoici che si affastellano giorno dopo giorno. Non è una soluzione ma un altro male e una fuga senza possibilità di mettere le cose a posto. Ed è questo che interessa mettere a fuoco a William Friedkin in Bug. Questo senso di impossibilità di controllare la propria vita quando elementi terribili arrivano a scombinarla. Una vita già "corrotta" dal male del dolore e della difficoltà di vivere. E Bug trasmette appieno questa tensione vibrante e strisciante che si insinua poco alla volta sotto la pelle dei protagonisti per arrivare sino allo spettatore. Un mondo folle, un mondo dissennato, un mondo senza speranza che deve bruciare per, forse, risorgere dalle proprie ceneri. Ma sarà così?

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