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VOLA A LOS ANGELES IL GIOVANE REGISTA FABIO MOLLO
Il vincitore di Cinemaster Studio Universal 2009 va negli States per uno stage di 2 settimane.
Il cinema americano, o sarebbe meglio dire l'industria cinematografica americana, aiuta la nostra "piccola" industria nostrana a crescere. Questo in sintesi è il valore del premio "Cinemaster Studio Universal" -giunto alla X Edizione- che premia il miglior cortometraggio, tra quelli selezionati, con uno stage di due settimane a Los Angeles per incontrare i responsabili dei dipartimenti della Major che curano il processo dell'intera filiera cinematografica. Per il vincitore di quest'anno, Fabio Mollo e il suo cortometraggio "Giganti", si schiudono, così, le porte dorate di Hollywood... Uno stage che aiuta a crescere gli autori italici per una visione più ampia del "fare cinema". Se una volta erano gli americani a venire da noi per "conoscere" meglio il cinema ora la strada è inversa. Un colosso talmente potente da aver sbaragliato negli anni ogni altra industria cinematografica. Questo solo per ricordare che il cinema è sì "creazione artistica e socialmente utile" ma soprattutto nell'ottica dell'entertainment. Cosa che da noi spesso si dimentica. Unire il buon cinema con l'aspetto, non trascurabile, del ritorno economico è un dato che sembriamo aver dimenticato ed invece è l'unico mezzo per poter continuare a fare cinema. Il cinema che si finanzia da se senza dover ricorrere a soldi statali... Ma a parte questa dialettica trita e ritrita (fiumi d'inchiostro sono stati versati in questa direzione ma spesso rimangono solo tali) rimane il fatto che iniziative del genere sono ben accette e dovrebbero proliferare al contrario delle miriadi di festival che affolla il panorama italiano. Quindi il progetto di Studio Universal è degno di lode e della massima attenzione. Peraltro in questa edizione ha visto coinvolto anche il centro Sperimentale di Cinematografia. Una collaborazione "che potrebbe ripetersi anche per le edizioni future" come afferma Marcello Foti, Direttore del Centro Sperimentale di Cinematografia. Una collaborazione che quest'anno è stata strettissima in quanto i cortometraggi selezionato erano solamente quelli "prodotti dal CSC negli ultimi 5 anni" prosegue poi Betty Bruscolini, Direttore Generale della CSC Production "dal nostro settore che ha come compito ben preciso di realizzare cortometraggi e film degli allievi, come ad esempio Dieci inverni, di Valerio Mieli". Una collaborazione molto stretta tra settore pubblico e quello privato che potrebbe essere una delle chiavi di svolta per il cinema italiano. "Studio Universal e Centro Sperimentale di Cinematografia possono creare delle sinergie importanti per offrire una possibilità concreta e reale per i nostri studenti che dopo gli anni di corso debbono affrontare una realtà lavorativa piena di incertezze" queste sono le parole usate da Marcello Foti che si sofferma sulle difficoltà finiti gli studi, quel sottile e drammatico passaggio tra la teoria e la pratica. Quel passaggio che spesso ferma la crescita del singolo autore mettendo in crisi tutto il movimento. In tanta instabilità esiste solo una certezza: la qualità ineccepibile del movimento cinematografico italiano. Come ribadisce anche Roberto Faenza "La grande qualità dei cortometraggi in concorso mi ha messo in serio imbarazzo per la scelta di uno solo. Non a caso avevo proposto di mandare più ragazzi a Los Angeles, ma ciò non era possibile, purtroppo. Una grande occasione che deve essere colta dai giovani autori per emergere. Purtroppo non ve ne sono molte per quelli che io chiamo "un popolo senza terra", ovvero cortometraggi che vanno ai festival e lì. Spesso, muoiono, non avendo un altro mezzo di diffusione. La responsabilità di questo è della televisione pubblica che dovrebbe creare un canale solo per la programmazione ei cortometraggi. Un grande patrimonio culturale che nessuno vede"... Un'affermazione dura che ci trova in sintonia. Spesso opere di indiscutibile valore finiscono solo per essere prodotti da festival e per incamerare premi. Ma quanto possono valere i premi rispetto alla diffusione e alla realizzazione della tanta sospirata opera prima di lungometraggio? Poco o nulla se non dei premi come questo che fornisce la possibilità di interagire con grandi professionisti del settore. Quindi non una targa bella ma sterile ma qualcosa di concreto per aiutare i giovani e tutta l'industria cinematografica.
Oltretutto il premio non si ferma allo stage a LA ma il film di cortometraggio realizzato da Fabio Mollo verrà proiettato su Studio Universal il 3 maggio alle ore 20.20 nell'ambito del programma "A noi piace Corto", magazine di informazione sul mondo dei corti, in una puntata dedicata esclusivamente al "Cinemaster". Quindi per chi fosse curioso di vedere "Giganti" non deve fare altro che accendere il televisore il 3 maggio e godersi la visione...



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