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IL MATRIMONIO DI MIA SORELLA
di Noah Baumbach
Cast: Nicole Kidman, Jennifer jason Leigh, Jack Black, John Turturro, Ciaran Hinds, Zane Pais
Nazionalità e anno: USA, 2007
Distribuzione: Paramount Home Entertainment
Edizione: italiano, inglese
Sottotitoli: italiano, inglese
Audio: dolby-digital 5.1
Schermo: widescreen anamorfico 1.78:1
Durata: 89'
Extra: Chiacchierando con Noah Baumbach e Jennifer Jason Leigh (12'55"); Trailer (2'28"); Trailer (1'36").
Note: Buono l'audio, dall'ottima taratura dei suoni e dei livelli. Buona la distribuzione sulle diverse uscite che fornisce un suono limpido, netto e potente.
Bene anche la qualità video dai colori ben tarati e saturi. Bene anche i contrasto per un'immagine luminosa e di buona qualità.
Corretto il formato cinema presente sul DVD.
Non esaltanti gli extra, anche se gli interventi del regista e autore del film e della Leigh sono abbastanza coinvolgenti.
Regione: 2
Sito ufficiale: http://www.paramount.com/
Titolo originale: Margot at the Wedding
Qualità artistica: Buona
Qualità immagine: Ottima
Qualità audio: Ottima
Qualità extra: Discreta
La famiglia scoppia. La famiglia è un'istituzione obsoleta e bacata alle radici. La famiglia è qualcosa dalla quale scappare e non un "ventre" dove trovare rifugio nei momenti più bui. La famiglia si nutre di invidie e gelosie interne anche se alla fine... qualcosa rimane sempre. Ma cosa rimane? Poco o nulla se non quella sottile e strisciante paura di rimanere da soli che continua a tenere legati i consanguinei più per paura e abitudine che per convinzione... Questo è il ritratto che ne fa Baumbach attraverso le due sorelle Margot e Pauline. E se la prima può apparire quadrata e la seconda squinternata alla fine i ruoli si ribaltano del tutto. Piena di problemi e di stranezze la prima più pragmatica nella sua "follia di vivere" al seconda. Ma questo è solo uno dei tanti punti di vista che Baumbach mette nel film. Il rapporto tra sorelle, il rapporto della sorelle con i genitori (non visto ma raccontato), il rapporto delle due con i loro figli, il rapporto con i rispettivi coniugi o quasi coniugi, come nel caso di Pauline. Non a caso l'incipit del film è proprio il matrimonio di questa con un altro "fuori di testa". Un uomo senza un lavoro fisso e che pensa ancora di diventare una star del rock (un ruolo cucito su misura a Jack Black) mentre si arrabatta a scrivere su qualche rivista di musica. Un matrimonio che Pauline sente come quello importante e che la sorella Margot avverte come una delle tante cappellate della sorella. Come si può vedere non sono d'accordo su nulla. E se Pauline in qualche modo è più riservata, Margot tende a contestare la vita degli altri. Un po' per il piacere di farlo, un po' per non pensare alla sua. In ogni caso si intromette sempre in maniera più o meno violenta. Una famiglia decisamente "entro la norma" che si nutre e si abbevera delle disgrazie altrui per non vedere le proprie. Ma a questo serve una famiglia? Questo è uno dei tanti quesiti che si/ci pone l'autore. La famiglia è solo un'istituzione che succhia sangue ed energia. Una "struttura" che non serve più a nulla e che forse dovrebbe essere abolita. Un'entità astratta che però con i suoi codici e le sue manie interne è destinata ad influire sul singolo individuo. La famiglia. Ma qualcuno può dire di conoscerla veramente? Non crediamo. E Baumbach, in questo ritratto dolente e grottesco, ce lo mostra in tute le sfaccettature...



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