Menu principale

Login utente

Commenti recenti

Argomenti del forum attivi

Scambia informazioni

Syndicate content

VARSITY BLUES

di Brian Robbins

Cast: James Van Der Beek,  Jon Voight, Paul Walker, Ron Lester, Amy Smart, Scott Caan, Ali Larter, Tonie Perensky
Nazionalità e anno: USA, 1998
Distribuzione: Paramount Home Entertainment
Edizione: italiano, inglese, francese, spagnolo
Sottotitoli: italiano, inglese, francese, portoghese, spagnolo, inglese per un udenti
Audio: dolby-digital 5.1
Schermo: widescreen anamorfico 1.78:1
Durata: 100'
Extra: Dietro le quinte (9'29"); Trailer (2'17").
Note: Buono l'audio, nitido e compatto, potente e ben distribuito sulle varie uscite per un suono limpido e chiaro.
Bene anche la qualità video. Colori ben tarati, saturi e corposi. Bene il contrasto per un'immagine luminosa e quindi gradevole.
Corretto il formato panoramico proposto sul DVD.
Extra ridotti ma il "Dietro le quinte" è abbastanza interessante...
Il DVD forse è andato fuori catalogo...
Regione: 2
Sito ufficiale:
http://www.paramount.com/
Titolo originale: Varsity Blues

Qualità artistica: Discreta
Qualità immagine: Ottima
Qualità audio: Ottima
Qualità extra: Discreta

3 e mezzo
VARSITY BLUES
2 e mezzo

A chi piace il football? A tutti... Ma aspettate stiamo parlando di football americano la versione tecnologica (per modo di dire) del rugby nostrano e di marca britannica che da qualche anno vede anche noi italiani partecipare ai massimi livelli. Il parente americano è molto più complesso nelle regole, negli schemi... con una gran quantità di giocatori a far parte della squadra: attacco, difesa, addirittura esiste un giocatore solo per i calci piazzati che quindi si è no giocherà un minuto a partita. In ogni caso il football negli States è lo sport nazionale alla pari con il baseball.  Il superbowl è l'evento più atteso dell'anno con un giostro di milioni di dollari spaventoso. Ma perché questa spiegazione? Per far capire l'importanza nella vita americana di questo sport che non è solo uno sport ma anche uno stile di vita, un modo di vita, l'essenza stessa della vita. Anche qui, in una finale interstatale dei college, quindi a livello giovanile, il football è qualcosa di tremendamente serio. E Varsity Blues ce lo ricorda in tutta la sua drammatica serietà... Una "serietà" che porta a calpestare i principi basilari dell'essere umano pur di vincere. E l'allenatore della squadra è il primo a non ricordarsi che prima di tutto quei ragazzi sono degli esseri umani e non dei burattini nelle sue mani come appaiono nella storia. Dei semplici strumenti per vincere e tenere alto l'ego del loro allenatore che non può perdere e deve essere considerato il vero eroe sino a quando non arriva un ragazzo che si ribella a questo stato di cose folle e senza umanità...Varsity Blues è un ritratto duro e sconcertante della provincia americana, di come si creino dei falsi miti e di come uno sport è fonte di vita e di fuga da una realtà a volte più amara. Uno sport che può portare direttamente tra i professionisti e quindi far guadagnare molti soldi e una fama interplanetaria, ma essendo uno sport anche abbastanza duro e violento, spesso i sogni si infrangono per un incidente che non porterà mai al "professionismo" lasciando "marcire" quei ragazzi, poi uomini, quindi adulti nel loro piccolo paesino colmi di rimpianti per quello che sarebbe potuto essere e non è stato... Un nodo che viene ben sviscerato dal Brian Robbins anche se a volte il film piega troppo sull'eroismo tralasciando degli aspetti durissimi. Uno dei momenti migliori è quello della cheerleader che dopo che il suo ragazzo ha visto interrompere la sua carriera si "getta" tra le braccia del nuovo "idolo". Ma non per tempeste ormonali ma solo perché vede in quel ragazzo, e soprattutto in quello che fa, la possibilità di emergere dal grigio quotidiano che la può aspettare. Un momento cifra della pochezza e dell'arretratezza culturale di una nazione che si vanta di essere all'avanguardia e che invece si trascina nella mediocrità totale. Un film che piace ma non convince del tutto in particolare per alcune scelte di sceneggiatura che non regalano al film quella forza necessaria per "distruggere il sistema malato" anche perché il film, ricordiamo girato nel 1998, è costruito sull'attore James Van Der Beek, in quel momento una vera star per "Dawson Creek's", e che beffardamente, è stato uno dei pochi della serie a non avere successo. Cosa che si può dire anche degli altri attori giovani presenti in Varsity Blues come Paul Walker, Scott Caan, Ali Larte, Amy Smart... che hanno fatto una buona carriera mentre lui si è perso nei meandri di una celebrità troppo celere... Al di là di ciò il film è consigliato agli amanti dello sport americano...

PS Abbiamo proposto il film  (anche se uscito da tempo in DVD, e forse anche fuori catalogo) sia per il suo interesse che per una serie di attori che nei tempi a seguire hanno avuto un discreto successo...

accedi o registrati per inviare commenti