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"LA VITA È UNA COSA MERAVIGLIOSA": TEMPO D’UOVO, TEMPO DI COMMEDIA
La nuova formula dei fratelli Vanzina, che sfornano tutto il "già visto" possibile e immaginabile
Abbandonato il cinecocomero con le tematiche vacanziere, i fratelli Vanzina propongono La vita è una cosa meravigliosa, "cinepasqualino" (visto che Giampaolo Letta, amministratore delegato di Medusa, prega i giornalisti in sala di non definirlo cineuovo o cinecolomba) sulle intercettazioni telefoniche. Il risultato non cambia granché, anche se, a detta del regista, l'intento era di mostrare che "In un'Italia in cui tutti sono cattivi, ci sono personaggi che non lo sono quanto sembrano. Questo film nasce dal desiderio di realizzare un film ottimista. Ci sembrava giusto, in un momento di crisi globale che colpisce tutti e tutto, mettere in scena una commedia che desse speranza negli spettatori".
Ma se di speranza si deve parlare, bisogna solo augurarsi di non vedere troppo presto un nuovo film dei Vanzina, o quanto meno sperare di intercettarlo prima che esca sugli schermi. Cerca una battuta lieve Enrico Brignano: "Siamo tornati tutti a far pizzini, con i post-it dentro casa: fra un po' vedremo pubblicate pure le espressioni del viso mentre parliamo". Mentre l'altro protagonista Salemme ribatte: "Non e' vero, anzi è folle, pensare che l'Italia sia peggiorata negli ultimi vent'anni, siamo sempre gli stessi, nel bene e nel male. Il mio personaggio sbaglia per compiacere la famiglia e chi lo guarda: credo che l'essere umano per farsi accettare faccia cose che non sono nella sua natura. Lui pagherà in galera, ma è un problema di coscienza: ognuno pensi a migliorare se stesso".
È proprio con l'idea di migliorarsi - a detta dei due fratelli - che è partito il progetto di fare questo film ispirato al film tedesco Le vite degli altri, sul fenomeno delle intercettazioni telefoniche. Lo stesso regista afferma "...il fenomeno, quando il film è stato pensato, non era di grande attualità come è avvenuto con i recenti scandali italiani sulla corruzione nella politica e nella finanza". E proprio su questo punto Enrico Vanzina sottolinea come il film sia stato pensato e poi realizzato "più di un anno fa" e quindi i recenti vicende non sono assolutamente tirati in causa. Poi aggiunge: "Il problema delle intercettazioni passa attraverso un problema semantico, di lingua. Trascrivere una singola frase cambia totalmente, perde il colore della voce, si perdono le intenzioni. Comunque io penso che non debbano essere pubblicate".
Quindi sembra trapelare dalle parole dei Vanzina un senso critico e sociale, con una propensione politica tesa a cogliere l'attualità. Ma nel film tutti questi intenti è inutile cercarli. Meglio allora, in conferenza stampa, schivare il problema e fare riferimenti dotti commentando le parole sulla rivoluzione dette da Mario Monicelli a "Raiperunasera". Enrico Vanzina afferma: "I personaggi non sono mostri o santi ma - come dice Luciano De Crescenzo - nella vita si comincia volendo cambiare il mondo e si finisce per cambiare canale".
Il fratello Carlo aggiunge: "l'Italia viene da un momento agghiacciante. Quello che più mi colpisce è la volgarità con cui vengono trattate le persone, la volgarità con cui si parla delle donne come se fossero della merce. Allora se è così la rivoluzione bisogna farla!". Immediata la replica di Gigi Proietti: "Facciamola!". E sarebbe da aggiungere: facciamo soprattutto una rivoluzione delle sceneggiature. Per il momento però l'unica certezza sulla quale nessuna rivoluzione può influire è che il film uscirà in 400 copie venerdì 2 aprile distribuito da Medusa.



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