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Cinema - Festival di Roma III
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Argomenti del forum attivi
Venezia 65: Fuori Concorso
KETTO TAKADANOBABA
Pubblicato da Lorenzo Conte - Sab, 06/09/2008 - 22:04
4
Non è raro, nelle neonate cinematografie, che le influenze vengano tutte dalle tradizioni teatrali dei rispettivi paesi determinando storie e stili, inquadrature e recitazioni, musiche e montaggio. La cosa che colpisce di più di Ketto Takadanobaba di Masashiro Makino con la stretta collaborazione di Iroshi Inagaki è la sorprendente consapevolezza del linguaggio del cinema. Nonostante temi e stili i riprendono ineviatbilmente, almeno in parte, quelli del teatro Nō e della sua versione più popolare e grottesca, il Kabuki, la camera si muove libera dagli stilemi teatrali, imponendosi sia visivamente che ritmicamente per le sue trovate assolutamente innovative per l'epoca.
Yasubei Horibe (Tsumasaburo Bando), un tempo parte dei Quarantasette Samurai del Chushingura, sopravvive spendendo soldi in combattimenti e bevute, senza prestare ascolto ai consigli e alle parole dello zio Rokurozaemon Sugano. La sua vita è confinata ai margini della città di Edu e sembra crollare verso un inesorabile declino. Un giorno viene informato che la vita del suo caro zio è in pericolo, minacciata da spregiudicati criminali. Il suo orgoglio di guerriero si risveglia e Yasubei Horibe si precipita a salvare lo zio...
VIDA EN SOMBRAS
Pubblicato da Manuela Pinetti - Sab, 06/09/2008 - 20:53
4 e mezzo
Un'unione perfetta tra la vita e il cinema. Carlos, alter ego del regista Llobet Gracìa, viene alla luce durante una delle primissime proiezioni cinematografiche, di quelle che si svolgevano durante le fiere paesane, e il cinema continuerà a essere presente in ogni momento della sua vita, anche con risvolti tragici. Vida en Sombras è opera (purtroppo) unica e pressoché perfetta di un uomo che ama il cinema.
Carlos, appassionato di cinema, vive un complesso di colpa per aver lasciato sua moglie morire per mano dei repubblicani mentre lui era in giro per le strade a filmare le rivolte del 18 luglio (inizio della Guerra civile spagnola). Alcuni anni dopo, mentre è al cinema a vedere "Rebecca" di Alfred Hitchcock, decide di redimersi impegnandosi a diventare un affermato regista cinematografico.
ORFEO 9
Pubblicato da Teresa D Anna - Sab, 06/09/2008 - 19:32
2 e mezzo
A ogni festival il suo evento speciale: quest'anno, all'ultimo giorno di una mostra prolungatasi abbastanza per mettere a segno almeno qualche colpo, l'evento conclusivo è la riproposizione di Orfeo 9 di Tito Schipa jr., stracultissima rock opera italiana di quasi quarant'anni fa. La storia è una rivisitazione del mito di Orfeo e Euridice in chiave di critica alla moderna società dei consumi e dello sballo lisergico, la musica è una contaminazione di generi pop, che spaziano dalla lirica all'ispirazione zeppelliniana.
"Questa favola - Ha per vero protagonista assoluto - Un illusionista prodigioso: - Lo stesso che col suo gioco preciso - Ti inganna ancora - Ti tiene ancora distratto - Dalla più sublime delle visioni possibili: - La realtà."
ORFEO9 è la prima opera rock italiana e la prima mai rappresentata al mondo (Roma, Teatro Sistina, 23 gennaio 1970).
YUPPI DU
Pubblicato da Mauro Conciatori - Gio, 04/09/2008 - 13:49
-
Cosa vuol dire ri-proporre un film di 33 anni fa ad un Festival? Fornire un pezzo di storia del più o meno recente passato di una tranche di storia del cinema. Ma se questa tranche "tratta" dell'opera seconda del molleggiato allora si può parlare di storia del cinema? Sì, anche se con qualche riserva dettata dalle stimmate del film stesso e dalla poetica similecologista che Celentano ha immesso nel film come prima pietra miliare della sua "rivolta" (più pensata che reale) verso un "mondo umano" sempre meno attento a ciò che circonda e sempre più preso dall'edonismo e dal non rispetto dall'ambiente nel quale vive...
Il suicidio della moglie Silvia porta Felice Della Pietà a sposare Adelaide, soprattutto per dare una seconda madre a Monica, la figlia nata dalle prime nozze. Un giorno, tuttavia, il protagonista scopre che Silvia è viva e che ha architettato il finto suicidio per lasciare il marito nella miseria a Venezia e unirsi con un uomo di Milano che le ha offerto agi e ricchezza.
VINYAN
Pubblicato da Lorenzo Conte - Dom, 31/08/2008 - 18:23
2
Vinyan. Così viene chiamato in Birmania uno spirito arrabbiato che non sa più dove andare e ha perso la strada per raggiungere l'aldilà. Fantasmi dunque: la novità è il rovesciamento; non più i fantasmi invadono la nostra vita, ma il contrario: i protagonisti scendono nel mondo dei fantasmi, perdendovisi irrimediabilmente. Da questo punto di vista Vinyan è la madre disperata, quasi ammattita dal dolore, che insieme al marito si addentra nel labirinto senza centro, senza soluzione.
Thailandia, Natale 2004. A causa dello tsunami che si abbattè su parte dell'Asia sud-orientale, Jeanne e Jeanne e Paul Bellmer smarrirono il figlioletto. Decidono di rimanere sul luogo per non lasciare intentata ogni chance di ritrovarlo vivo. Si affidano ad un losco personaggio, Mr. Gao, che li trasporta via mare in Birmania, dove pare si trovi uno strano villaggio popolato di soli bambini..
35 RHUMS
Pubblicato da Anna Maria Pasetti - Sab, 30/08/2008 - 15:15
1
Un padre, una figlia. E il resto del mondo fuori. Claire Denis continua il suo viaggio indagatorio nel mondo delle relazioni umane, più intime ma anche più quotidiane. La si vede, infatti, la quotidianità di Lionel (Alex Descas) e della figlia in età universitaria Joséphine (Mati Diop) che procede di affinità elettive ed effusioni infinite, compensatoria della morte della madre Matilda, tedesca di Lubecca.
La storia di un rapporto padre-figlia raccontata nell'arco di anni. Il padre Lionel si prende cura da solo della piccola Joséphine in seguito all'incidente stradale che ha ucciso la moglie e madre. La bimba cresce a stretto contatto col padre che, all'alba dell'età adulta di lei, la sprona a staccarsi. Joséphine, però, non è d'accordo.
ENCARNAÇAO DO DEMONIO
Pubblicato da Emanuele Cotumaccio - Sab, 30/08/2008 - 13:24
3 e mezzo
Non lasciatevi ingannare dai primi minuti di Encarnacao do demonio, in cui Mojica Marins, ormai più che settantenne, esce dall'istituto psichiatrico in cui è stato rinchiuso per oltre trent'anni. Non lasciatevi ingannare dall'aria d'anziana decadenza che promana, dal senso d'esistenza ridicola che lo circonda, dall'inizio moralistico ben poco marinsiano contro la tropa d'elite. E' come un'anestesia prima di un'operazione, con la differenza che non cadrete addormentati, ma assisterete all'intervento con gli occhi e i sensi spalancati.
Ennesima avventura del sadico personaggio di Zé do Caixão, rilasciato dopo anni di reclusione nel Penitenziario di Stato. Qui torna alla ricerca inesausta di una donna in grado di dargli l'agognato erede. Assistito dal fedele Bruno, servitore gobbo, Zé si nasconde tra gli psicopatici di una baraccopoli di San Paolo, suoi entusiasti sostenitori, ma i fantasmi delle antiche vittime non gli danno requie. Questo però non gli impedirà di mieterne altre.
SHIRIN
Pubblicato da Manuela Pinetti - Ven, 29/08/2008 - 16:45
2
Centoquattordici donne di ogni età che in poco più di un'ora e mezzo gioiscono, soffrono e sperano per le vicende sentimentali e tragiche che legano Shirin, moglie di un imperatore persiano, con l'umile Ferhad. La leggendaria storia, tratta da un dramma persiano del XII secolo, rivive da decenni negli allestimenti teatrali e ora anche al cinema, ma soltanto attraverso i volti espressivi e gli sguardi palpitanti di un pubblico femminile che Kiarostami scruta con partecipata curiosità nella semioscurità di una sala cinematografica.
Khosrow e Shirin, il celebre poema persiano del dodicesimo secolo messo in scena da Kiarostami, viene mostrato attraverso i volti muti di centoquattordici famose attrici iraniane di cinema e di teatro e una star francese. L'allestimento non viene mai mostrato, ma solo raccontato attraverso le emozioni dei volti in un fuori campo assoluto che racconta la visione attraverso lo spettatore.
LA RABBIA DI PASOLINI – Ipotesi di ricostruzione della parte iniziale inedita, 2008
Pubblicato da Emanuele Cotumaccio - Gio, 28/08/2008 - 20:15
3 e mezzo
Operazione squisitamente pasoliniana di recupero o forzatura di un progetto nato come incontro e costrizione di voci divergenti? L'operazione di Sanguinetti e Bertolucci di ricostruzione del materiale pasoliniano recuperato e ricostruito sulle indicazioni della sceneggiatura contenuta nei Meridiani dedicati al poeta regista nasce sotto le migliori intenzioni. E la materia c'era tutta: le immagini dei Cinegiornali di Mondo Libero, le indicazioni precise di Pier Paolo sui singoli punti specifici, comprensive degli interventi di voce over, perfino le istruzioni di dove lasciare le voci di speakeraggio.
LA RABBIA (2008)
1963 - I cinegiornali "Mondo Libero" di Gastone Ferranti e i materiali reperiti in Cecoslovacchia, Unione Sovietica e Inghilterra diventano per Pier Paolo Pasolini, la base per dare vita ad un'analisi lirica e polemica dei fenomeni e dei conflitti sociali e politici del mondo moderno, dalla "Guerra Fredda" al "miracolo economico", con un commento diviso fra una "voce di poesia" (Giorgio Bassani) ed una "voce in prosa (Renato Guttuso).
BURN AFTER READING - A PROVA DI SPIA
Pubblicato da Anna Maria Pasetti - Gio, 28/08/2008 - 11:10
3 e mezzo
Mistero buffo. Attendendo la reazione di Dario Fo a simil accostamento, Burn After Reading diretto dai fratelli più intelligenti del cinema americano contemporaneo sembra uscito da un manuale della burla. Ethan e Joel Coen sbarcano al Lido aprendone la Mostra a suon di risate. Cast stellare prestato al gioco, anzi, con ruoli cuciti a misura per facce e fisici di Clooney, Pitt, McDormand, Swinton e Malkovich.
Ozzie Cox è un ex agente della Cia che scrive le sue memorie e se le vede sottratte dalla moglie, che a sua volta le dimentica in palestra. Un allenatore che lavora nella palestra le trova e si mette in testa di ricattare Cox, minacciandolo di rivelare segreti scottanti. Ma per risolvere il problema interviene un killer assoldato direttamente dalla Cia.
TUTTO È MUSICA
Pubblicato da Emanuele Cotumaccio - Mer, 27/08/2008 - 13:12
2 e mezzo
La 65ima Mostra del Cinema di Venezia ripesca dal cilindro delle pellicole impolverate negli archivi del nostro cinema questa pellicola, l'unica diretta da Domenico Modugno. E fa bene, perché Tutto è musica sulla carta ha diversi elementi che potevano farne un supercult. In primo luogo vede la presenza di Tonino Valerii come assistente alla regia e regista della seconda unità.
Le canzoni più famose composte da Domenico Modugno accompagnate da scene di vita quotidiana, racconti e siparietti. Amori finiti, bizzare coppie di truffatori indovini sulla spiaggia, Franco e Ciccio rispettivamente cane e cicerone per truffare ingenui turisti tedeschi e una coppia di pesci spada innamorati...
BAJO EL SIGNO DE LAS SOMBRAS
Pubblicato da Gianluigi Ceccarelli - Sab, 06/09/2008 - 19:37
3
Non è certo un documento inedito, quello di Ferràn Alberich girato in beta nel 1984 per ricostruire la genesi di un film assolutamente unico ed originale, Vida en Sombras, e una vita altrettanto originale, quella del suo regista Llobet Gracìa. Ma è un documento che spiega bene come l'esistenza di Gracìa, interamente consacrata al cinema, sia legata a filo doppio con l'unico film professionale da lui girato, un film che forse più di ogni altro trova la sua vera ambientazione in quella minuscola porzione di spazio che separa lo schermo cinematografico, spesso sullo sfondo del film stesso, dalla platea: una terra di nessuno chiamata vita.
"Questo documentario vuole essere un prologo a Vida en sombras. Non pretendiamo di spiegare la figura del regista, ma semplicemente raccontiamo alcune cose accadute prima, durante e dopo le riprese del suo unico film "professionale". Non si tratta nemmeno di una biografia, ma semplicemente di una cronaca di fatti, così come li abbiamo conosciuti". (Ferrán Alberich)
PUEN YAI JOM SA LAD (Queens of Langkasuka)
Pubblicato da Lorenzo Conte - Sab, 06/09/2008 - 19:28
2 e mezzo
Quando è stato presentato il film Queens of Langkasuka, lo si è sempre paragonato al kolossal Disney I pirati dei caraibi, come se ne fosse la sua versione in salsa thailandese. Questo è vero, ma solo in parte. Queens of Langkasuka è prima di tutto un grande ricettacolo di temi classici e film altrettanto classici qui in Occidente che a quei temi si rifanno. Non si potrà non notare la somiglianza con Guerre stellari (lati oscuri, l'odio che è la via più facile da seguire, il colpo di scena genealogico e via dicendo) o con film altrettanto epici come Il signore degli anelli e Troy (la battaglia finale ne è una perfetta miscela).
XVII secolo. Il regno della Regina Hijau viene conquistato a tradimento da un principe ribelle che ha preso accordi con i pirati del malvagio capitano Corvo Nero. Pari, traumatizzato dall'assassinio dei genitori per opera del capitano a cui ha assistito, cresce con lo zio zio che lo introduce all'arte magica dal saggio Raggio Bianco, ovvero come entrare empaticamente in contatto con l'oceano e le sue creature.
LES PLAGES D’AGNÈS
Pubblicato da Lorenzo Conte - Mer, 03/09/2008 - 20:23
2
Arriva un tempo, per tutti gli uomini, in cui sentiamo di dover fare un punto della situazione. Per voltare pagina, anche per mettere un punto e chiudere una stagione. Questi momenti, che arrivano spesso in vecchiaia, ci spingono, per nostra indole naturale a comunicare qualcosa all'esterno. C'è chi scrive diari, lettere che poi brucerà, c'è chi dirige un film. L'ottantenne Agnès Varda, moglie del compianto Jaques Demy, morto di AIDS nel 1990, è tra quest'ultimi.
La regista Agnès Varda ricostruisce la propria vita e la propria carriera, in un viaggio attraverso le spiagge e i luoghi attraversati negli anni.
VICINO AL COLOSSEO C’È MONTI
Pubblicato da Emanuele Cotumaccio - Dom, 31/08/2008 - 13:19
2
Il Rione Monti è un'oasi nel cuore della Roma contemporanea. Sospeso tra il Colosseo preso d'assalto dai turisti e la multietnica Stazione Termini, Monti resiste nel suo tempo. Per le strade la mattina vedi le vecchie sovrappeso che camminano ondeggiando con le borse della spesa e quei loro vestiti che chissà dove comprano. Parlano ancora romanaccio, come solo loro sanno fare. Gridano, si lamentano, si salutano tutte. Le loro voci si sovrappongono a quelle dei bottegai, seduti sulla sedia fuori dal negozio.
Frammenti di vita quotiana di Mario Monicelli all'interno del "Rione Monti", quartiere romano dove il maestro risiede da tempo...
PUCCINI E LA FANCIULLA
Pubblicato da Luca Peretti - Sab, 30/08/2008 - 14:05
4 e mezzo
Sei lungometraggi in 20 anni. Il primo nel 1988, l'ultimo quest'anno. Più o meno uno ogni quattro anni. In mezzo ci sono ricerche storiche, analisi, visite e ri-visite di archivi, vere e proprie ricostruzioni di epoche lontane e non. Il cinema di Paolo Benvenuti è un cinema impegnativo, per chi lo realizza e per chi lo vede in sala. Anche Puccini e la fanciulla non sfugge a questo postulato. Anche questo è un solido film con alle spalle anni di ricerche, realizzate con il contributo dei ragazzi della scuola del cinema Intolerance e che hanno portato a scoperte non del tutto narrate nel film.
1908, a Torre del Lago, la cameriera di casa Puccini, Doria, viene accusata dalla moglie del compositore, Elvira, di essere l'amante di suo marito. La ragazza, incapace di sopportare l'ingiuria, si toglierà la vita. Solo una visita medica post mortem verificò la sua verginità. Una pagina drammatica che pervase la vita e la musica di Giacomo Puccini. La figura di Doria Manfredi ispirerà al compositore il personaggio di Liù della Turandot.
HESHANG DE AIQING (CRY ME A RIVER)
Pubblicato da Manuela Pinetti - Ven, 29/08/2008 - 16:54
2
Jia Zhang-Ke, già vincitore del Leone d'Oro nel 2006 con Sanxia Haoren (Still Life) - ma lo stesso anno partecipava anche nella sezione Orizzonti con il documentario Dong - e presente lo scorso anno con il documentario Wu Yong (Useless), vincitore di Orizzonti Doc, è ormai uno dei volti che non ci si stupisce di incontrare alla Mostra. Quest'anno è nella per lui inedita sezione Fuori Concorso con Heschang de aiqing, breve storia di fiction che racconta di due coppie di trentenni, ex-compagni di scuola, che si rivedono a distanza di anni in occasione del compleanno di un loro professore.
Due coppie di ex-amanti si ritrovano dopo un anno. L'amore può ancora essere vivo tra loro? Cosa ne è della giovinezza? Come un'antichissima città pervasa da canali ormai inariditi, può la loro esistenza rifiorire?
GIRARA NO GYAKUSHU: TÔYA-KO SAMITTO KIKIIPPATSU!
Pubblicato da Emanuele Cotumaccio - Ven, 29/08/2008 - 13:04
2
"Monster X strikes back: attack the G8 summit!" ha un'unica cosa di veramente geniale: il titolo. Contiene infatti l'intera sinossi del film, e questa è la croce (e la delizia) dell'operazione. Ci sono quindi i grandi della Terra: un Bush vacuamente machista, Putin sottomesso ed emarginato, Sarkozy erotomane e fedifrago con gli occhi sempre puntati sull'interprete.
Nel 2008, durante lo svolgimento del G8 in Giappone, un missile cinese colpisce il suolo nipponico e dà vita a un mostro chiamato Guilala, che nasce da una spora e si dimostra assai intenzionato a sterminare l'umanità. I leader mondiali si affannano ad organizzare tentativi di contrattacco, che pure non sortiscono alcun effetto: l'unica speranza rimasta è l'indagine di due giornalisti, che sulle sponde del lago Toya hanno fatto una strana scoperta...
NEL BLU DIPINTO DI BLU
Pubblicato da Emanuele Cotumaccio - Gio, 28/08/2008 - 13:06
2
Nel blu dipinto di blu non è certo il miglior musicarello di Modugno. Se volete vedere il nostro in tutto il suo splendore meglio ripiegare sul melodramma. Piange il telefono, ad esempio, ricavato da una delle sue peggiori canzoni con forte tendenza al ridicolo dove però, nonostante prevalga l'assoluta inconsistenza e domini l'eccesso dell'eccesso, c'è perfino il rischio di divertirsi o commuoversi.
Turi è un giovane siciliano appena giunto a Roma. Trovatosi a fare il palo per una rapina rischia di essere arrestato, ma viene salvato dalla testimonianza di una giovane cameriera a cui ha finto di fare la corte. Adesso per Turi la situazione è difficile: si trova costretto a fidanzarsi con la cameriera affrontando quindi le ire di Assuntina, la sua ragazza.
DO VISÍVEL AO INVISÍVEL
Pubblicato da Anna Maria Pasetti - Gio, 28/08/2008 - 11:08
4 e mezzo
Corto, anzi cortissimo. Ma arguto come da antica sapienza insegna. De Oliveira, i suoi oltre 90 anni li sta vivendo con lucidità, intelligenza e generosità perché riesce ancora a regalare vivide interpretazioni dell'uomo contemporaneo. E delle sue relazioni. Due uomini si incontrano a San Paolo, metropoli fuori misura e pangea delle mescolanze. La loro vita sul (non) filo di un cellulare che sempre squilla. Interruzioni della comunicazione vis a vis.
In Do Visìvel ao Invìsivel siamo spettatori di un ironico incontro tra due amici nel cuore di San Paolo. I due tentano di conversare ma sono continuamente interrotti dallo squillo dei loro cellulari; così, per riuscire a comunicare, si telefonano e parlano della vita e del suo ritmo travolgente. Uno sguardo acuto e sottile sul mondo moderno che si avvale di sofisticati armamentari per comunicare non riuscendo, nonostante tutti i progressi raggiunti nella comunicazione, a sistemare le vie dissestate dell'umanità.





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