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LA CITTÀ VERRÀ DISTRUTTA ALL’ALBA

di Breck Eisner

Sceneggiatura: Scott Kosar e Ray Wright
Fotografia: Maxime Alexandre, A.I.C.
Montaggio: Billy Fox, A.C.E.
Scenografia: Andrew Menzies
Costumi: George L. Little
Musiche: Mark Isham
Interpreti:  Timothy Olyphant, Radha Mitchell, Joe Anderson, Danielle Panabaker
Produzione: Michael Aguilar, Dean Georgaris, Rob Cowan
Distribuzione: Medusa Film
Nazionalità ed anno: USA 2010
Durata: 101'
Data di uscita: 23 aprile 2010
Titolo originale: The Crazies
Sito ufficiale  

LA CITTÀ VERRÀ DISTRUTTA ALL’ALBA
2

Purtroppo la mania del remake hollywoodiano è ormai un'industria nell'industria, riciclatrice di idee più o meno buone. Si parte dai film stranieri per americanizzare storie già rese solitamente molto bene nei paesi di origine, e si arriva alla deformazione delle opere americane del passato. Commerciali o meno ai film sembra, prima o poi, toccare in sorte il restyling, che agonia di ingegno. E così siamo alle prese con l'ennesima rivisitazione, questa volta resuscitano gli zombi o meglio gli psicopatici.
Era il 1973 quando il regista Romero, raccontava con uno sconsolato e feroce pessimismo umanistico l'inesistenza della civiltà. Un'arma batteriologica creata a scopi bellici e scappata di mano ai militari di turno, scatenava l'inferno in una classica cittadina americana. Il virus spingeva alla pazzia e si impossessava di ogni essere umano, il precipizio dietro l'angolo.
Se allora si leggeva una denuncia contro "l'uomo", crudele con i suoi simili, pronto a distruggere tutto e tutti, oggi La città verrà distrutta all'alba ricorda solo lontanamente quella disumanità a tratti anti-militarismo che era forte in Romero. Così Breck Eisner riprova e nel suo remake salta i preamboli e ci proietta ‘in medias res': nelle viscere della classica cittadina dell'America profonda, scossa da un male che si annida improvvisamente nella psiche dei suoi abitanti trasformandoli in belve assetate di sangue.
Ma nulla di fatto; ad una sceneggiatura piatta e prevedibile seguono scene altrettanto scontate. La classica suspense dettata dalla grammatica horror: lunghi silenzi, forti suoni all'improvviso, mostri che escono dalle porte, insomma, quel poco che basta a far saltare di tanto in tanto dalla poltrona, nulla di più.
Due film simili per storia ma differenti per messaggio, a questo manca completamente quella forte connotazione politica e anti-istituzionale, fiore all'occhiello di Romero, ma se vogliamo salvare il salvabile, qui riconosciamo discreti gli effetti speciali ed il cast. La Almost Human FX di Rob Hall ha curato gli effetti in film come Strafumati, Vacancy e la serie televisiva di Terminator: The Sarah Connor Chronicles. Nel cast, Timothy Olyphant nella parte di David Dutton,  faccia da bravo ragazzo per il ruolo tipo del rassicurante sceriffo.
Particolare menzione va all'incisivo e memorabile Joe Anderson, visto recentemente in Rovine. Carriera agli esordi per il giovane attore ma dove si delinea un promettente talento.
Infine, c'è da dire che al botteghino americano la pellicola ha registrato incassi notevoli, da noi è impazzata la guerriglia del marketing. Nel centro della città squadre in assetto antivirus hanno passeggiato distribuendo "avvisi" di possibile contagio e, come se non bastasse, sui monumenti capitolini troneggiavano scritte inquietanti: "La città verrà distrutta all'alba del 23 aprile". Per il botteghino, aspetteremo.

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