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CANNES 59_ LOACH “PASIONARIO” IRLANDESE
Applausi della stampa a The Wind that Shakes the Barley, il film del regista britannico in concorso oggi alla Croisette
Il vecchio leone Ken Loach non tradisce se stesso. In The Wind that Shakes the Barley racconta con la consueta passione una dolorosa vicenda ambientata nell’Irlanda degli anni Venti, in un contesto di guerriglia della già costituita IRA contro i soprusi dell’esercito britannico. Protagonista, davvero in parte, è il dublinese Cillian Murphy (visto in film come Batman Begins e Red Eye) accanto a Liam Cunningham e ad una manciata di attori, sempre irlandesi, meno conosciuti presso il nostro pubblico.
Damien (Murphy), giovane medico idealista, si lascia coinvolgere dal fratello Teddy nella battaglia disperata contro gli inglesi, percepiti come “colonizzatori della terra d’Irlanda”, formando un piccolo esercito di guerriglia. Inizialmente cauto e di animo pacifico, Damien prenderà la leadership strategica e intellettuale del gruppo nel corso degli eventi fino a portare all’estremo sacrificio la propria lotta per l’indipendenza del proprio Paese.
Sceneggiato dall’amico e collaboratore di sempre Paul Laverty, il film mostra un crescendo di drammaticità e di violenza, espressi con passione ma contenuta retorica, mostrando ancora una volta la determinazione (sincera ed onesta) di Loach a svolgere una profonda critica contro ogni genere di ingiustizia e di guerra. “Perseguendo i nostri ideali spesso sfociamo nella violenza, come il protagonista del mio film, ma non c’è via d’uscita per personaggi di coraggio e morale straordinari – ha sottolineato Loach. “La storia di The Wind that Shakes the Barley rappresenta la lotta ai soprusi di sempre e ho scelto una vicenda ambientata nell’Irlanda ancora unificata per coprire un contesto che solitamente viene trascurato, a favore di storie a noi più contemporanee situate nell’Irlanda del Nord. Non si tratta di un film anti-britannico perché bisogna distinguere tra la critica al governo di un Paese da quella al suo popolo: io amo il popolo britannico come tutti gli altri popoli, ma nulla mi impedisce di esprimere un giudizio negativo sulla sua amministrazione politica, di allora come di oggi”.
Generosi gli applausi della stampa alla proiezione di stamattina, mentre ora si attende il verdetto del pubblico.
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