Menu principale

Login utente

Commenti recenti

Argomenti del forum attivi

Scambia informazioni

Syndicate content

PROFUMO DI DONNA

di Dino Risi

Cast: Vittorio Gassman, Alessandro Momo, Agostina Belli, Moira Orfei
Nazionalità e anno: Italia, 1974
Distribuzione: 01 distribution  
Edizione: italiano
Sottotitoli: italiano per non udenti
Audio: Dual mono 2.0
Schermo: letterbox 4/3 1.33:1
Durata: 99'  
Extra: Assenti
Note: Audio abbastanza buono. Nitido e pulito senza imperfezioni, anche se rimane appena spento e non molto potente.
Discreta la qualità video. Colori appena spenti ma nel complesso abbastanza corposi e netti. Una leggera grana non inficia più di tanto la visione. Non perfetto il contrasto per un'immagine non luminosissima.
Il film è presentato sul DVD nella versione letterbox.
Gli extra sono assenti ingiustificati... Peccato almeno qualche contributo testuale ci sarebbe stato bene.
Regione: 2
Sito ufficiale:
http://www.01distribution.it/
Titolo originale: Profumo di donna

Qualità artistica: Ottima
Qualità immagine: Discreta/Buona
Qualità audio: Discreta/Buona
Qualità extra: N.G.  

2 e mezzo
PROFUMO DI DONNA
5

"Il sesso. Le cosce. Due belle chiappe. Ecco la sola religione. La sola idea politica. La vera patria dell'uomo. Hai capito?!..." un sorso di whisky e poi ancora "La fica!" Così si esprime Gassman/Consolo al passaggio di due belle ragazze. Cifra del film e di come il cieco Capitano Consolo compensi la sua cecità con un olfatto molto sviluppato che lo porta ad individuare ogni odore. E poi ancora un uomo che ormai ha un solo piacere nella vita... o vorrebbe averlo: il sesso e l'amore per le donne... Prima degli Oscar a Scent of Woman di Martin Brest e con Al Pacino l'italianissimo Dino Risi aveva diretto Profumo di donna che ben accolto in Italia aveva impressionato gli americani che ne avevano fatto, poco dopo (in realtà circa 20 anni!), un remake praticamente identico che aveva sbancato ovunque. Non si può dire lo stesso del film di Risi, che anche se assai migliore della sua copia, era sì piaciuto ma senza avere quella grande fortuna soprattutto economica del film di Martin Brest con Pacino...
Anche se entrambi avevano mietuto allori. In particolare con i loro protagonisti. Se Al Pacino vinse nel 1993 l'Oscar per il Miglior Attore Protagonista Gassman, nel 1975, si aggiudicava il Premio per la Migliore Interpretazione Maschile al Festival di Cannes. Quindi pari e patta se non fosse che Gassman vinse anche l'Oscar nostrano, ovvero il David di Donatello sempre nel 1975, premio che andò anche alla regia che bissò con il Cesar nel 1976 come Miglior Film Straniero. Mentre a quello di Martin Brest andarono solo altri 3 premi: i Golden Globe come Miglior Film Drammatico, come Miglior Sceneggiatura e infine come Miglior Attore di Film Drammatico. Quindi due premi prestigiosi a testa per i due grandi attori. Ma molto banalmente noi abbiamo sempre amato alla follia questo di Risi con un Gassman intenso, immenso, inimmaginabile toccato dalla "bravura degli dei" interpretando il ruolo del capitano cieco in pensione Fausto Consolo con tale potenza da lasciare un segno indelebile nella sua carriera e nel cinema italiano e internazionale. Non a caso gli americani ne fecero il remake (le cose non buone non le prendono di certo!) che fruttò molto denaro al box-office. E se ci dilunghiamo molto su questi dettagli che possono non apparire pertinenti o comunque "poco interessanti" è per il semplice motivo che del film è stato scritto tanto e molto. Basta fare un giro anche sul web e si trovano pagine e pagine che esaltano il film, la bravura di Risi, quella di Gassman e perché no anche quella di Alessandro Momo che alla sua prima vera interpretazione di un certo peso ebbe un buon impatto. Peccato che non potè goderne i frutti perché qualche settimana dopo la fine del film morì prematuramente a causa di un incidente in moto. Brava anche Agostina Belli, che sino ad allora aveva potuto mostrare solo le "sue grazie" e che invece in questo film dimostrò di essere anche una brava  attrice e non "solo un corpo" da bramare. Insomma uno di quei film che riescono in ogni parte e che non si possono non esaltare per la loro bellezza e per quanto esprimono. Un disagio interiore immenso, un dolore che stenta a lenire e che alla fine, quando viene digerito per bene, forse lo si può lasciare alla spalle... Per ultimo vogliamo solo aggiungere che il film è tratto dal bellissimo romanzo di Giovanni Arpino, "Il buio e il miele", uno dei migliori romanzi dell'autore e della letteratura contemporanea... Detto ciò vi lasciamo alla visione del film che rimane una delle pietre miliari del cinema di Risi e una delle ultime pellicole di grande qualità dello stesso autore italiano...

accedi o registrati per inviare commenti