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DADDYSITTER

di Walt Becker

Sceneggiatura: David Diamond, David Weissman
Fotografia: Jeffrey L. Kimball
Montaggio: Ryan Folsey, Tom Lewis
Musiche: John Debney
Scenografia: David Gropman
Costumi: Joseph G. Aulisi
Interpreti: John Travolta, Robin Williams, Kelly Preston, Seth Green, Conner Rayburn, Ella Bleu Travolta, Lori Loughlin, Matt Dillon, Ann-Margret, Bernie Mac, Rita Wilson
Produzione: Walt Disney Pictures
Distribuzione: Walt Disney Studios Motion Pictures Italia
Nazionalità ed anno: Usa, 2009
Durata: 89'
Data di uscita: 26 marzo 2010
Titolo originale: Old dogs
Sito ufficiale

DADDYSITTER
1

Dan e Charlie si conoscono da sempre: a più di 50 anni nessuno dei due ha figli, né li ha mai voluti (ma il più sentimentale Dan ha messo in fila due matrimoni falliti, il secondo durato appena 24 ore). Piuttosto, la loro amicizia dei tempi del liceo si è trasformata in un proficuo sodalizio d'affari: sono giusto in procinto di chiudere l'accordo più proficuo della loro carriera quando la seconda ex moglie di Dan decide a) di farsi arrestare per violazione di proprietà privata b) di confessare all'ignaro Dan che il loro matrimonio-lampo ha fruttato due bei gemelli di sette anni, cresciuti senza conoscere il padre.
Dato che di (s)convenienti tempismi si nutre la commedia, i due egoisti, bambinofobi e lavoro-dipendenti Dan e Charlie si trovano dunque costretti a occuparsi per due settimane dei figli nuovi di zecca di Dan (non ci sono evidentemente nonni, né altri parenti, la zia putativa dei piccoli finisce convenientemente all'ospedale, e la madre trova rassicurante affidarli a un uomo che ha sposato da ubriaca, da cui ha divorziato da sobria 24 ore dopo e che non ha più visto). I due piccoli sono ben disposti e tutto sommato tolleranti di fronte alle insufficienze dei due adulti-bambini a cui sono stati affidati, ma il tanto sospirato, necessario e disneyano ricongiungimento familiare rischia di saltare causa gaffes, disastri vari, e un'imprevista emergenza giapponese. Poi, ma non c'è proprio bisogno di dirlo, tutto si sistema, con tanto di repentino trasferimento da New York al Vermont (come a dire: da Sodoma all'Arcadia). E, per soprammercato, un conveniente epilogo "un anno dopo" ci aggiorna sul fatto che in fondo non c'è stato bisogno di compiere nessun sacrificio, dato che l'improvvisa adesione di Dan all'ethos familiare è stata decisiva nel felice esito della trattativa d'affari che avevamo lasciato in bilico - e anche Charlie ha messo la testa a posto.
Commedia per famiglie, dunque, e lo stesso produttore Andrew Panay non si perita a definirla "grossolana". Grossolana come la storia, evidentemente, come la sceneggiatura, le gag, la morale che sposa familismo e  yuppismo. Panay vuole però riportare la bilancia in pari definendo Daddysitter un film "dal cuore grande": come dire che è da insensibili non fare la tara sulla grossolanità se si parla di bambini, cuccioli, orsacchiotti e consimili. E invece Daddysitter è brutto davvero, sia quando spreca buoni attori (Robin Williams - che non fa più ridere - è gradevolmente malinconico, mentre il piccolo Conner Rayburn è un vero talento comico), sia quando ci impone John Travolta in una delle sue parti peggiori (meglio sia mamma Kelly Preston che figlia Ella Blue) e rovina inesorabilmente l'immagine di una vecchia attrice che un tempo era Ann Margret (ma che ci fa?). Menzione di disonore a chiunque abbia inventato la gag del "burattino umano" di Bernie Mac: auspichiamo inoltre di essere un giorno liberati definitivamente dalle battute sui giapponesi e dall'eterna, noiosissima gag della doccia abbronzante. Anche basta.

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