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4-4-2 IL GIOCO PIU' BELLO DEL MONDO

di Michele Carrillo, Claudio Cupellini, Francesco Lagi, Roan Johnson

Sceneggiatura: Francesco Bruni e Paolo Virzì
Fotografia: Massimo Lupi
Montaggio: Cristina Flamini, Danilo Torre, Walter Fasano
Musiche: Giuseppe Napoli
Scenografia: Fabio Vitale
Costumi: Bettina Bimbi
Interpreti: Nino D’Angelo, Alessandro Guasco, Roberto Citran, Francesca Inaudi, Rolando Ravello, Alba Rohrwacher, Piera degli Esposti, Gigio Alberti, Hady Sy, Antonio Catania, Valerio Mastandrea, Michele De Virgilio, Massimo Reale
Produzione: Paolo Virzì per Motorino Amaranto in collaborazione con Medusa Film e Sky
Distribuzione: Medusa
Nazionalità ed anno: Italia, 2005
Durata: 100’
Data di uscita: 19 maggio 2006
4-4-2 IL GIOCO PIU' BELLO DEL MONDO
2 e mezzo
Fin dai titoli di testa di 4-4-2 Il gioco più bello del mondo si capisce con cosa abbiamo a che fare. E se non fossimo consapevoli che il calcio oggi è ben diverso dagli anni Settanta (molto diverso..!) saremmo tentati di essere di fronte ad un perfetto prodotto di quell’epoca, con tanto di musica e colori un po’ ruffiani. Film composto di quattro episodi, 4-4-2 potrebbe infatti a ragione essere sottotitolato “Manuale di sopravvivenza al calcio”, facendo eco ad un ben noto precedente che però di sentimenti voleva trattare.
La squadra registica, capitanata da Paolo Virzì qui in veste di produttore, è formata da quattro giovani filmmaker freschi di diploma dal Centro sperimentale di Cinematografia, che dirigono ciascuno un episodio della durata di circa 25’: Michele Carrillo ("Meglio di Maradona", ambientato a Napoli), Claudio Cupellini ("La donna del mister", ambientato a Roma), Francesco Lagi ("Balondòr", ambientato a Milano) e Roan Johnson (Il terzo portiere, ambientato a Pisa).  Molto divertenti i primi due episodi – in Meglio di Maradona si inseguono rispettivamente le scorribande calcistiche e non dello scugnizzo Antimo, piccolo genio del pallone allenato da Nino D’Angelo, che approda alla primavera della Juve ma insofferente alle regole ne fugge a gambe levate, mentre in La donna del mister si indaga scherzosamente quel mondo parallelo che è il calcio femminile – i secondi segmenti di film risultano meno ritmati e a tratti addirittura noiosi. In questi ultimi, tuttavia, emerge più chiaramente la satira polemica sul mondo del calcio, specie ne "Il terzo portiere" di cui è protagonista Valerio Mastandrea, perfettamente “dizionato” in toscano.
Metafora della vita, il calcio è rappresentato nel film come una sua parabola, dalla giovane promessa Antimo al portiere ormai “fuori uso” Yuri Barzalli, passando per l’emisfero femminile e quello extracomunitario, giusto per non tradire la politically correctness. Che, mai come in questi giorni di asprezze cocenti, è un bene venga tutelata.
Credibile e mai innocente; questo "il gioco più bello del mondo" e tutti, volenti o nolenti, dobbiamo arrenderci: parola di Roland Barthes, ovviamente citato in apertura di pellicola.
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