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RIFF 2010, PRIME SORPRESE

RIFF 2010, PRIME SORPRESE

È partita ieri la IX edizione del RIFF, Roma Indipendent Film Festival, un'associazione culturale nata con l'intento di promuovere il cinema indipendente nazionale ed estero che nel giro di nove edizioni ha assunto il profilo di un vero e proprio Festival cinematografico, con respiro e rilievo internazionale. Il Festival è partito sin dalle prime proiezioni in maniera coerente e decisa. Si è iniziato con la proiezione del bel Claude Lévi-Strauss, Return to the Amazon, del francese Marcelo Fortaleza Flores.
Il docu-film di Flores ripercorre le tappe amazzoni di quello che fu il mitico percorso che l'antropologo francese fece nei primi anni '50 nella scrittura del suo leggendario testo "Tristi tropici". La pellicola si fa notare perché il regista è antropologo lui stesso, fattore decisivo che conferisce all'opera un profilo degno del tema trattato. Fiore all'occhiello della serata è stato Fish tank, opera prima dell'inglese Andrea Arnold (già Oscar nel 2005 per il miglior cortometraggio). Il film narra le vicende di Mia, una ragazzina di 15 anni cresciuta in una famiglia sottoproletaria inglese. Problemi caratteriali fanno di Mia una ragazza estremamente difficile, vittima di una madre alcolizzata e senza aspirazioni nella vita per lei e le sue due figlie. Fish tank narra con un realismo di rara brutalità e poeticità gli infiniti problemi che Mia deve affrontare nelle sue giornate, sempre uguali l'una all'altra. A risollevare la situazione sembrerebbe intervenire il nuovo fidanzato della madre, uomo maturo con la testa sulle spalle, quasi piovuto dal cielo in una famiglia che ne sentiva forte il bisogno. Ma non siamo ad Hollywood, ed anche l'uomo si rivelerà essere un poco di buono, lasciando la madre di Mia fra pianti e lacrime, e costringendo la ragazzina a fuggire in Galles con un suo coetaneo.
Chiude la prima serata Terra reloaded, documentario sulle energie rinnovabili degli italiani Matteo Moneta e Fabrizio Roscini. Nato da un'idea di Beppe Grillo, il documentario può farsi vanto della presenza di premi Nobel, economisti e professori di fama mondiale che spiegano come la nostra terra sia economicamente -ma soprattutto energicamente- sul punto del collasso. Le soluzioni alternative ci sono (e non rispondono al nome di energia nucleare!), e gli ospiti spiegano come e perché procedere a quella che loro stessi chiamano la "rivoluzione energetica". Il documentario, cinematograficamente parlando, è davvero poca cosa. È perfettamente uguale ai documentario che spesso il comico genovese ospita e crea sul suo blog. Tuttavia l'opera di Moneta e Roscini si fa notare per un'accuratezza elevatissima, che fa del documentario un'opera più didattica che cinematografica. Gli stessi autori confermano che il loro documentario - una volta doppiato in italiano - verrà proiettato nelle scuole dell'obbligo del nostro Paese.
Unica nota stonata della giornata è stato il desolante scenario proposto dalla proiezione dei cortometraggi di giovani autori italiani, nel primo di alcuni appuntamenti che il Festival riserverà giornalmente agli Italian Short Film. Tranne Il ladro di Emanuele Muscolino, i restanti corti sono francamente da dimenticare.

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