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Venezia 65: Giornate degli Autori
UNA SEMANA SOLOS
Centesimo minuto e ancora, inspiegabilmente, non sembra essere accaduto quasi nulla. Eppure. Eppure il fascino quieto e acerbo di questo lavoro della Murgia, regista argentina per la seconda volta a Venezia, rispecchia fedelmente quello dei suoi ombrosi protagonisti: il gruppo di enfants terribles composto da Marìa, Facundo, Quique e i loro cugini, tutti sparpagliati tra i cinque e i quindici anni, esplosiva miscela schizoide tra apatia e iperattività.
Dopo i fasti (e i premi) di Ana y los otros Celina Murgia torna ad esplorare il mondo dei giovani. Sullo sfondo di una piccola città la pellicola mostra la vita di gruppo di giovani ragazzi che vivono in un quartiere appartato della città. Hanno tutto quello che occorre: case, scuole, e il salone per le feste. Per una settimana sono loro i padroni di tutto ciò: gli viene dato il controllo di tutto. Ma sarà un bene?
UN ALTRO PIANETA
Dissipiamo l'ennesima voce stra-fake messa a infettare aspettative, rumours, eventuale claque: niente low-porn, qui. Ci mancherebbe. Solo un'opera prima in parte furbetta e in parte incompiuta, a budget entro i mille euro e professionalità quasi ridotta all'osso. Sicuramente s'è risparmiato sui costumi, girando su una spiaggia nudista in cinque giorni passati sotto il sole a reclutare amici e colleghi senza tirar fuori una lira. L'effetto è curioso e non banale, però.
È una mattina d'estate. Salvatore sta percorrendo, tra le dune, il tragitto che lo porta alla spiaggia, per trascorrere un po' di tempo da solo. Di colpo si ferma, osserva l'orizzonte, mare e cielo. Ma non sarà una giornata qualunque e Salvatore si troverà coinvolto nella vita, e nelle storie, di un gruppo di persone che lo costringerà suo malgrado a fare i conti col fantasma del suo passato, ritrovando la serenità perduta e, forse, una nuova possibilità, una nuova vita.
CHE SACCIO
Quando si gira un film, soprattutto se la lavorazione è lunga, si sviluppano inevitabilmente relazioni umane, amicizie, amori e via dicendo. Che saccio racconta proprio di un rapporto nato e cresciuto durante la lavorazione di due film. Quando Francesco e Filippo vengono scelti da Emanuele Crialese come protagonisti di Respiro sono ancora dei bambini. Devono recitare a fianco di Valeria Golino, e le attenzioni che necessitano sono grandi, dato che si tratta di due persone che non provengono assolutamente dal mondo del cinema.
MUUKALAINEN (THE VISITOR)
Una gradita sorpresa. Muukalainen (The visitor), opera prima del regista finlandese Jukka-Pekka Valkeapää si impone minuto dopo minuto per il suo straordinario impatto visivo, ricercato ma non presuntuoso, affascinante ed ipnotico.
Il film, che adotta lungo tutti i suoi centoquattro minuti di durata il punto di vista di un bambino, narra dell'arrivo di un improvviso visitatore in una sperduta fattoria finlandese abitata da una donna e da suo figlio.
Un ragazzo vive con la madre in una fattoria circondata da una foresta in una regione remota della Finlandia. Di tanto in tanto il ragazzo fa visita a suo padre - un uomo violento - che si trova in prigione. Chiuso nella stalla c'è un cavallo non domato, l'unica altra compagnia del ragazzo. La vita semplice del ragazzo e di sua madre viene turbata dall'arrivo di un estraneo, che reca un biglietto del padre del ragazzo ed ha un proiettile in un fianco. Controvoglia, madre e figlio offrono un rifugio all'estraneo.
A COUNTRY TEACHER
Come in Muukalainen, l'arrivo di uno straniero da fuori in un contesto chiuso e a sé stante (in questo caso un giovane insegnante di scienze naturali di città che arriva in una piccola scuola di campagna - tra l'altro l'interprete è lo stesso dell'"ospite" di Muukalainen) è il big bang che sconvolge vite e modi di pensare. Il bel film del regista ceco Bohdan Slàma non si limita però a questo, ma spinge ben oltre (anche troppo) l'orizzonte intrecciando diversi temi molto delicati, in parte perdendone il controllo.
Un giovane insegnante omosessuale dal curriculum straordinario accetta un lavoro come docente di scienze naturali in una scuola elementare di campagna. Fa amicizia con una donna e suo figlio diciassettenne. L'insegnante non ha alcun interesse sentimentale per la donna, ma questo non impedisce loro di stringere una bella amicizia. Un giorno l'ex-fidanzato dell'insegnante arriva in visita e subito capisce che nessuno al villaggio è a conoscenza del fatto che loro sono gay.
RYSA (SCRATCH)
Se fossimo a Hollywood, questo film avrebbe già il titolo giusto per sfondare, ma non lo farà. Se fossimo a Hollywood, la storia di una donna che indaga, scopre oscuri misfatti nel passato del marito e poi lo rinnega avrebbe fascinosi protagonisti sulla trentina, non certo appassiti settantenni. Se fossimo a Hollywood, una più o meno torbida (?) tensione sessuale risolverebbe tempi morti e chiavi di lettura qui lasciate sospese per aria.
Questa è una storia molto semplice. E tradizionale. Una coppia, un lui e una lei, vivono felicemente insieme da molti anni. La loro vita insieme ha avuto degli alti e dei bassi, ma sono andati avanti sostenendosi e rispettandosi a vicenda, e riuscendo a guadagnarsi la stima degli altri. Improvvisamente qualcosa proietta un'ombra sul loro rapporto, qualcosa che risale a molti anni prima, ad un'epoca precedente al loro incontro - un graffio (scratch) sulla superficie luccicante. Come la risacca dell'onda questa specie di peccato originale si abbatte sul loro matrimonio.
MACHAN
Tra le favelas acquatiche di Colombo la rincorsa ai visti d'espatrio è regola quotidiana e avere buone idee per ottenerli pare l'unica risorsa alla miseria. Che in quel contesto è estrema. Questo il microcosmo di Stanley, Manoj e le loro famiglie, povere di tutto tranne che della dignità o dell'ironia del sopravvivere. All'ennesimo tentativo di emigrare legalmente verso la Germania, i giovani cingalesi incappano in un volantino su un torneo di pallamano bavarese.
BROKEN LINES
Quell'isola lassù, oltremanica, che cinematograficamente forse non abbiamo ancora ben compreso a queste latitudini, continua invece a presentarci periodicamente sorprese in forma di film. Una nuova leva di registi inglesi - ma anche irlandesi in realtà - esiste, ed ogni tanto qualcosa si vede in Italia, ma anche se quasi vince la festa di Roma (come nel caso di This is England di Shane Meadows) nessuno si degna di distribuirlo.
IL PASSATO È IL MIO BASTONE
Cosa ci fanno Morando Morandini, Giovanni Spagnoletti, Roberto Silvestri, Marco Dotti, Cristina Piccino, Fabio Ferzetti, Enrico Ghezzi e molti altri in un film di Flavia Mastrella e Antonio Rezza? Semplice, parlano del cinema di Flavia Mastrella e Antonio Rezza. Il passato è il mio bastone è infatti una sorta di viaggio critico nell'esperienza dei due autori romani, con una serie di interventi di saggisti, critici cinematografici e giornalisti, che in molti casi sono anche amici ed in un certo qual modo complici della coppia.
PESCUIT SPORTIV (HOOKED)
Doppio triangolo amoroso con qualche complicazione, per una storia che si dipana nell'arco di pochissime ore - dal mattino alla sera - e dove non sempre all'apparenza corrisponde la realtà. Mihai e Mihaela sembrano una stanca coppia di giovani coniugi, ma in realtà sono amanti, e mentre in auto discutono sull'opportunità di rivelare la verità al marito di lei, investono la prostituta Ana. Ripresasi dall'incidente, la ragazza trascorrerà con loro il resto della giornata, complicando, o forse risolvendo, l'instabile situazione della coppia.
Una domenica l'insegnante di matematica Mihai e la sua amante Mihaela decidono di trascorrere assieme un rilassante picnic. La giornata, però, si svolgerà in maniera nettamente differente: quando tra i due piomberà la prostituta Ana ogni equilibrio verrà spezzato all'improvviso.
STELLA
In 102' c'è tutto il primo anno di liceo di Stella Vlaminck, a Parigi nel 1976. Non è facile per nessuno, e di certo non aiuta essere figli di proletari baristi un po' fattoni ed andare a scuola in un liceo per ricchi. Ci sono compagni strani e scortesi con cui fare i conti, vestiti bizzarri e professori poco accondiscendenti. Poi in realtà nulla è così terribile, e con il tempo Stella imparerà ad apprezzare questa opportunità di studio che ha avuto.
1977. Stella (Leora Barbara), undici anni, vive appena fuori Parigi in un quartiere operaio. Ammessa a frequentare una prestigiosa scuola parigina, incontra Gladys (Melissa Rodriguès), la figlia di due intellettuali ebrei argentini. La sua nuova migliore amica la aiuterà a muovere i primi passi nel mondo reale.
POKRAJINA ŠT.2 (LANDSCAPE NO.2)
Ciò che rende Landscape no.2 irrimediabilmente poco riuscito è la sua smisurata ambizione a volersi confrontare con i grandi temi rimasti in sospeso della storia slovena. Quelli delle stragi impunite avvenute a ridosso della II guerra mondiale, nella fattispecie. Stragi che ebbero traditori e collaborazionisti anti-regime tra le loro vittime, e futuri pilastri della società comunista nei loro carnefici.
Due ladri, Sergej e Polde, rubano un dipinto di grande valore, "Landscape No.2" dalla casa di un anziano generale.
Per combinazione Sergej ruba soldi e anche un misterioso documento che risale alla fine della IIa Guerra mondiale. Un emissario del generale viene incaricato di recuperare il dipinto e il documento rubati, innescando un diabolico meccanismo legato al passato.
NOWHERE MAN
"Sei morto. Comportati da morto". In questo primissimo film proiettato durante la 65ma Mostra del Cinema di Venezia nella sezione Giornate degli Autori, Pirandello e le sue infinite declinazioni ammiccano nostalgici dallo schermo in salsa fiamminga: infatti, con buona pace di Mattia Pascal, la regista belga Toye pare qui suggerirci che non tutte le fughe da casa si generano a causa di suocere ferocemente insopportabili né sono necessariamente destinate a concludersi con rinunce incondizionate














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