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Focus On
EQUILIBRIO2007. FESTIVAL DELLA NUOVA DANZA
Dal 3 al 28 febbraio, all'Auditorium Parco della Musica, si è svolta la Terza edizione di "Equilibrio, festival della nuova danza", ormai puntuale e atteso appuntamento annuale che va a movimentare la programmazione, e la frequentazione, della struttura progettata da Renzo Piano. Anche quest'anno la rassegna è stata caratterizzata da un'esplorazione dell'universo ricchissimo e multiforme della coreografia contemporanea, ospitando grandi maestri di fama internazionale e artisti più giovani e relativamente poco conosciuti.
ANTONIO LATELLA RIMETTE IN SCENA LE LACRIME AMARE DI PETRA VON KANT
Enorme, la statua di un corpo nudo di donna sovrasta la scena, spoglia e di un bianco luminoso. Dalla platea si osserva, in attesa che lo spettacolo abbia inizio. Commenti più o meno felici accompagnano l'attesa e la vista del simulacro femminile, esposto, al contempo algido e accusatore di un microcosmo, autoimplodente, del quale saremo presto testimoni. Prima la figura di una donna dalla capigliatura rossa, vestita di nero, entra a passi dalle lunghe falcate a dichiarare che la scena ha preso vita.
MATTHEW BARNEY: ARTISTA DELLA RESISTENZA
Osserviamo sullo schermo lo svolgersi di un rito. Con saggezza una matura donna giapponese compone due pacchi, doni per un futuro matrimonio. Accompagnano i gesti meticolosi la voce malinconica di Will Oldham, cantautore indie-rock americano, ad impreziosire la musica composta dalla cantante Bjork, autrice di tutta la colonna sonora. A suggello finale della composizione un sigillo-adesivo dalla stessa forma della scultura di vaselina la cui evoluzione creativa contrappunterà tutto il film.
IL CINEMA DI TORNATORE E IL SUO VOLTO NASCOSTO
Tornatore è un regista spiazzante. Qualcuno (molti?) parla di lui come di un falso autore; altri come di un "finto" commerciale, che sembra sempre rincorrere il successo giocando sui sentimenti ma alla fine buca il video con immagini memorabili, grazie anche al supporto decisivo delle musiche di Morricone. Eppure, se provassimo a leggere e ad unire i titoli del suo primo e del suo ultimo film senza fermarci alla lettera delle parole, forse troviamo condensata una prima sintesi della sua carriera.
BRIAN DE PALMA E LE DALIE NERE: CONFLITTO DI SPAZI
Brian De Palma è un regista che ha bisogno di spazi. La sua visione, il suo (e il nostro) piacere di scivolare in ambienti attraversati da una macchina da presa mai stabile, sempre cangiante, diventa un orgasmo mancato, un atto incompiuto, a contatto con la staticità della pagina scritta. Ogni volta che De Palma ha affrontato le insidiose acque dell'adattamento le ciambelle non sono riuscite con il buco.
KENNETH BRANAGH: SCHIAVO (INNAMORATO) DI SHAKESPEARE
SCORCIATOIE PER L'AMERICA_ OVVERO, LO SPETTATORE DI NASHVILLE HA SEMPRE RAGIONE
MARCO BELLOCCHIO E L’IMMAGINE DELL’EROE
POCAHONTAS, TRA STORIA E LEGGENDA
MA CHI ERA RODOLFO "RUDY" GUGLIELMI VALENTINO?
Ma chi era Rodolfo (Rudolph) Valentino? Il grande amante latino o un gay? Un uomo pieno di talento o un attore scarso? Un italiano o un americano? Un uomo realizzato o un uomo confuso? Di certo uno dei grandi miti del secolo passato. Un mito che trascende il tempo e probabilmente tra qualche centinaio di anni si parlerà ancora di lui con sempre maggior mistero...
THE ANDERSEN PROJECT, UN ALTRO DEI MONDI POSSIBILI DI ROBERT LEPAGE
Ci parla della solitudine dell'uomo Robert Lepage; del lato oscuro che può prendere il sopravvento nel nostro privato, protetti da vite di facciata, facendoci perdere in labirinti di cui è difficile ritrovare il bandolo e l'uscita; di fughe dalle cui conseguenze, quando si decide di tornare finalmente indietro, non ci si può più sottrarre. Regista di cinema e di teatro, attore, e molto altro ancora, nato nel 1957 in Québec, Canada, parte da uno sguardo trasversale, non banale e lontano da intellettualismi fini a se stessi, per costruire i mondi delle sue opere, i Possible Worlds, parafrasando il titolo di uno dei suoi film.
APPELLO PER IL PRESENTE E IL FUTURO DEL CENTRO SPERIMENTALE DI CINEMATOGRAFIA
Il taglio del Fondo Unico dello Spettacolo e l'inadeguatezza dell'attuale Amministrazione del CSC rischiano di compromettere quel servizio pubblico che da più di 70 anni il Centro Sperimentale di Cinematografia garantisce: la conservazione, il recupero e la diffusione del patrimonio culturale del cinema italiano accanto alla sperimentazione e alla formazione alle professioni del cinema.
















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