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FUORI CONTROLLO

di Martin Campbell

Soggetto: Troy  Kennedy-Martin  (mini serie TV)
S
ceneggiatura: William Monahan
Fotografia: Phil Meheux
Montaggio: Stuart Baird
Scenografia: Tom Sanders
Costumi: Lindy Hemming
Musiche: Howard Shore
Interpreti:  Mel Gibson, Ray Winstone, Danny Huston, Bojana Novakovic
Produzione: Prisma Film, Spielmannfilm
Distribuzione: 01Distribution
Nazionalità ed anno: USA, 2009
Durata: 116'
Data di uscita: 19 marzo 2010
Titolo originale: Edge of Darkness
Sito ufficiale

FUORI CONTROLLO
3

Chi costruisce le bombe per la Jihad? Tutti lo sanno, nessuno indaga, ma sottovoce Campbell ci ricorda le responsabilità americane. Mormora l'eventualità che sia proprio il paese a stelle e strisce a fornire armi di distruzione di massa ai palestinesi, o, a qualunque paese nel mondo belligerante. Nulla di nuovo, se pensiamo al capro espiatorio, l'irraggiungibile, ormai "mitico" fantoccio Osama bin Laden, vecchia conoscenza della CIA, reclutato dall'America per combattere, illo tempore, contro la Russia.
Non ci dilungheremo certo a parlare del traffico di armi e altri illeciti, infondo anche il produttore Graham King si è apprestato a sottolineare "Per me, Fuori Controllo non parla tanto della politica contemporanea, quanto di una resa dei conti, un uomo che infrange la legge e un viaggio magnifico nell'ignoto, in cui non sai cosa accadrà, ma continui comunque ad andare avanti".
Dunque ritorniamo sui binari e centriamo l'obiettivo, senza svegliare il can che dorme: Thomas Craven è un uomo spinto dal dolore in cerca della verità, dopo che la sua unica figlia, Emma, viene uccisa da una pallottola che la polizia ritiene fosse destinata a lui. Distrutto dall'improvvisa morte della figlia, il veterano ufficiale della polizia di Boston cerca delle risposte, deciso ad affrontare chiunque intralci il suo cammino. 
Mel Gibson (di nuovo sullo schermo dopo un periodo di grande successo dietro la macchina da presa) è Craven, il suo primo ruolo da protagonista negli ultimi sette anni. "Era una sceneggiatura intrigante", sostiene Gibson. "È la ragione principale: se penso che una storia sarà affascinante e piacevole per il pubblico, allora salgo a bordo". Artista dal grande intuito, promotore di se stesso, Gibson è il centro del film; tutto gli ruota intorno, costruito sulla sua carriera, è il nuovo "giustiziere". Non sarà Charles Bronson o il nuovo Clint Eastwood, ma rende magistralmente la parte del padre sofferente e redentore in cerca di giustizia. L'attore crea il personaggio guardando se stesso: introverso e carismatico, traccia il profilo del dolore attraverso le espressioni, gesti attenuati dall'angoscia di non esser mai stato abbastanza vicino alla figlia. Per continuare la sua missione ha bisogno di parlare con la ragazza; così la immagina bambina, la incontra nei momenti più difficili, fino alla fine, nuovamente donna, il cerchio si è chiuso, l'espiazione conclusa.
Oltre il protagonista, degno di lode anche Ray Winstone alias Darius Jedburgh, uomo molto potente, chiaramente coinvolto da tanti anni in incarichi governativi. Intrigante e misterioso, apporta una notevole carica di potenza al personaggio, rendendolo decisamente enigmatico. "Questi sono i ruoli che si vorrebbe sempre interpretare. Ritengo che Jedburgh sia un uomo intelligente, capace di diventare un killer a sangue freddo", rivela Winstone. Lui, che ha sempre coperto ruoli da criminale, ambigui pur senza nascondere un certo charme disinvolto, si è trovato nel cast del film quasi per caso. Infatti Winstone ha sostituito Robert De Niro che, dopo pochi giorni di riprese ha deciso di dare forfait per "divergenze creative". Poco importa, noi diamo ugualmente il benvenuto alla coppia Gibson - Winstone, prevedendo un discreto successo al botteghino.

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