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AUTODAFÉ

di Emiliano Cribari

Cast: Fabrizio Rizzolo, Cristina Fassio, Barbara Esposito, Erika Renai, Susi Amerio, Giorgio Zappa, Mario Nosengo, Chiara Pavoni, Patrizia Camatel, Fabio Fassio, Federica Tripodi, Fulvia Roggero, Lara Polli
Nazionalità e anno: Italia, 2009
Distribuzione: CG Home Video
Edizione: italiano
Sottotitoli: italiano per non udenti
Audio: dolby-digital 2.0
Schermo: widescreen anamorfico 2.35:1
Durata: 79'
Extra: Biofilmografia del regista; Galleria fotografica; Trailer (0'33").
Note: Buono l'audio, vigoroso e ben tarato, nitido e ben definito, con una buona equalizzazione che diffonde bene il suono sulle varie uscite.
Bene anche la qualità video, dai colori brillanti e definiti, corposi e netti. Ottimo il contrasto per un'immagine molto luminosa che mette in buon risalto le qualità dell'HD.
Corretto il formato panoramico presente sul DVD.
Deludenti i contenuti speciali. Ma da un film di nicchia non ci si può aspettare "fuochi d'artificio".  
Regione: 2
Sito ufficiale:
http://www.cghv.it/
Titolo originale: Autodafé

Qualità artistica: Sufficiente
Qualità immagine: Buona
Qualità audio: Buona
Qualità extra: N.G.

3
AUTODAFÉ
1 e mezzo

Poltergeist... fantasmi... forse quello del padre del protagonista che aleggia nella sua mente... ma non solo... lo ritrova nel computer attraverso delle mail che gli arrivano regolarmente. Ma non solo fantasmi ma anche sesso... molto sesso che il protagonista fa con tutte. Con la sua donna, con la sua amica, con la donna delle pulizie. Un sesso che ama anche vedere: quello fatto da due donne. Un voyeur virtuale. Eh sì. Perché lo vede sullo schermo del suo notebook... E l'uomo non può fare a meno di masturbarsi davanti a tanta bellezza... due corpi che si toccano, che si esplorano, che vibrano sotto le delicate carezze. E poi diciamolo francamente chi di noi non ha mai sognato di vedere due donne fare sesso? Alzi la mano che non l'ha pensato neanche per un attimo. Quelle dolce perversioni che sono parte della nostra sessualità. Parte della nostra vita come quella complessa e intrigata del protagonista di Autodafé. Che poi l'intrigo più che nei poltergeist è nel sesso pensato, sognato, desiderato e fatto dal protagonista. Un sesso che è il vero perno motore del film. Sesso a volontà e in ogni momento. Sesso che sa di passione, di perversione, di desiderio all'ennesima potenza. Sesso e non ginnastica sessuale. Sesso non solo fatto come animali ma con quei sottili giochi di parole che eccitano ancora di più. La vita di Claudio (così si chiama il protagonista ma potrebbe essere qualsiasi nome, un mister x qualunque) trova la sua giusta espressione nel sesso come rifugio dalla solitudine nella quale si è confinato. Una solitudine più interiore che fisica. Una solitudine fatta di un sordo dolore che non trova pace. Infatti "lui" è continuamente alla ricerca di qualcosa. Di quella sottile verità che ci tiene ancorati alla vita, a questa vita. Al mondo. A questo mondo reale. E il sesso, forse, è l'unico modo per tenere svegli i sensi. Per tenerli allarmati e pronti a reagire in qualunque situazione. E poi la vita di "lui" è una vita piatta nel mondo reale. Una vita priva di quelle emozioni che possono dare forza e densità alla vita. E allora cosa serve? Ma il sesso no!
Il film di Cribari è interessante, ammaliante, però manca di quel pizzico di humus cinematografico che ne da un senso compiuto. Troppo verboso e troppo poco verboso. È assurdo ma è così. Manca il gusto di raccontare per immagini che rimane nell'idea del regista ma non si espleta mai sullo schermo con sequenze convenzionali e troppo restrittive rispetto "all'idea di immagini in movimento". Anche se le intenzioni sono nobili il risultato non è all'altezza delle aspettative...

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