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IL GOTICO, L’ORRIDO E IL FANTASTICO: DALLA LETTERATURA AL CINEMA

IL GOTICO, L’ORRIDO E IL FANTASTICO: DALLA LETTERATURA AL CINEMA

Capitolo III: Who's who: la strega.

Il mondo classico, ci restituisce attraverso il mito e le arti figurative, figure di bellissime maghe quali Circe e Medea e quella, spesso acerba e crudele, di Diana, divinità femminile di aspetti  triplici e inquietanti,  dea della caccia, della luna e degli incantesimi notturni. "In questi occhi c'è la bacca e la selva, c'è l'urlo, la morte, l'impetramento crudele... Ma, straniero, lei mi guarda, e nella tunica breve è una magra ragazza, come tu forse ne hai vedute al tuo paese." Così la ricorda  Cesare Pavese, quando va in cerca dei suoi miti di ragazzo in "Dialoghi con Leucò".

Cacciatrice in terra, Luna in cielo, Ecate nel mondo infernale, a volte confusa con l'egiziana Iside, siamo di fronte a una delle figure chiavi della magia, fatta propria e interiorizzata dalla grande stagione della stregoneria che affonda nel più remoto medioevo, quando, alla fine del quarto secolo, gli dei pagani si rifugiano nelle campagne dove rimangono a lungo con i riti della tradizione. Qui, legato alla coltivazione dei campi, domina il culto della fertilità, inteso come strumento di salvezza e continuità della società contadina. E chi meglio delle donne può tenere vivo il culto della fertilità, rivolgendosi direttamente a una divinità femminile? Le donne, che, appunto, diventano o forse più semplicemente mantengono, il ruolo di "sacerdotesse" di Diana, una Diana  spesso raffigurata  con la fiaccola in una mano, due serpenti nell' altra, un cane accanto. Per alcuni secoli,  la Chiesa sembrò  tollerare  la sopravvivenza del culto e ancora all'inizio del X secolo si limitava a definire le sue seguaci semplici mitomani.
«Non si può tacere sul fatto che alcune donne , pervertite dal diavolo, credono di cavalcare bestie nel cuore della notte insieme alla dea pagana Diana».
Un altro importante documento ecclesiastico dell'XI secolo, il Decretum di Burcardo ancor più esplicitamente ne descrive le  attività, senza peraltro che, contro di esse, si scatenino  punizioni sistematiche.
«Alcune donne affermano di essere costrette in determinate notti, ad accompagnare una turba di demoni trasformati in donne, che il volgo stolto chiama Holda». (Una sorta di Diane del nord Europa)... Altre dicono di uscire dalle porte chiuse nel silenzio della notte, lasciandosi dietro i mariti addormentati: dopo aver percorso spazi sterminati con altre donne vittime dello stesso errore, uccidono, cuociono e divorano uomini battezzati, a cui restituiscono una parvenza di vita riempiendoli di paglia e di legno».
La persecuzione vera (la prima strega fu bruciata a Tolosa nel 1244) cominciò solo quando i grandi poteri videro moltiplicarsi, nei villaggi, forme politico-religiose, in qualche modo alternative, fondate sull' irrazionale magico. La Chiesa, intollerante di ogni concorrenza, trasformò così "le donne del corteo di Diana" nelle "Streghe", attraverso un processo di affinamento e di colpevolizzazione che sfocerà nella terribile "Caccia", che, dal medioevo, continuerà almeno a fino al  XVII secolo. Le "colpevoli" dovevano essere, per lo più donne sole e anziane, che raccoglievano erbe nei boschi e con le ultime memorie della medicina classica, ne facevano unguenti e decotti per curare la popolazione rurale, soprattutto  femminile. Dalla guarigione alla magia e alla stregoneria il passo è breve, soprattutto quando si ritiene che quelle stesse donne siano ancora legate alle divinità pagane, ormai un tutt'uno con il Demonio. Povera strega medievale! Comincia davvero un'altra storia, terribile e diversa, dove le  serpi e il cane  sono gli  unici superstiti dell'iconografia, dopo che l'antica bellezza delle baccanti e delle donne del Corteo, deve cedere il passo a una figura di orride sembianze, megera da istinti morbosi e dal corpo fatiscente. Grandi artisti come Dürer, Holbein, Hogarth, Goya, Delacroix, e opere come  il Malleus Maleficarum stampato nel 1574, stanno lì a mostrare la miserabile  e insieme orgiastica e demoniaca figura della "strega", così come la volle  rappresentata  un potere politico-religioso tutto al maschile, preoccupato dalla potenzialità eversiva delle riunioni delle "streghe" che vanno sotto il nome di Sabba. L'identikit di  questa strega, i suoi comportamenti e i suoi malefici li conosciamo bene, oltre che dalle leggende, dalle  fiabe, dalle nenie di ogni paese, dalle Bolle Ecclesiastiche e da quella superstite e distorta forma letteraria che sono  gli atti processuali, quando la strega, interrogata sotto tortura, ammette  colpe e  poteri che spesso vanno a collimare con le credenze dell'immaginario collettivo in cui esse si possono trasformare in gatti parlanti o in masse bianche informi, si rimpiccioliscono e traversano il buco della serratura, si mutano in uccelli rapaci, cagne ringhiose, vecchie arcigne, bellissime ragazze, e fiammelle. Quando  poi si ungono d'olio le ascelle o il petto si preparano al volo sacro che le porterà al Sabba, la festa orgiastica per il Diavolo. Alle voci popolari  fa da contrappunto la voce della Chiesa «...È in effetti pervenuto di recente alle nostre orecchie (...) che in certe regioni della Germania superiore... parecchie persone... si sono date ai demoni incubi e succubi; per mezzo d'incantesimi, fatture, scongiuri e altre superstiziose infamie ed eccessi magici fanno deperire ed estinguersi la progenie delle donne, i piccoli degli animali, le messi della terra, i grappoli delle vigne, i frutti degli alberi...». ( "Summis desiderantes" bolla papale del 1484).
E negli stessi anni il "Malleus maleficarum": «...Esse (le streghe) scatenano grandinate, venti dannosi con fulmini, procurano sterilità negli uomini e negli animali, i bambini che non divorano li offrono ai diavoli (...) o li uccidono in altro modo». Ma quando è nata veramente la strega?
Una delle prime fonti letterarie che ci parla della strega, sono i testi ebraici delle Scritture con la storia di Lilith, prima moglie di Adamo che non vuole soccombere al marito. Punita per la sua superbia,  diventa  una strega e forse il primo vampiro, creatura da incubo che vaga per il mondo uccidendo le partorienti e rubando i loro bambini per cibarsene. Il mito di Lilith invade  tutta l'area mesopotamica e in questa versione , dove il suo nome significa "notte" già forte si sente l'influsso di una cultura patriarcale che demonizza la donna per i millenni a venire. Ma si è salvata anche un' altra interpretazione, in cui  LIL significa  civetta, quella civetta che ritroviamo come antico simbolo  della saggezza e della conoscenza, accanto alla greca Atena e alla celtica Blodeuwedd.
La Grecia e Roma sono ricche di streghe belle e terribili, come le Baccanti e le Lamie, dove la forza al femminile corre ancora libera senza sottomissioni e dove la passionale Medea  del mito e di Euripide uccide i figli per punire il tradimento del marito. Medea è stata portata sullo schermo dal regista italiano Pier Paolo Pasolini nel 1969 con la cantante Maria Callas nell'insolita parte dell'eroina greca. Appesantito da un testo e un'interpretazione troppo legati al teatro, il film non riscosse un grande successo. Ci riprovò nel 1988 Lars Von Trier, che adattò per la televisione un film tratto da una sceneggiatura inedita di Carl Theodor Dreyer, ma il film fin troppo minuzioso nell'impiccagione dei figli di Medea e nel facile estetismo di alcune riprese, non ebbe ugualmente successo.
La bella Circe, del poema omerico, che trasformava gli uomini in maiali è stata trasposta più volte sullo schermo. Nel 1954,  un film di Mario Camerini dal titolo "Ulisse", vedeva Silvana Mangano interpretare la maga Circe e la fedele moglie Penelope come lo specchio di un duplice desiderio. Per l'epoca il film si avvalse di ottimi effetti speciali e aprì la strada alle grandi coproduzioni in costume con Hollywood. L'Odissea fu replicata nel 1997 con la regia di Andrej Konchalovskij e con l'interpretazione di Armand Assante, Geraldine Chaplin, Christopher Lee, Irene Papas, Greta Scacchi.
Nella letteratura medievale si ritrovano poi le figure delle fate, per metà spiriti di natura e per metà streghe, le cui più famose esponenti sono  Morgana  del ciclo bretone e Melusina del ciclo francese. Morgana è ritornata dagli anni'80 del XX secolo con la scrittrice di fantasy Marion Zimmer Bradley nella rivisitazione della saga bretone di Re Artù  detta "Ciclo di Avalon", di cui nel 2001 è stato portato sullo schermo "Le nebbie di Avalon". Si è trattato di un film fantasy di grande successo che ha ottenuto 9 nomination per l'Emmy Awards e ai Golden Globes per l'interpretazione di Morgana di Julianna Margulies.
Il cinema non poteva non far proprie anche le tre orrorifiche streghe shakespeariane che più volte sono state portate sugli schermi con una produzione che inizia nel 1948 con il Macbeth di Orson Welles, proseguendo nel 1957 con il Trono di sangue di Akira Kurosawa, a cui seguirà nel 1971 il Macbeth di Roman Polanski e nel 2003 quello di Bryan En, fino ad arrivare all'attualizzazione di quest'opera con l'adattamento di Geoffrey Wright che lascia inalterati i dialoghi spostando la storia in Australia in una lotta di bande rivali.
Anche le streghe delle fiabe sono state spesso trasportate sullo schermo e quasi sempre felicemente. Due volte la strega di Hansel e Gretel, di cui la prima è quella 1987, con la regia di Len Talan. Il film, appartenente alla raccolta Cannon Movie Tales, venne lanciato direttamente nel mercato Home Video, senza passare per le sale cinematografiche, anche se venne proiettato in Francia nel maggio 1987, in occasione del Festival di Cannes. Nel 2005 è stato distribuito il DVD negli Stati Uniti, e nell'autunno 2009 il film è uscito anche in Italia, edito da 20th Century Fox. Altra trasposizione si è avuta nel 2002 con la regia di Gary J. Tunnicliffe. 
Fortunatissima nel cinema la strega di Biancaneve, bellissima regina che per distruggere la figliastra prende le sembianze di un'orrida vecchia nell'indimenticabile cartoon di Walt Disney del 1937, interamente creato con  disegni a mano e con  sfondi ad acquerello e un maggior approfondimento dei personaggi. Criticata la figura della strega, per il suo estremo realismo da alcuni considerato negativo per l'immaginario infantile. 
Anche la strega della Sirenetta, quella della fiaba di Andersen è arrivata sullo schermo sia, attraverso la Disney, che in un film di animazione giapponese con la regia di Reiko Okuyama, in cui le animazioni sono veramente di ottimo livello. Film del 1975, è considerato un vero e proprio capolavoro per il character design del maestro Araki che ispira un senso di bellezza e di dolcezza, amplificato dalla brillantezza dei colori e con le musiche di Takekuni Hirayoshi davvero coinvolgenti ed emozionanti.
Il cinema  ha iniziato a interessarsi alle streghe sin dai suoi esordi, ma dei primi film che coprono gli anni dal 1900 al 1920 spesso non è rimasta altro che la memoria del titolo. Invece de La stregoneria attraverso i secoli  film svedese del 1922,  per la regia di Benjamin Christensen abbiamo la completa documentazione, ma l'intento di voler essere un atto di accusa contro l'oscurantismo, non riuscì perfettamente e il film divenne famoso quasi unicamente per le sequenze del Sabba audaci nel descrivere le orge fra streghe e diavoli. Di tutt'altro genere Ho sposato una strega di René Clair,  interpretato da attori famosi quali Veronica Lake, Fredric March e Susan Hayward. La storia è tipica, in quanto tratta della reincarnazione, in una ragazza di oggi, di una vecchia strega di 500 anni prima, morta sul rogo, che torna per vendicarsi dell'erede del suo carnefice e che finirà per innamorarsi di lui. Ma il film è divertente, sdrammatizzante, perfettamente recitato e unisce lo scanzonato spirito francese di Clair all'attrazione tutta anglossassone per l'horror. Celebre anche per la pettinatura di Veronica Lake,  il film fu oggetto di un remake italiano, negli anni '80, da parte di Castellano e Pipolo, con l'interpretazione di Eleonora Giorgi che vagamente s'ispirava alla Lake.
Di tutt'altro impegno e tono, il famoso Dies Irae, girato nel 1943 da Carl Theodor Dreyer, interpretato da Lisbeth Movin, Thorkild Roose, Preben Lerdorff Rye. Tragica storia dell'adulterio della moglie di un pastore con il suo figliastro, la donna, abbandonata dal giovane amante si lascerà accusare di stregoneria e si preparerà al rogo. Girato durante l'occupazione nazista della Danimarca il film, per il quale non si può parlare di horror, ma piuttosto di tensione drammatica  altissima, che pervade l'intera storia, vuole essere  sì una riflessione sull'intolleranza, ma anche sull'impossibilità di creare figure nettamente divise fra bene e male. Amara riflessione del regista per il quale, il peso della colpa e della punizione, ricade sia sulle vittime che sui carnefici.
Ma il cinema sulla stregoneria sembra un continuo alternarsi di film tragici, violenti, spaventosi, con commedie brillanti in cui, la leggerezza della trama e la bellezza delle interpreti, sembrano voler far dimenticare i secoli bui della strega colpevole ed è proprio su questo filone che, nel 1958 esce Una strega in Paradiso con la regia di Richard Quine.
Il film è romantico e brillante, con un fantastico Jack Lemon e una Kim Novak  bellissima sotto le spoglie di un'antiquaria strega, padrona del gatto Cagliostro, anch'egli subdolamente dotato di poteri magici. Lei vuole fare innamorare di sé un editore, ma rischia di perdere ogni potere magico quando se ne innamora.
Ma fra i molti film sulle streghe, sia drammatici che  volti in commedia, un posto del tutto a parte spetta a Rosemary's Baby, film del 1968 diretto da Roman Polanski con Mia Farrow, John Cassavetes e Ruth Gordon. La storia della giovane donna che, nei Dakota Apartments di New York, cade vittima dei suoi vicini che appartengono a una setta satanica e partorisce il figlio del diavolo, è rimasta famosa per la regia di Polanski, che su una base di piatto realismo quotidiano, innesta progressivamente un horror surreale e un'atmosfera altamente drammatica non priva di umorismo nero, che ricorda per molti versi il grande Hitchcock.
Tutto lo spazio delle streghe nel cinema dei primi anni '70 lo prenderà il regista Ken Russell con I diavoli del 1971, sorretto dalla formidabile interpretazione di Oliver Reed e Vanessa Redgrave. Tratto da una storia vera, raccontata da Aldous Huxley, narra le vicende di padre Grandier che, a Loudun, per difendere la libertà della sua città, viene accusato di stregoneria e mandato al rogo mentre gli inquisitori seguitano a perseguitare la badessa innamorata del prete e la costringeranno ad autoaccusarsi e finire tra le più atroci torture. Sicuramente eccessivo nella forma e nei contenuti aggressivi, il film suscitò molte polemiche, ma rimane un grande atto di accusa contro le gerarchie ecclesiastiche e i giochi di potere. 
Non potevano sfuggire le streghe al più grande regista horror italiano, Dario Argento che, nel 1977 realizzò Suspiria, un film dove la suspense è spinta al massimo, mentre narra le vicende di una ragazza che, sbarcando in Europa dall'America, scopre che la sua scuola di danza è tutta un covo di streghe. Supportato dalle scenografie di Giuseppe Bassan che sembrano oscillare fra un decadente gusto primo novecento e la pop art e con la fotografia di Luciano Tovoli, tutto sembra concorrere all'horror che è nella mente del regista. Suspiria sarà il primo capitolo di una trilogia che proseguirà con Inferno nel 1980  e che nel 2007 si concluderà con La terza madre, due sequel che hanno ricevuto critiche negative per l'eccessiva frammentarietà delle storie e per l'incredibile mattatoio spesso fine a se stesso. Inferno, ambientato fra Roma e New York scopre in quest'ultima città  labirinti orrifici che ricordano il mondo di Luthor, mentre l'ultimo film è ambientato in una Roma sconvolta dai malefici portati da un'invasione di streghe liberate da un'urna in un museo archeologico. Lontani dal rigore di Suspiria, i due film che concludono la trilogia hanno comunque avuto il loro pubblico fra gli appassionati dell'horror esasperato del regista romano. 
George Miller nel 1987 con Le streghe di Eastwick ha invece un approccio sofisticato ed elegante.   Jack Nicholson insieme a Cher, Michelle Pfeiffer e Susan Sarandon interpretano il diavolo e  tre giovani streghe che non sanno di esserlo. Evocando senza saperlo il demonio, questi si va a stabilire nella loro città. Quando capiranno con chi hanno a che fare, le tre donne nonostante aspettino tutte un figlio dal diavolo, riusciranno con le arti magiche apprese a rispedirlo nell'inferno. È stato un film fortunato che verrà replicato in una serie tv.
Poi, si afferma sempre di più l'idea delle streghe belle e affascinanti, con  quattro ragazze giovani, carine e un po' pericolose, come quelle del film Giovani streghe del 1996 diretto da Andrew Fleming e tratto da un romanzo di Peter Filardi, che inizia lieve come una commedia. Le quattro ragazze si uniscono nella stregoneria per effettuare le loro piccole vendette personali, ma ben presto il gioco sfugge loro di mano quando un ragazzo si suicida e Sara, la strega più dotata,vuole uscire dal gruppo. Le altre le lanceranno contro una spaventosa serie di incantesimi che danno al film un tono sempre più raccapricciante ma che in fondo lo riconducono al più tradizionale cinema dell'orrore.
Poi, nel 1999 The Blair Witch Project di Daniel Myrick ed Eduardo Sanchez ,che sembra indicare veramente una strada nuova. Si tratta di un film sui malefici e sulla stregoneria che viene presentato al pubblico come una storia vera, mentre narra di tre studenti che vanno tra i boschi del Maryland in cerca di una strega responsabile della sparizione di alcuni bambini. La marcia di avvicinamento alla strega da parte dei tre è tutta tecnologica perché i giovani partono per la loro spedizione con un handycam digitale e una cinepresa da 16 mm che finirà per registrare presenze sempre più inquietanti e una crescente paura, fino alla scomparsa di Joshua, uno dei tre ragazzi. Preceduto da una campagna pubblicitaria abilissima che seguitava, come per i marziani di Orson Welles,  a spacciare per vera la storia raccontata, il film ha avuto un successo straordinario che lascia però sbalorditi sull'ingenuità delle masse di pubblico affluite al cinema, sicure di trovarci  vere streghe e sortilegi autentici.
Poi, all'inizio del XXI secolo, arrivano e si diffondono, con una accoglienza di pubblico mai conosciuta prima, i film fantasy dedicati a maghi, vampiri, licantropi ed altri personaggi dell'immaginario, che ben presto coinvolgono anche le streghe. Un film di avventure fantastiche, grandioso  ma senza troppe emozioni, comunque adatto per ragazzi di tutte le età, tratto dalla saga delle "Cronache di Narnia" è arrivato sullo schermo nel 2005. Si tratta di Narnia: il leone, la strega e l'armadio in cui l'ingresso per l'incantesimo è dentro un grande armadio che attraverseranno i quattro fratelli Pevensie. Troveranno così Narnia, un paese magico con animali parlanti, nani, centauri e giganti dominati dalla perfida strega bianca Jadis, che lo ha immerso nel gelo eterno che i ragazzi dovranno sconfiggere con l'aiuto del leone Aslan. Tratto dal  1° dei 7 libri di Clive Staples Lewis (1898-1963) girato in Boemia e Nuova Zelanda, diretto da A. Adamson, è stato realizzato con tecnica "mista", cioè in live action ma con molti personaggi realizzati poi al computer.
Serafina Pekkala è invece uno dei personaggi della trilogia di "Queste oscure materie" scritta da Philip Pullman e portata sullo schermo nel film La Bussola d'oro del 2007 con la regia di Chris Weitz. Serafina, interpretata da Eva Green, è la regina delle streghe del lago Enara, a nord del mondo parallelo dove è ambientato la "Bussola d'oro". Longilinea, dalla carnagione lunare e i lunghi capelli neri aiuterà la protagonista Lyra Belacqua e Gyziani a liberare i bambini rapiti. In questo film di puro fantasy vola sul "ramo di pino nuvola" e si può rendere "invisibile" o "insignificante".
Il 19 marzo del 2010 è prevista l'uscita di Season of the Witch, un film tratto dal romanzo Bragy Schut Jr. e diretto da Dominic Sena con l'interpretazione di Nicholas Cage, Ron Perlman e Christopher Lee. È un film thriller-horror di ambientazione medievale all'epoca della peste nera in cui un cavaliere deve scortare fino a un monastero, dove verrà esorcizzata e processata, una giovane donna accusata di stregoneria. L'attesa per questo film dove horror e fantasy si mescolano insieme è sicuramente grande! Sempre nel 2010 precisamente annunciato per il 16 luglio, arriverà sugli schermi L'apprendista stregone di Jon Turteltaub, regista noto per aver diretto la saga di National Treasure, che si ispira o forse è proprio un remake di "Topolino-stregone" del celebre film di animazione "Fantasia" prodotto dalla Disney nel 1940. Un Nicolas Cage ormai entrato dalla porta principale nel genere horror-fantasy sarà affinacato fra gli altri interpreti da Monica Bellucci arrivata sul set quasi all'ultimo momento perché affascinata dal ruolo sempre più ambito della strega.
Oggi, si può fare qualche osservazione o trarre qualche conclusione sull'interesse, particolarissimo e quasi incessante, che fin dalla sua nascita, il cinema ha provato per le streghe, facendone di volta in volta le tragiche eroine della tradizione  o le brillanti e seducenti ragazze nelle cui mani i sortilegi sembrano quasi un gioco di società?  Difficile e complesso capire il perché di questo fenomeno, ma, in questa felice e fortunata stagione del film "fantasy", non resta che augurare "lunga vita alle streghe!"   

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